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Appello per una moratoria delle vendite giudiziarie immobiliari

APPELLO

– Al Presidente del Consiglio Conte, ai Ministri della Giustizia, delle Pari Opportunità e della Famiglia, a tutti i Presidenti dei Tribunali d’Italia

Per far sospendere ALMENO UN ANNO, a causa del Coronavirus , TUTTE LE ASTE IMMOBILIARI GIÀ’ PROGRAMMATE in cui lo Stato aiuti finanche i creditori, che non siano le banche, specie quelle salvate dallo Stato stesso, ma altri soggetti che in questa situazione drammatica si accontenterebbero persino di poche migliaia di euro!

FERMARE L’ESPROPRIO DELLE PROPRIETÀ, quando ci sono cause civili o penali in corso. Non si può perdere la casa o l’azienda, per responsabilità di alcuni Giudici che non hanno l’accortezza di leggere con attenzione i documenti depositati in difesa delle proprie ragioni, in cui si chiede la nullità dei titoli esecutivi anche per l’incertezza del “debito” ritenuto tale dalla banca. Sarebbe giusto sospenderle fintanto che non si sia chiarito anche il dare/avere.

Premessi i fini di cui sopra, la situazione eccezionale sicuramente aumenta il rischio di ritrovare maggiori “avvoltoi” che speculino in questo settore per la presenza sul mercato di così tanti immobili. Questi “avvoltoi” rischiano di godere di  ghiottissime opportunità d’investimento. Per questo motivo è utile ricordare che già 17 anni or sono, stampa e istituzioni diedero grande risalto ai vari scandali legati al sistema delle vendite giudiziarie e che a seguito di alcuni arresti della c.d. “compagnia della morte”, sembrò che si fosse posto fine al cartello di speculatori in grado di condizionare le gare d’asta per l’acquisto degli immobili pignorati e svenduti a valori vili (cfr. la Repubblica 11/112003 ).

In realtà nulla è cambiato ma oggi siamo in emergenza e SERVONO FATTI. Occorrono provvedimenti urgenti non solo per evitare che i prezzi cosiddetti vili assumano valori ancor più “vili” per l’incertezza del mercato, ma anche e soprattutto per non sbattere per strada famiglie che non saprebbero dove andare. Si eviterebbe, inoltre, quello “sciacallaggio” sociale, di cui si è assistito e appreso da denunce effettuate da diversi cittadini, in alcuni Tribunali con vendite all’asta di immobili anche contestati.

ASTE IMMOBILIARI E AFFARI D'ORO - Studio Cantori

CONSIDERATO CHE :
– esiste, e non da oggi, anche la “pandemia” delle aste immobiliari a causa della crisi economica che ha portato al suicidio migliaia di persone nel nostro Paese;
– l’emergenza Covid-19 ha aggravato la situazione delle persone formate da famiglie, aziende e operai, che rappresentano la parte onesta della popolazione, contro quella corrotta e criminale del nostro Paese, coinvolte in questo “mercato” delle esecuzioni immobiliari;
– questo «mercato» è filtrato dall’amministrazione della giustizia, che coinvolge oltre agli uffici giudiziari, privati, professionisti (avvocati, curatori e periti);
– uno dei compiti dell’amministrazione della giustizia, sarebbe dovuto essere già da prima e a maggior ragione oggi, quello di garantire la formazione del giusto prezzo di vendita del bene immobile messo all’asta;
– sono tantissimi i casi in cui le vittime hanno cercato di difendersi nelle aule dei tribunali civili e penali per dimostrare che il titolo esecutivo, attivato dalle banche era nullo, per vizi e anomalie varie riscontrate sia nei conti correnti sia nel contratto di mutuo;

In passato si sarebbero dovuti emanare provvedimenti miranti a :
a) impedire che un immobile pignorato fosse messo all’asta a meno del 50% del suo valore poiché si è assistito a ingiustizie che hanno coinvolto sia il creditore (che difficilmente riesce a recuperare le sue somme) sia il debitore che non salda i suoi debiti e si realizza solo una plusvalenza da parte degli acquirenti;
b) obbligare, per legge, che i Giudici dell’Esecuzione sospendessero tutte le aste fintanto che non si arrivasse alla fine della controversia o comunque obbligare chi compra nelle aste di non poter rivendere il bene almeno per cinque anni e nel caso in cui il debito fosse conclamato falso, provvedere alla restituzione del bene;
c) far andare in asta solo il bene dato in garanzia, come accade nei paesi civili, evitando di far suicidare altri cittadini e perseguitare a vita il povero malcapitato fino a quando la banca non riesce a recuperare la somma totale del suo vantato credito.

La conseguenza sarebbe quella che la banca conceda finanziamenti più equilibrati e che i creditori debbano eventualmente trovare forme diverse e/o ulteriori di garanzia come le polizze assicurative, fideiussioni per tutelarsi da eventuali danni in cui potrebbero incorrere.

SI AUSPICA, PERTANTO, che il prossimo Consiglio dei Ministri inserisca all’ordine del giorno il provvedimento di sospensione delle aste nel primo dei decreti utile allo scopo.

Una sospensione, con maggiore tempo a disposizione, potrebbe cambiare la situazione. A fine emergenza non saremo più quelli di prima. Si è consapevoli, sin d’ora, che tutti o quasi, avremo a che fare con quella fase già definita “post guerra” e chissà se con uno Stato più “umano” non si possano risolvere le controversie odierne con accordi tra le parti salvando sia i creditori sia i debitori.

Invito tutti a coinvolgere legali, Consulenti, associazioni e movimenti del settore bancario, politici e giornalisti.
Grazie a tutti!

Carmela Argetta


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