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Affrontare la crisi: Moneta Nostra, come preludio a EquaCoin di Marco Saba

Quando nell’ottobre 2016 nacque Moneta Nostra

http://facebook.com/monetanostra

da una felice intuizione che ebbi assieme all’avvocato Marco Della Luna, che qui ringrazio per gli scambi verbali prolifici che negli ultimi 15 anni ci hanno permesso di progredire in una ricerca non facile ostacolata dalla stolidità generale del pubblico indotta a sua volta da un’accademia spesso cieca, sorda e muta, e da una pletora di giornalisti che sopperiscono all’ignoranza con l’arsenale della disinformazione, non immaginavo ancora che ne sarebbe derivato il progetto di EquaCoin, la prima valuta digitale con la democrazia dentro, che verrà offerta al pubblico a novembre di quest’anno.

Moneta Nostra nasce dall’idea di effettuare un esperimento empirico per dimostrare come si potrebbe creare moneta scritturale da parte del pubblico e controbilanciare l’asimmetria di potere che ha portato il cartello bancario – letteralmente – ad essere “proprietario” e “sovrano” del mondo.

L’irresponsabile “sovranità bancaria privata” consiste sostanzialmente nell’esercizio di prerogative che dovrebbero costituzionalmente afferire alla sovranità stessa: l’appropriazione del guadagno derivante dalla creazione di denaro fiat (signoraggio) e l’immunità dal giudizio delle Corti di Giustizia per mancata giurisdizione (prevista negli articoli del Fondo Monetario Internazionale), almeno per la BCE e le banche cosiddette “sistemiche” (Systemically Important Financial Institution – SIFI; per esempio, in Italia, UniCredit). Il primo potere è accennato in un documento bankitalia sul signoraggio: “Quando la moneta è prodotta dallo Stato, è quest’ultimo che, spendendola ad esempio per acquistare beni e servizi, la mette in circolo nell’economia e realizza immediatamente il controvalore, al netto dei costi di produzione.”

https://www.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/

Se ne desume platealmente che oggi è il cartello bancario a godere di questa esorbitante prerogativa, la tassa del signoraggio negata allo Stato (e non “al governo” !), nella produzione di oltre il 99% dei mezzi monetari (moneta cartacea e moneta scritturale). Il meccanismo di perversione contabile con cui il cartello bancario evita di restituire allo Stato i profitti reali derivanti dalla creazione di denaro, lo spiego nei corsi di contabilità forense della creazione di denaro.

Sostanzialmente, quando la banca crea denaro, non ne registra in cassa la creazione, cosicché un fantasma si aggira per l’Europa: tutto il denaro che non viene contabilizzato all’origine nei flussi di cassa delle banche !
Esemplificando ulteriormente, se UniCredit comprasse tutta l’Italia, creando denaro dal nulla, il suo bilancio apparirebbe in pari, se non addirittura in perdita !

Il secondo potere, quello dell’impunità e immunità, è spiegato magistralmente in questo recente documentario: All the Plenary’s Men

 

Questi poteri permettono al cartello bancario di esercitare ampia discrezionalità nel concertare ricorrenti crisi creditizie artificiali per piegare i governi, e quant’altri, al suo dictat, fino ad arrivare alla grottesca situazione per cui chi crea denaro dal nulla dovrebbe essere salvato e soccorso da chi, in cambio di questo denaro, è obbligato a produrre beni e servizi e a venderli cercando di sopravvivere. Più che di una piovra, si tratta di una idrovora gigantesca che convoglia tutta la ricchezza laddove non ce n’è mai stato bisogno.

Era quindi necessario iniziare Moneta Nostra per permettere ai cittadini l’esdebitamento nei confronti sia delle banche che della PA, educandole e portandole contemporaneamente a capire come la moneta scritturale si crea e come questo diritto non sia mai stato normato chiaramente allo scopo di indurre il pubblico a credere che le banche, anziché fabbriche di denaro, come ammesso da bankitalia, siano solo degli intermediari finanziari. Intermediari che, per elargire prestiti, dovrebbero procurarsi provvista dai risparmiatori ! Con tutte le conseguenze assurde che procedono da questa disinformazione istituzionale. In pratica, accedendo alla pagina Facebook di Moneta Nostra, chiunque può inviare un messaggio alla pagina e ricevere gratuitamente un modulo da compilare e inviare via PEC, con cui crea ed assegna euro scritturali per ripagare un mutuo, un finanziamento, una multa, le tasse, etc. etc. esercitando un diritto che, per via dell’art.3 della Costituzione, non gli può essere negato plausibilmente a meno di non negarlo ufficialmente anche alle banche private. Ma c’è di più, col modulo PEC si crea denaro con un profilo di legalità superiore a quello delle banche. Infatti, tale denaro è:
1 – Denunciato dal creatore dello stesso;
2 – Contabilizzato nell’attivo di cassa;
3 – Registrato in apposito “Catasto Monetario Europeo – Anagrafe dell’Euro Scritturale”, come ho anche recentemente comunicato al Presidente della Commissione Europea JC Juncker.

Moneta Nostra permette di inviare denaro scritturale dal debitore al creditore certificandone l’origine, la data di creazione e la catena di titolarità, con una procedura che le banche ad oggi devono ancora imparare. Oltre a risolvere d’un colpo il problema dei 333 miliardi di sofferenze bancarie (o sono 600?), se solo le banche accettassero di contabilizzare questi pagamenti per cassa, cosa che potrebbero tecnicamente fare ma che le pone psicologicamente di fronte alle loro responsabilità, si risanerebbero le casse dello Stato che per ora si trincera dietro alla asserita “palese assurdità” di un sistema che pretenderebbe di regolarizzare la creazione del denaro scritturale !
I Sindaci a loro volta, con un semplice ordine di servizio, potrebbero creare tutti gli euro di cui hanno bisogno per rispettare il pareggio di bilancio e sdebitarsi con le banche di tutti i mutui e contratti derivati in cui sono incappati negli ultimi anni, senza dover pescare nelle tasche di Pantalone col solito taglieggiamento di chi li ha votati. Basterebbe che copiassero il nostro modulo che ora stanno già ricevendo dai cittadini a pagamento di multe ed altri oneri.

Moneta Nostra è l’inizio di un circolo virtuoso educativo che permetterà all’Italia di non finire come la Grecia, spero che almeno questo vi sia ben chiaro.

Ma non basta ripagare tutti i debiti per rimettere in moto l’economia. Abbiamo anche bisogno di un circuito monetario che non sia manipolato dal cartello, e per questo stiamo perfezionando EquaCoin, la prima moneta digitale democratica controllata dal consenso degli utenti. E qui vi rimando all’articolo precedente sempre su questa testata:

 

EquaCoin: la nuova generazione delle monete virtuali di Marco Saba

Finché siamo un popolo sovrano, vera la Costituzione, ricordiamoci che IL SOVRANO NON PUÒ SBAGLIARE (“The King can do no wrong.” —William Blackstone, Commentaries on the Laws of England ).

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