Spazio
Artemis 2 resta a terra: un problema all’elio fa slittare il ritorno della NASA sulla Luna
La missione Artemis 2 della NASA subisce una nuova battuta d’arresto. Un problema tecnico al flusso di elio del razzo SLS fa slittare, quasi certamente ad aprile, la finestra di lancio prevista per marzo.
La corsa allo spazio è un’impresa titanica e, come spesso accade con i grandi progetti a finanziamento pubblico, le tempistiche tendono a dilatarsi. La NASA, infatti, potrebbe dover rinviare il tanto atteso lancio della missione Artemis 2, inizialmente previsto per l’inizio di marzo.
Sabato mattina l’agenzia spaziale americana ha comunicato di aver rilevato un’anomalia nel razzo Space Launch System (SLS), attualmente posizionato sulla piattaforma 39B del Kennedy Space Center, in Florida. Il problema, individuato nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 febbraio, riguarda un’interruzione del flusso di elio nello stadio superiore del veicolo. L’amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha confermato su X che l’inconveniente richiederà, quasi certamente, un ritorno del colossale vettore nell’enorme Vehicle Assembly Building (VAB).
“Questo impatterà quasi sicuramente la finestra di lancio di marzo”, ha dichiarato Isaacman. Una doccia fredda, arrivata a un solo giorno dall’annuncio che fissava il lancio al 6 marzo, decisione presa dopo il successo della seconda prova generale di rifornimento (Wet Dress Rehearsal) conclusasi il 19 febbraio.
Le nuove finestre di lancio
Se il rientro al VAB dovesse essere confermato, la finestra marzolina sfumerebbe del tutto. La NASA dovrà quindi riprogrammare l’evento, guardando alle prossime, ristrette, opportunità orbitali:
- Marzo: dal 6 al 9, e l’11 marzo (finestra ormai quasi del tutto compromessa).
- Aprile: 1 aprile, dal 3 al 6 aprile, e il 30 aprile.
L’agenzia ha precisato che la rapidità delle operazioni di preparazione potrebbe ancora salvare la finestra di aprile, ma, tutto dipenderà dai dati raccolti e dall’entità delle riparazioni.
Non è la prima volta che il gigantesco vettore SLS fa i capricci. Già durante le fasi preparatorie di Artemis 2, la prima prova di rifornimento era stata interrotta per una fastidiosa perdita di idrogeno liquido (LH2). Lo stesso identico problema aveva tormentato la precedente missione Artemis 1 nel 2022. La NASA sembrava aver risolto le criticità legate all’idrogeno, ma, a quanto pare, le sfide tecniche dello spazio profondo continuano a presentare il conto. Un conto salato, giustificato dall’importanza strategica ed economica dell’impresa (fondamentale per lo sviluppo del settore aerospaziale nazionale), ma, inevitabilmente gravoso per le casse pubbliche in termini di ritardi. La missione riporterà un equipaggio umano, composto da tre americani e un canadese, oltre l’orbita terrestre bassa per un viaggio di 10 giorni, segnando un traguardo che manca dall’era Apollo.
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