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Un governo di diversamente intelligenti (e traditori) non può nulla contro un terremoto!


In questi giorni ho solo scritto qualche post su Facebook sul tema. Vivo il terremoto che ha colpito il centro italia con sentimenti molto contrastanti. Da una parte c’è l’ovvio sgomento per l’enorme tragedia umana, dall’altro però mi sale una sorta di sacro furore contro i diversamente intelligenti (e traditori), che compongono il “nostro” governo e le nostre Istituzioni.

Ho sentito solo idiozie uscire dai vertici dello Stato, ormai così persi in complicati calcoli finanziari da diffidare delle soluzioni più logiche, obbligandoci a vivere in quella società che Keynes definiva “la parodia dell’incubo di un contabile” (Autarchia economica, 1933).

Ovvero oggi noi non ci dotiamo di ciò che siamo capaci a costruire, pur avendone le disponibilità tecniche, umane e materiali, perché “non ci sono i soldi”. Un’invenzione umana per facilitare gli scambi di beni o servizi diventa un paradossale limite alle nostre capacità reali di sviluppo.

Ma difronte alla morte non possiamo più ascoltate diversamente intelligenti che pontificano di cose che non conoscono. “Non abbandoneremo nessuno dice Renzi”, ma la realtà è che abbandoneranno tutti perché ogni singolo euro va mendicato a terzi, l’euro infatti è una moneta straniera e non la possiamo emettere senza limiti. In sostanza l’Italia ha abdicato al suo ruolo di Stato cedendo una sua prerogativa fondante, la sovranità monetaria.

Non voglio annoiarvi in questo articolo su aspetti giuridici e sul divieto fatto alla bce di essere prestatrice illimitata di ultima istanza verso gli Stati (Art. 123 tfue), voglio invece farvi ragionare in modo molto molto più banale e semplice. Visto che le norme, se ci fosse la volontà politica, potrebbero essere cambiate da oggi a domani.

Dunque qual è la ragione concreta per la quale non si può creare dal nulla moneta per usarla per ricostruire i danni del terremoto, oppure (anzi soprattutto) per usarla per prevenire in futuro queste tragedie? Non parliamo appunto delle norme che oggi lo vietano, qui parliamo proprio della ragione materiale concreta. Perché la nostra società vuole proseguire su questa linea?

Tralasciando chi vuole la scarsità di moneta per imporre scelte politiche che lo porteranno ad avere più potere (la crisi economica esiste solo per questo), rivolgo questa banale domanda agli europeisti nostrani, a quella grande fetta di diversamente intelligenti non collusi con il potere, che con la loro ignoranza ci impediscono di liberarci dal giogo della grande finanza.

Allora qual è l’obiezione alla proposta di creare moneta dal nulla per ricostruire? Normalmente è una sola, l’inflazione! Tutte le meraviglie che saremo capaci di costruire ci sono precluse sulla base dello stravagante concetto che facendole ipotecheremo il futuro dei nostri figli. Ogni costruzione è un debito secondo l’idioma imbecille dei diversamente intelligenti.

Di fronte ad una tale professione di stupidità una persona mediamente informata dovrebbe infuriarsi e dire a chi millanta questo pericolo che, nel 2016, non si può andare in giro a sostenere che la Terra è piatta e pretendere che si possa spacciare questa sciocchezza per una legittima opinione. Chi dice che non si può battere moneta è un povero ignorante senza se e senza ma.

Soffermiamoci un momento sulla realtà. L’Italia fa avanzo primario da ben più di vent’anni, ovvero ogni anno ha tolto moneta dall’economia reale, poiché lo Stato tassa più di quanto spende. Lo stop conseguente anche nel credito privato ha creato una vasta crisi di domanda. Ovvero si chiedono molti meno beni e servizi di quanti ne stiamo producendo.

La conseguenza di ciò è stato l’abbassamento dei prezzi e l’ingresso in una fase di deflazione radicata in tutta Europa con particolare avvitamento nei Paesi che hanno tagliato la spesa pubblica ed imposto austerità. La Grecia, ad esempio, che ha falcidiato i pubblici dipendenti e privatizzato dietro il mantra imbecille del “non ci sono i soldi”, ha visto tutti i propri dati macroeconomici peggiorare esponenzialmente.

