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UN MESSAGGIO CHIARO AI TEDESCHI: CHI RISPARMIA E’ UN PAZZO…..

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Qualche giorno fa, nel dibattito fra BCE e governo tedesco che ha infiammato il dibattito economico europeo, si è inserito anche un interessante articolo apparso sulla rivista “Spiegel” di Herik Muller, professore di giornalismo economico, che potete leggere Qui

Già il titolo era provocatorio: “Stupido chi risparmia”. L’autore analizza l’andamento dei crediti tedeschi, dell’avanzo di bilancia dei pagamenti della Germania verso l’estero. Mentre tutto il mondo si indebita ed ad un ritmo sostenuto, partendo dagli USA passando alla Cina ed hai paesi in via di sviluppo, cumulando una cifra pari  a 140 mila miliardi di dollari, pari al 30% in più rispetto al 2007, la Germania funge da prestatore mondiale. 

Nel solo 2015 la bilancia dei pagamenti segnava, per la Germania un attivo pari a 232 miliardi di dollari, e non si trattava di un anno particolarmente ricco. Di questi soldi 98 miliardi erano investimenti di aziende tedesche all’estero, mentre la restante parte è costituita da titoli di credito acquistati dai tedeschi, pubbliche amministrazioni centrali e locali comprese. Nello stesso tempo il debito tedesco è stato ridotto, portandolo al 50% del PIL:

Dal 2001 al 2015 la Germania ha accumulato  attivi di bilancia dei pagamenti complessivo pari a 2000 miliardi di euro, ma , attualmente, il valore netto delle attività finanziarie tedesche verso l’estero è pari a 1500 miliardi di euro. Questi significa che 500 miliardi di euro sono andati perduti. Come è potuto accadere? Perchè, molto semplicemente, i paesi o le aziende troppo indebitate non possono pagare il debito e quindi vanno in bancarotta, causando una sensibile perdita per i risparmiatori, pubblici o privati, tedeschi.

Il problema delle perdite diviene ancora più grave se consideriamo come sono stati generati questi crediti verso l’estero: infatti questi sono figli della moderazione salariale e della rinuncia agli investimenti interni. Invece che in titoli esteri questi soldi sudati, figli dei sacrifici dei lavoratori tedeschi, avrebbero potuto essere utilizzati in modo molto più proficuo in istruzione in investimenti per l’energia pulita , in trasporti più efficienti. Invece sono trasformati in titoli di credito o partecipazioni azionarie rischiose e che, soprattutto, hanno portato la loro utilità altrove. 

Alla fine per i tedeschi risparmiare, o meglio risparmiare troppo ed investire all’estero, rischia di essere un’azione veramente stupida.

 

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