Economia
Anche per Bankitalia, grazie alle politiche del governo, il reddito delle famiglia ha più che compensato inflazione e fiscal drag

Maurizio Leo il viceministro dell’economia, lo aveva ribadito già ad ottobre, riportando i dati di un report della Bce, che smentiva in maniera categorica i dati di Landini e della Cgil che accusavano il governo di avere fatto perdere 25 miliardi di euro di fiscal drag ai lavoratori e alle famiglie italiane. “Il fiscal drag ha avuto effetti reali tra il 2022 e il 2024, ma è stato compensato da misure correttive come la riduzione dell’Irpef e la decontribuzione per i redditi medio-bassi”. Così il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo riportando appunto i dati di uno studio appena pubblicato dalla Banca centrale europea, “Fiscal drag in theory and in practice: a European perspective”.
“Dall’analisi della Bce – nota Leo – emerge come i redditi sotto i 35mila euro abbiano ricevuto benefici netti. Chi ha dunque sostenuto che siano stati sottratti 25 miliardi di euro ai lavoratori, sbaglia. Non solo quella cifra non è corretta, ma persino fuorviante rispetto all’effettivo impatto redistributivo”.
Stessa analisi era stata fatta a dicembre dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, la combinazione tra rinnovi contrattuali e interventi fiscali ha avuto un effetto rilevante sul reddito dei lavoratori dipendenti. Tra il 2019 e il 2023 il reddito lordo e imponibile è cresciuto del 16,8 per cento, a fronte di un’inflazione del 17,2 per cento. In pratica, il taglio del cuneo fiscale – avviato con il governo Draghi e reso strutturale dall’esecutivo Meloni – ha quasi compensato le perdite dovute al fiscal drag, quel meccanismo per cui l’inflazione spinge i redditi nominali in scaglioni fiscali più alti senza un reale aumento del potere d’acquisto.
Il quadro che emerge è quello di un sistema fiscale che, almeno in questa fase, ha scelto di alleggerire il carico sulle famiglie e sui redditi da lavoro, spostando parte del peso su grandi imprese, banche e assicurazioni e beneficiando al tempo stesso della crescita dell’occupazione. Una strategia che spiega perché, pur con meno tasse per molti contribuenti, la pressione fiscale complessiva continui a salire.
Ora a confermare che le manovre fiscali del governo hanno contribuito ad alleggerire il peso di inflazione e fiscal drag sulle famiglie fiscali ( riducendo in altre parole la pressione fiscale) arriva un report di Bankitalia, appena pubblicato.
Secondo il report della banca d’Italia, in media, il potere d’acquisto delle famiglie è tornato ai livelli pre-crisi. sostenuto dalla crescita dell’occupazione e da interventi di politica economica discrezionale. “Tuttavia, vi sono differenze tra i gruppi di famiglie- si legge nel report- nel periodo 2022-2025 la crescita del reddito disponibile è stata leggermente superiore all’inflazione per le famiglie nei tre quintili di reddito medio. È stata sostanzialmente in linea con l’inflazione nel quintile inferiore. È stata leggermente inferiore nel gruppo del quintile superiore. Le famiglie con le pensioni come principale fonte di reddito hanno subito, in media, la maggiore perdita di potere d’acquisto; anche quelle che dipendono dal reddito da lavoro autonomo hanno registrato una variazione del reddito disponibile inferiore all’inflazione, ma con un divario minore; al contrario, le famiglie dipendenti da salari e stipendi hanno registrato un aumento del reddito disponibile reale.”
A certificare infine il lavoro fatto dal governo sul tema fiscale e sulla tutela dei redditi medio bassi. è arrivato uno studio della Cgia di Mestre della scorsa settimana che spiega come nelle ultime quattro Leggi di Bilancio varate dal governo Meloni diversi interventi, dall’innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi, al taglio del cuneo fiscale per mezzo dell’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con la riduzione dell’aliquota al 23 per cento e della riduzione al 33 per cento dell’aliquota del secondo scaglione, hanno ridotto il peso delle imposte sulle famiglie italiane di 45,7 miliardi di euro. “Tuttavia, considerando le risorse già stanziate dai governi precedenti e le misure di natura temporanea, il beneficio per i nuclei familiari si attesta a 33,3 miliardi ” si legge nel report. Inoltre gli esperti della cgia spiegano anche come la crescita della occupazione abbia aumentato il gettito fiscale “Negli ultimi anni il gettito è cresciuto grazie all’espansione dell’occupazione e ai numerosi rinnovi contrattuali sottoscritti nel biennio più recente, che hanno determinato un aumento delle retribuzioni e, di conseguenza, delle entrate tributarie e contributive.”









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