Nella realtà è ovvio, facendo un banale esempio, che se un commerciante produce 100 ma vende 60, non alzerà mai i prezzi. Dunque in definitiva l’inflazione esiste quando la domanda supera l’offerta. Non è che serva poi studiare molto per capirlo…

La crisi di domanda, quando viene esasperata per anni, diventa poi un problema anche di produzione poiché le imprese falliscono e chiudono, i conseguenti licenziamenti portano anche ad una crisi occupazione con ulteriori ripercussioni negative sulla domanda, si arriva così ad una spirale recessiva infinita.

Oggi quindi servirebbe più moneta per riportare la domanda al livello della produzione, per far smettere le imprese di chiudere, per poi arrivare a consentire di ricominciarne ad aprirne di nuove e riassorbire la disoccupazione. Dunque oggi manca moneta!

E allora come si può aver paura di crearne di nuova? Un miliardo di euro ai terremotati erogato con un click su un terminale non creerebbe assolutamente nessuna spinta inflattiva per la semplice ragione che non sarebbero sufficienti a far ripartire la domanda interna al punto da superare la produzione. In realtà un singolo miliardo non farebbe ripartire assolutamente nulla! Basta guardare i numeri, anche qui l’operazione è a portata di ignorante.

Non potrebbe neppure essere la svalutazione dell’euro a creare inflazione, Draghi crea dal nulla per le banche europee 80 miliardi al mese (170 l’anno per la sola Italia!) e i prezzi non sono affatto saliti. Inoltre, la svalutazione stessa, benché non sia certo un problema di per sé, è stata comunque contenuta in rapporto all’enorme quantità di denaro emessa. E peraltro la svalutazione non si è tradotta affatto in un corrispondente calo del pil (né mai potrebbe accadere) come sostenuto da tanti diversamente intelligenti di piddina memoria (ricordate i fenomeni che dicevano che se la lira si svalutasse del 20% il pil scenderebbe nella misura corrispondente?).

Evidentemente, come in un tristemente divertente tweet che ho letto, la stampante della bce si inceppa quando deve dare soldi alle persone anziché alle grandi istituzioni finanziarie.

La ragione di questo curioso comportamento è (e resta) una scelta politica che determina, in un rapporto di causa effetto, anche penalmente rilevante, che un terremoto di solo 6 di magnitudo, possa fare centinaia di morti, benché la tecnologia per evitarlo sia a nostra totale disposizione da anni.

In merito poi alla reale quantità di moneta che manca alla nostra economia è sufficiente guardare i grafici! Man mano che un’economia cresce deve crescere anche la moneta necessaria a scambiare beni o servizi. Cioè non é più avvenuto in forza alle regole dell’euro con la conseguenza che il ritmo di crescita della base monetaria si è inceppato, nell’economia reale italiana oggi manca almeno l’incredibile cifra di 200 miliardi di euro, somma che sarebbe necessaria al funzionamento della nostra economia e che dovrebbe essere messa in circolazione semplicemente premendo un bottone.


Insomma solo i diversamente intelligenti ed i traditori, possono oggi chiedere donazioni o di usare i soldi del superenalotto per i terremotati, si dovrebbe semplicemente creare moneta. Qualche criminale addirittura chiede che i cittadini si assicurino creando sulle disgrazie un mezzo di ulteriore profitto per la grande finanza! Monti ha legiferato sul punto, una delle tante infamie del suo governo collaborazionista del potere economico.

Con le assicurazioni il costo per la collettività per la ricostruzione sarà maggiore perché comprenderà anche i profitti dell’assicuratore. Ma anche questo i diversamente intelligenti non lo comprendono. Perché per loro l’inflazione è un problema solo quando i soldi finiscono in tasca ai comuni mortali…

Ci perdiamo in calcoli così sofisticati da dimenticarci le soluzioni più ovvie…

Ma stiamo perdendo la pazienza, visto che la vostra ignoranza danneggia anche chi ha capito, a breve sarà naturale considerare i diversamente intelligenti come nemici della Patria, a prescindere della loro buona o malafede.

Avv. Marco Mori, blog scenarieconomici, Alternativa per l’Italia – autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica di una genesi di una dittatura europea” disponibile su ibs

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