Seguici su

Attualità

Armi Nucleari: si avvicina l’asse franco tedesco della bomba atomica

Pubblicato

il

Con l’uscita del Regno unito dalla UE la Francia è rimasta l’unica potenza nucleare all’interno dell’Unione. Sinora però non aveva reso comuni le proprie politiche di difesa, o meglio di dissuasione, basate sulle armi Nucleari. Parigi vede questo asset distruttivo come un qualcosa di proprio gelosamente  sviluppato in quattro sottomarini nucleari lanciamissili, da utilizzare solo in caso di attacco al proprio territorio e con una visione di dissuasione strategica, non per un utilizzo tattico. Per spiegarlo chiaramente Parigi ha sempre pensato che i suoi missili e le sue bombe servissero strettamente a lei per evitare attacchi nucleari da parte da qualche grande potenza, come la Russia, la Cina o, per quanto ne sappiamo, gli USA. non è stato mai teorizzato né applicato un utilizzo tattico, come fatto dalla NATO, per fermare un’eventuale invasione da est. La Francia è una sorta di ospite autonomo nell’alleanza, di cui utilizza gli standard, ma sinora senza una forte partecipazione diretta.

Sembra che le cose stiano cambiando però a Parigi, a causa dell’invasione dell’Ucraina e delle nuove incertezze a est. Da un lato la Francia è diventata un partner più attivo nella NATO, inviando aerei e soldati sia in Romania sia nei paesi baltici. Non solo, per la prima volta Parigi ha aperto ad una cooperazione militare nucleare con la NATO, ed è già tanto, e allo sviluppo di una deterrenza nucleare con la Germania, come riporta la FAZ.

Quello di cui si è iniziato a discutere è un ombrello nucleare autonomi europeo, non legato alla NATO ed alle atomiche americane. Queste sono affidate, depositate, ai singoli paesi europei (Italia inclusa) con un sistema di “Doppia chiave” : le atomiche non possono essere utilizzate senza il mutuo accordo fra presidente USA e autorità politiche del paese che le ha in deposito. Il problema è legato quindi alla dipendenza da Washington, che comunque ne detiene le chiavi, tranne che di quelle francesi. La FAZ parla di Trump come elemento scatenante questa crisi, perché  avrebbe “Tolto la certezza del permesso presidenziale USA”, ma non  sembra che Biden, al di là delle parole, agisca in modo diverso.

Ovviamente, essendo un’iniziativa europea, nasce tarata e confusa: infatti la “Dissuasione n” dovrebbe marciare in parallelo con un colloquio con la Russia per il “Disarmo strategico”, un modo molto divertente per sviluppare una forza di deterrenza. Si costruiscono missili nucleari e nello stesso tempo si discute per demolirli, magari in attesa che lo facciano anche gli altri. A quel punto risparmiamo soldi e neanche costruiamoli! Inoltre il colloquio è stato aperto con la Germania, non con gli altri paesi. Sarebbe una forza franco tedesca.

L’Italia non avrebbe nessun vantaggio da questa iniziativa: una doppia chiave con Berlino e Parigi ci garantisce tanto quanto, o forse perfino meno, di una doppia chiave con Washington. La vicinanza della leadership tedesca con la Russia, ancora ben evidente, toglierebbe significato alla forza di deterrenza: fra l’invasione di un paese dell’area del Mediterraneo e il gas a basso costo, Berlino sicuramente sceglierebbe il secondo.  Dovremmo contribuire ad un progetto sviluppato solo da altri che, fra l’altro, non avrebbe nessuna ricaduta tecnologica o industriale per noi e nascerebbe già vecchio. La nostra funzione sarebbe la solita: quella della pecora da tosare, posizione sempre molto apprezzata dalla dirigenza piddinica. 

Voi vi fidereste di una deterrenza nucleare in mano a Berlino?

 


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito