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ARRESTO MARKOV A SANREMO, MA È UN PERSEGUITATO POLITICO-RELIGIOSO. Di Alessandro Bertoldi.

dissidente

Riceviamo  e volentieri pubblichiamo.

 

Un arresto che può trasformarsi in un incidente diplomatico con la Russia. Igor Markov, ex deputato del parlamento ucraino e tra i leader dei filorussi, fondatore del «Comitato di salvezza nazionale dell’Ucraina», è stato fermato mercoledì 12 agosto a Sanremo. A far partire l’ordine di cattura l’Interpol di Roma in seguito a un mandato di cattura del Governo ucraino in cui viene accusato di “vandalismo”. Igor Markov, che è ebreo, venne denunciato dal deputato Pavel Kirilenko del partito neonazista “Svoboda” ora al potere a Kiev, che sosteneva di aver ricevuto un pugno sul labbro, ma per mancanza di prove, il caso è stato chiuso, come testimonia anche l’ex presidente ucraino Azarov a il Giornale.
Markov ieri era in possesso di un passaporto diplomatico russo in quanto in esilio e sotto protezione di Mosca.

“L’esecuzione del mandato d’arresto ucraino è un mero atto burocratico per l’Italia, ma tale mandato andrebbe ritenuto dai nostri Ministeri sostanzialmente antidemocratico ed inaccettabile. Il nostro Paese non dovrebbe rendersi complice dell’arresto di un oppositore politico, poichè si renderebbe così complice della serie di violazioni dei diritti umani imputabili all’attuale esecutivo ucraino. Markov in Ucraina può tranquillamente considerarsi un perseguitato politico e forse anche religioso, il Governo ucraino soffoca ogni forma di dissenso violentemente e non esiste alcuna tutela per la minoranza russofona, la quale viene invece bombardata e perseguitata fino all’esasperazione. L’Ambasciatore ucraino in Italia usa toni e metodi inaccettabili da parte di un diplomatico accreditato presso la Repubblica italiana, il quale dovrebbe riflettere seriamente prima di parlare di attività terroristiche della Federazione russa, nostro alleato e partner. L’Ambasciatore non ricorda di essere stato inviato in Italia ai tempi di un Governo ucraino filorusso, quello di Yanukovich, il suo fervore partigiano e palesemente prono ad accreditarsi con il Governo Poroschenko è imbarazzante e poco credibile. In questi anni di crisi diplomatica l’Ucraina ha diramato centinaia di mandati di cattura o di decreti di sgradimento nei confronti di suoi cittadini o di cittadini stranieri, anche europei, come il sottoscritto. Tutto ciò soltanto per evitare che vengano espresse posizioni diverse da quelle di Kiev sulle crisi di Crimea e Donbass, del quale sono un testimone. L’Ucraina continua a non essere un Paese libero e democratico, l’Italia e l’Europa dovrebbero prenderne atto e muoversi di conseguenze. Lo potranno fare a partire da quest’occasione, liberando Markov e negando la sua estradizione verso un Paese dove verrebbe processato per accuse pretestuose e dove in realtà subirebbe un processo politico.
Sottoscrivo pertanto l’appello dell’ex presidente ucraino Azarov a il Giornale: “L’Italia non lo estradi, è una rappresaglia politica per uccidere l’opposizione in Ucraina.”
La mia solidarietà a Igor Markov, alla Federazione russa e al Comitato di salvezza per l’Ucraina”.

Con questa nota, Alessandro Bertoldi, già Osservatore indipendente in Crimea e nel Donbass commenta l’arresto del leader filorusso Markov.

Cordiali saluti.

Ufficio stampa
Osservatorio strategico internazionale Italia

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