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VERSO LA CREAZIONE DELLE BOLLE: PERCHE’ LA POLITICA MONETARIA DELLA BCE COMUNQUE TRAVOLGERA’ L’EURO.

upside down

Uno dei timori  sollevati contro le politiche monetarie espansive predisposte dalla BCE per salvare l’economia europea è che tutta questa politica espansiva possa portare a delle bolle speculative. Il timore è che si ripeta quando successe negli USA dopo la crisi delle .com e l’undici settembre, quando la FED tenne i tassi di interesse basso per un considerevole periodo di tempo: lo stimolo monetario distorse le politiche degli investimenti e  si convertì in un boom dei prezzi immobiliari, seguendo un percorso già descritto dall’economia classica. Questo percorso speculativo, unito alla droga finanziaria dei derivati, causò la crisi dei “Subprime” dei 2007 ed i successivi sconvolgimenti dell’economia reale e di quella finanziaria che ci hanno portato alla situazione attuale.

Per analizzare se la politica monetaria della BCE sta creando bolle speculative possiamo considerare i dati statistici sui prezzi sul mercato immobiliare europeo forniti da Eurostat. L’ente statistico europeo raccoglie i dati nazionali relativi all’andamento dei prezzi degli immobili e, sulla base di questi valori, abbiamo effettuato delle elaborazioni grafiche

La prima elaborazione, fornita da Eurostat, ci mostra i prezzi degli immobili nei diversi paesi europei al termine del quarto trimestre. Il valore di riferimento 100, uguale per tutti, è fissato al 31/12/2010.

eurostat prezzi immobili

Purtroppo Eurostat non fornisce il valore relativo alla Grecia: sarebbe stato molto interessante  avere una comparazione che includesse anche lo stato più in crisi dell’Unione. Ci sono paesi he non sono ancora tornati al livello del 2010 nei prezzi degli immobili, altri che invece hanno visto incrementi considerevoli.

Vediamo l’andamento temporale di questa evoluzione:

Andamento prezzi immobiliari di diversi paesi europei (anno 2010=100)

PREZZI IMMOBILI ANDAMENTO

Legenda

legenda prezzi immobili

Possiamo dedurre quanto segue:

  • I paesi “Deboli” dell’area euro , Portogallo, Spagna ed Italia, non vedono il sorgere di nessuna bolla immobiliare a seguito delle politiche espansive della BCE. Il questi casi lo strumento monetario presenta una efficacia limitata. Addirittura l’Italia, probabilmente per fattori di crisi interna, presenta un andamento opposto alla politica espansiva della BCE.
  • I paesi più “Forti” sentono gli effetti della politica monetaria, con i Paesi Bassi che stanno avvertendo una sensibile crescita a partire dal 2013, ma non sono ancora giunti al livello del 2010, e la Germania che invece ha ampiamente superato il livello 2010 e dal 2012 è cresciuto di 12 punti. Insomma , anche se mediati dal freno europeo, i paesi “Forti” stanno vedendo un lento riscaldarsi dei prezzi, che comincia a ad profilare una bolla.
  • Paesi non Euro in cui la politica espansiva ha avuto un effetto notevole, anzi eccessivo , e che quindi vedono il profilarsi serio di una bolla. In questo caso i protagonisti sono il Regno Unito, che del restso ha sempre avuto valori elevati, e soprattutto la Svezia, per la quale non sembra azzardato parlare di bolla in atto, con +17 punti in un anno….

Quindi le politiche monetarie stanno avendo un’efficacia diversa a seconda del paese considerato: nei paesi deboli pare non avere effetti rilevanti, mentre nei paesi più robusti l’effetto appare marcato, anche eccessivo. Quando i tedeschi si lamentano per i rischi delle scelte della BCE non hanno tutti i torti, perchè loro si stanno avviando ad una bolla immobiliare.

Purtroppo altri paesi , il nostro in prima linea , non ne risentono gli effetti. Il dubbio di trovarci in una situazione di “Trappola della liquidità” è oggettivo. se le politiche monetarie non hanno effetto dovremmo utilizzare delle politiche fiscali attive, ma , come sappiamo e come abbiamo ripetuto per decine di volte, i vincoli di bilanci europei ce lo impediscono. Vedremo in futuro un fiorire di trucchi economici, come l’innalzarsi del tasso di “Disoccupazione  strutturale”, il giusto per dare una scusa alla non applicazione di una politica monetaria attiva.

Quello che comunque salta agli occhi è che , non avendo gli elementi necessari per la creazione di una AVO (Area Valutaria Omogenea), lo strumento monetario diventi pericoloso perchè viene ad avere effetti che, invece che riunire l’andamento delle varie economie europee, tende sempre più a farel divergere.

La BCE, nel tentativo di unire l’Europa, potrebbe causarne una ancora più marcata divisione.

 

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