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ARAMCO: POTRA’ VALERE ZERO IL PROSSIMO ANNO?

 

la quotazione di Aramco, la società petrolifera di stato saudita, è parsa a molti un grande successo. Del resto non poteva essere diversamente dopo che l’acquisto delle azioni è diventato un obbligo di carattere patriottico e la sua classe più facoltosa era stata chiusa in un albergo da cui è uscita solo accettando strette condizioni di carattere economico.

Nonostante questo Aramco rischia il prossimo anno di valere zero, e questo non perchè, in realtà, la società non possieda nessuno dei pozzi petroliferi sauditi o perchè ci siano i problemi con i ribelli Houthi, oppure perchè comunque deve finanziare dei progetti non sempre perfettamente lucidi della dirigenza saudita, come, ad esempio, l’Università di Scienze e Tecnologia, o siano ormai trent’anni che si estraggono 3 milioni di barili di petrolio al giorno, per un totale di 132 miliardi di barili. Il realtà nessuno di questi problemi inficia il valore di Aramco, come la normativa NOPEC che Trump vorrebbe imporre.

NOPEC significa No Oil Producing and Exporting Cartels cioè    “Nessun cartello dei produttori ed esportatori di petrolio” , una normativa che è in ballo da oltre un decennio e che vieterebbe gli acquisti di petrolio da situazioni in cui vengono ad essere applicati accordi oligopolistici o tetti ai prezzi ed alle produzioni, cosa che bloccherebbe le esportazioni saudite negli USA.

La norma non è nuova ed è stata proposta oltre 10 anni fa, per essere poi bloccata nel 2007 da Bush. Le camere, Senato e Camera dei rappresentanti USA, sono favorevoli alla norma, ma sinora questa è stata bloccata anche da Trump in nome della propria vicinanza con il governo saudita. Però le cose stanno cambiando: prima la morte di Kasshoggi, e le accuse fatte al governo di Riad in merito, quindi l’avvicinamento alla Russia e gli accordi per l’allargamento del patto oligopolistico stanno facendo cambiare idea a Trump.

I Sauditi possono minacciare di far saltare l’intero settore dello shale oil USA, imponendo, in caso di applicazione del NOPEC, un calo dei prezzi a 30 dollari, mettendo fuori gioco i produttori americani e portando alla bancarotta. Questo è sicuramente possibile, ma ci sarebbe una grave crisi anche per la produzione araba, con il rischio da un lato di mandare in rosso la bilancia delle partite correnti di Riad, che esporta quasi solo oro nero, dall’altro mettendo fuori mercato anche Aramco, zavorrata da tanti investimenti non redditizi. Insomma la maggiore IPO del secolo rischia di essere anche quella più disastrosa nel medio periodo.


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