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Artemis II: inizia la quarantena. Il ritorno alla Luna è una questione di giorni (e di salute)

Artemis II: astronauti in quarantena e test critico del razzo SLS il 2 febbraio. Ecco le date di lancio e perché l’isolamento è vitale per la missione lunare.

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La NASA ha compiuto un altro passo, questa volta decisivo e procedurale, verso il lancio della sua prossima missione lunare con equipaggio. I quattro astronauti della missione Artemis II sono entrati ufficialmente in quarantena venerdì 23 gennaio a Houston, mantenendo la tabella di marcia allineata per un possibile decollo all’inizio del mese prossimo.

Non si tratta di un esercizio teorico, ma dell’attivazione del protocollo formale noto come Health Stabilization Program. Come confermato dai funzionari della NASA, questo periodo inizia tipicamente circa 14 giorni prima del lancio. L’obiettivo è preservare la flessibilità operativa mentre le squadre di terra lavorano verso le potenziali finestre di lancio di febbraio.

L’equipaggio e la missione

Artemis II non è una replica dell’Apollo 11; non ci sarà allunaggio. La missione invierà gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta della Canadian Space Agency Jeremy Hansen, in un volo di circa 10 giorni attorno alla Luna a bordo della capsula Orion.

La missione non toccherà il suolo lunare e non entrerà nemmeno in un’orbita stabile attorno al nostro satellite. Tuttavia, sarà il primo volo con equipaggio a raggiungere le vicinanze lunari dai tempi dell’Apollo 17, nel lontano 1972. Un ritorno atteso da oltre mezzo secolo, che segna la ripresa delle operazioni umane nello spazio profondo.

L’equipaggio di Artemis II – Fonte NASA

Perché la quarantena è fondamentale?

Per i non addetti ai lavori, l’idea della quarantena potrebbe evocare ricordi recenti legati alla pandemia, ma nel settore aerospaziale questa è una procedura standard e vitale, ben precedente al Covid-19.

Perché isolare uomini e donne che sono all’apice della forma fisica? La risposta risiede nella fisiologia umana e nell’ambiente ostile dello spazio.

  • Sistema immunitario sotto stress: È noto che la microgravità e lo stress del lancio deprimono temporaneamente il sistema immunitario degli astronauti. Anche un banale raffreddore, che a terra sarebbe un fastidio minore, in orbita può diventare un problema operativo serio, con congestione dei fluidi che non drenano a causa dell’assenza di gravità, rischiando di compromettere la missione.
  • Assenza di assistenza medica complessa: A bordo della capsula Orion non c’è un ospedale. Prevenire l’incubazione di virus o batteri prima della partenza è l’unica vera difesa.

Durante questo periodo, l’equipaggio può mantenere contatti regolari con amici e familiari, ma solo se questi ultimi osservano rigorose linee guida di isolamento. Gli astronauti eviteranno luoghi pubblici, indosseranno mascherine e manterranno il distanziamento sociale, continuando però le attività di addestramento finale, le simulazioni di missione e i controlli medici.

Artemis II sulla piattaforma di lancio – NASA

Il test critico del 2 febbraio: il “Wet Dress Rehearsal”

Mentre l’equipaggio si isola a Houston, la tecnologia viene messa sotto stress in Florida. La NASA si sta preparando per un test cruciale previsto per il 2 febbraio: il caricamento dei propellenti nel razzo Space Launch System (SLS).

Questo test, tecnicamente definito wet dress rehearsal, è l’ultimo grande ostacolo tecnico. Il razzo è già sulla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center dal 17 gennaio. Non è un passaggio scontato:

  • Durante i test per la missione Artemis I, si verificarono diverse perdite di idrogeno liquido.
  • L’idrogeno è una molecola estremamente piccola e sfuggente, difficile da contenere nelle guarnizioni sotto pressioni e temperature criogeniche estreme.
  • Quei problemi causarono lunghi ritardi nel 2022.

Se tutto andrà bene con il test di rifornimento e la quarantena a Houston, gli astronauti voleranno al Kennedy Space Center circa sei giorni prima del lancio, trasferendosi nel Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building per le ultime preparazioni.

Le finestre di lancio: quando si parte?

La meccanica celeste non aspetta nessuno. Per raggiungere la Luna con la traiettoria prevista, la Terra e il suo satellite devono essere allineati correttamente. La NASA ha identificato diverse finestre operative.

Ecco le opzioni sul tavolo per i prossimi mesi:

MeseGiorni di Lancio PossibiliNote
Febbraio6-8; 10-11Obiettivo primario attuale
Marzo6-9; 11Finestra di riserva (backup)
Aprile1; 3-6; 30Seconda opzione di riserva

Artemis I, lanciato nel novembre 2022, fu un successo tecnico, inviando una capsula Orion senza equipaggio verso l’orbita lunare e riportandola a Terra intatta. Ora la posta in gioco si alza: c’è un equipaggio a bordo. La prudenza della NASA, spesso criticata per la sua lentezza burocratica rispetto ai competitor privati, qui appare non solo giustificata, ma necessaria.

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