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UNICREDIT E INTESA SCARICANO FONDO ATLANTE. LE BANCHE VENETE COLPISCONO ANCORA

 

 

 

 

Cari amici

sono ieri vi parlavamo delle forti perdite di Fondo Atlante , che internamente al fondo stesso sono state valutate al 24%.

Però ormai il fondo è visto come un “Dead man walking”, un uomo morto che cammina. Intesa e Unicredit, fra i principali sottoscrittori del fondo, hanno  deciso di svalutare pesantemente le proprie partecipazioni. Intesa ha svalutato per oltre il 70%, mentre Unicredit per l’80% se si considera il versato o il 60% se si considera quanto si era impegnata  a versare.

Atlante ha sostanzialmente fallito la propria missione. Nato per intervenire nelle banche venete e sul mercato degli NPL, si è trovato prima solo nella ricapitalizzazione delle banche, sia per propria scelta sia per i clamorosi errori strategici compiuti. Quindi si è trovato ad affrontare problemi inaspettati, sempre a causa di una mancata valutazione delle effettive criticità degli istituti. Come dice lo stesso Penati in un’intervista che troverete qui allegata l’intervento è stato fatto senza una seria Due Diligence, fidandosi di Iorio e co. che, evidentemente, ne hanno approfittato per tirare l’ennesimo pacco. 

Stefano Penati, il manager di Quaestio, a sua volta gestore di Atlante, in una sua intervista ha parlato della presentazione di un piano entro fine febbraio che coinvolgerebbe anche i NPL (sofferenze) e le NPE (sofferenze attuali e future) della banca. Sono cifre importanti, dell’ordine dei 17 miliardi lordi, 10,5-11 netti, per entrambe le banche, che porterebbero all’emergere di ulteriori importanti perdite. Sicuramente , a questo punto, Penati utilizzerà anche lo 1,7 miliardi del fondo Atlante 2 , ma non saranno abbastanza, soprattutto perchè vuole, chiudere tutta l’operazione, con fusione fra BPVI e VB entro settembre e creare, da quello che si capisce, anche due bad bank. Programma ambizioso, ma con quali soldi , visto che Atlante 1 ha finito le risorse ? Quasi sicuramente con i soldi del fondo salva risparmio, ma azzerando , a questo punto, le proprie precedenti partecipazioni in BPVI e VB: 2,5 miliardi al vento.la nostra previsione, azzardata , è di un’operazione da 3- 3,5 miliardi al 60% di Atlante 2 ed al 40% del fondo Salvarisparmio statale, con qualche “Magheggio” extra sugli NPL. Vedremo presto se abbiamo azzeccato. 

Un altro mistero è come pensi di creare una banca in lotta con i propri ex-azionisti e clienti. Non credo che una persona intelligente come lui ritenesse possibile il successo dell’offerta del 15%. Qualcosa si dovranno inventare anche da quel punto di vista.

Una bella gatta da pelare che ha portato alla fine di Atlante 1. Le popolari venete non portano fortuna a nessuno…

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