attualita' posted by

Art 18, nessuna ideologia ma solo logica macroeconomica suicida…

Renzi-e-il-nodo-art.18
All’opinione pubblica, sia quella appartenente alla destra liberista che alla sinistra radical chic, l’abolizione dell’art 18 dello statuto dei lavoratori, avrebbe una valenza meramente ideologica, giustificata da pseudo teorie economiche vicine alla famosa legge di Say, ovvero quella di stimolare la domanda aumentando l’offerta.
La cosa, in verità non ha nessuna portata ideologica, bensì rifletterebbe una logica macroeconomica. Con la continua rinuncia da parte della Germania di stimolare la domanda interna nazionale e quindi di mantenere il loro già troppo alto grado di competitività tramite il principio del mercantilismo, (sacrificare domanda interna per quella estera, ovvero export) l’Italia nel contesto dell’eurozona dovrà convergere il gap di competitività con la Germania, ovvero inseguire il modello mercantilista tedesco, al fine di limitare uno squilibrio commerciale all’interno dell’eurozona, necessario per il mantenimento in vita della moneta unica. (https://scenarieconomici.it/dottor-job-act-mister-hartz/).
Pertanto l’abolizione dell’art 18, permetterà di ricattare i lavoratori tagliando ulteriormente il costo del lavoro e recuperare quella competitività per tentare di agganciare quella tedesca. Il fine, come già citato è quello di un riequilibrio macroeconomico all’interno di un area valutaria NON ottimale. 
Il problema, che con l’abolizione di qualsiasi tutela dei lavoratori, l’Italia, essendo un Paese con un altra propensione al risparmio, limiterà ancora di più i consumi. Non essendoci più un lavoro “sicuro” il pessimismo dilagherà e gli italiani cercheranno di risparmiare il più possibile, il che si tradurrà in una bella flessione dell’indice di fiducia dei consumatori.
Il crollo dei consumi farà ulteriormente aumentare la disoccupazione dando una spinta per una spirale deflattiva, i prezzi quindi caleranno ancora di più e saremo quindi competitivi con i mercati internazionali tramite quella famosa svalutazione interna dal momento che non si può rendere flessibile la moneta (http://www.youtube.com/watch?v=lVroCmRQmxg).
Inoltre la progressiva agonia delle piccole e medie imprese italiane con il  rimpiazzo di grandi multinazionali straniere coincide con la fine dell’art 18, per il fatto che in una piccola impresa, il poter licenziare senza giusta causa non avrebbe senso, mentre alla grande multinazionale straniera gli farebbe comodo poter ricattare i lavoratori, come avviene per i Paesi asiatici “competitivi” e condizione necessaria in Italia con un euro che già di per se erode competitività e produttività, come ammesso dal Fondo Monetario Internazionale http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2014/wp1479.pdf
Catturafmi

Anche se si potrà licenziare dall’oggi all’indomani gli imprenditori NON assumeranno perchè anche i consumi potranno crollare dall’oggi all’indomani, visto che la domanda è legata al lavoro, ovvero ai redditi.
Inoltre, non è vero che l’art 18 frena gli investimenti come ha affermato  Confindustria che ovviamente ragiona da delocalizzatore ed importatore ormai, in Italia non si investe perchè NON c’è DOMANDA quindi si investe solamente in FINANZA e NON nell’economia reale…
Ma gli italiani farà comodo ricordare che la battaglia sull’art 18 è stata di natura ideologica con tifoserie da derby…
Forse si sveglieranno quando verrà proprio abolito il campionato di calcio per motivi economici come sta accadendo in Grecia…
In questo caso sarà una speranza per risvegliare le coscienze…
P.s.
Ma dove sono gli intellettuali di sinistra e comici toscani che fino a ieri difendevano la costituzione ed oggi tacciono sul fatto che il lavoro sarà un privilegio e non più un diritto?

pd-pezzo-primarie
In fila e per giunta pagando 2 euro per farsi licenziare senza giusta causa…

 

1

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog