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Ufficiale: Deflazione nell’eurozona e disoccupazione record in Italia. La curva di Phillips censurata dai media.

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I fallimenti delle politiche economiche europee avanzano come un rullo compressore: record disoccupazione in Italia al 13.4%, dato di novembre mentre quella giovanile al 43.9% sempre nello stesso mese e deflazione ufficialmente arrivata nell’eurozona, come del resto prevedevo.
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La cosa “interessante” sta nel fatto che nessun giornale unisce questi due fenomeni come concause riassumendolo tramite l’illustrazione della famosa Curva di Phillips la quale mette in rapporto andamento dei prezzi e tassi di disoccupazione.
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All’aumentare della mancanza di posti di lavoro, i prezzi caleranno per via di un graduale calo della domanda legata al calo dei consumi, che diventerà inferiore all’offerta, mentre all’aumentare dell’occupazione i prezzi riprenderanno a correre per effetto di una ripresa della domanda.
Illustrare questo meccanismo: andamento dei prezzi ed occupazione, potrebbe pertanto portare a ragionare sul fatto che per rendere il sistema monetario europeo stabile, limitando ovvero i gap di competitività, sarebbe necessario tagliare i salari e ridurre l’inflazione anche a costo di provocare un aumento della disoccupazione che permetterà di far accettare salari più bassi per rendere più “competitivo il lavoro“….
La teoria della curva di Phillips non a caso è ripudiata dagli economisti liberisti, i quali troveranno più conveniente la deflazione perchè apporta maggiori profitti ai creditori ed operatori finanziari ed il maggior paese creditore d’Europa è proprio la Germania. Non a caso il capo della Bundesbank, Weidmann ha ribadito che non c’è da preoccuparsi davanti alla deflazione e che un eventuale QE della BCE è da evitare, premetto che davanti ai vincoli di bilancio ed alle imposizioni delle “riforme” il QE comunque non darebbe gli effetti sperati.
La deflagrazione dell’eurozona pertanto non sarà determinata dalla Grecia (Paese ormai innocuo per il suo stato comatoso) come i media ci vogliono far credere per distrarci, bensì dalla deflazione endemica nell’eurozona e quasi arrivata anche in Germania, considerata il motore dell’economia continentale…
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Nulla potrà fare Draghi per riportare l’inflazione al 2% ed una ripresa economica tramite un QE che verrebbe sterilizzato dai vincoli di bilancio europei quali la riduzione dei deficit, dalle “riforme” del lavoro atte a svalutare i salari, dalle logiche mercantiliste dell’euro che prevedono tra l’altro l’ azzeramento dell’inflazione per recuperare competitività ed infine dalle varie minacce di sanzioni dai vari Katainen
Neanche perdo tempo nel descrivere gli imminenti fallimenti in campo economico che verranno dal governo Renzi e già in atto…

 

 

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