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Il semestre che verrà…

Renzi illustra il programma della presidenza italiana del Consiglio Europeo
Innanzitutto iniziamo con il semestre italiano in Europa, i dati non lasciano ben sperare, la disoccupazione è aumentata  dello 0.1% rispetto ad aprile, toccando il 12.6% a maggio,l’inflazione ovviamente rallenta dallo 0.5% di maggio al 0.3% di giugno. Ovviamente  vi è un legame stretto tra disoccupazione ed inflazione, se la prima aumenta la seconda calerà, per non usare il tecnicismo della curva di Phillips, se i consumi crollano perchè i disoccupati non spendono, i prezzi anch’essi caleranno.
Accantonando il discorso semestre italiano, che ovviamente NON porterà alla materializzazione di qualsiasi speranza di un tangibile miglioramento economico, basta vedere l’evidenza dei fatti, Germania e Olanda hanno già stoppato Renzi sul discorso flessibilità (che comunque serve a poco in presenza di una moneta rigida (http://scenarieconomici.it/patto-stabilita-flessibile-casomai-stabilita-bluff/), provo a fare delle previsioni per questi sei mesi che verranno…
Attualmente dati come una crescita zero se non negativa ed un secondo trimestre di quest’anno che dovrebbe oscillare tra un -0.1% ed un 0.1% accompagnata da una bassa inflazione, quasi deflazione, rendono il debito pubblico insostenibile, oltre a farlo aumentare in rapporto  percentuale al pil per effetto del calo di quest’ultimo. Paradossalmente in questo quadro dove l’economia reale peggiora, i rendimenti dei titoli di Stato sia italiani ma anche spagnoli sono pressapoco uguali ai titoli decennali USA, ora al 2.6% mentre i Btp al 2.86% ed i bonos al 2.77%. Con tutti i dati dell’economia reale in peggioramento gli spreads di Italia e Spagna addirittura migliorano, quindi o i titoli di Stato americani non sono così sicuri al pari di quelli italiani e spagnoli, ma non credo proprio, dal momento che gli USA sono indebitati in una moneta che emettono e con una banca centrale prestatrice in ultima istanza alle spalle oppure c’è qualcosa che non và nei titoli di Stato nostrani in questo caso.
italy-government-debt-to-gdp (1) spain-government-debt-to-gdp (1)
Il rischio è che ci possiamo trovare  davanti ad una bolla finanziaria, non di mutui subprime come quella americana scoppiata nel 2008,  bensì di titoli di Stato della zona euro appunto. Gli spread nei Paesi in difficoltà sono calati vistosamente principalmente per le due operazioni di LTRO di Draghi da 1000 miliardi. Le banche italiane, ricevendo soldi al tasso dell’1% hanno comprato per un ammontare di 400 mld titoli di Stato italiani facendo calare i rendimenti, dando quindi un clima di  fiducia nei mercati, poi l’annuncio di Draghi del luglio 2012, in cui promette che verrà fatto di tutto per preservare l’euro il famoso “whatever it takes”. Quindi i bassi rendimenti sui titoli di Stato non sono dovuti alla sostenibilità dei debiti e soprattutto al miglioramento dell’economia reale, ma da una facile liquidità elargita dalla BCE. Il punto è che se la banca centrale europea, non potrà più fare operazioni di LTRO sia per le ostilità tedesche che per il peggioramento della situazione economica che non assicura sostenibilità dei debiti, oltre ad un continuo aumento di quest’ultimi in rapporto percentuale al pil, quale sarà il prossimo scenario?
Il “whatever it takes” potrebbe rivelarsi un bluff e quindi partirebbero vendite a catena da parte delle banche di titoli di Stato, gli istituti italiani ne hanno per 400 miliardi circa come già citato prima.
I rendimenti aumenterebbero ed ovviamente  anche gli spreads, un’altra dichiarazione di Draghi del tipo “whatever it takes” senza una contropartita non sarebbe più sufficiente, quindi caos nei mercati.
Le soluzioni? forse (uso forse per non essere pessimista) prelievi dai conti correnti, come nel 1992 in Italia e o aumento tassazione e tagli alla spesa, non a caso Renzi è appena tornato dal vertice europeo con un bel pareggio di bilancio da rispettare nel 2015 con la forte probabilità di un’altra manovra per autunno di quest’anno.
Il  pareggio di bilancio è stato messo in costituzione da PD e PDL nell’era Monti, proprio quel PD che oggi in modo gattopardesco rivendica flessibilità, intanto questo vincolo europeo farebbe si che come prestatore in ultima istanza, ovvero garante del debito non sarebbe una banca centrale, come accade in tutto il mondo, bensì i cittadini con i loro risparmi privati sacrificati da più tasse e più tagli alla spesa. Ovviamente con il pareggio di bilancio si presenterebbe una situazione paradossale come quella attuale,ovvero rendimenti bassi ma economia al collasso.

Altrimenti ci sarebbe il temibile ERF (http://scenarieconomici.it/erf-ovvero-litalia-monte-pieta/) che funzionerebbe da garante dei debiti sovrani, calmierando i rendimenti ma in contropartita è prevista la messa in garanzia di tutti i beni dello Stato, dalle aziende all’oro e chissà anche del Colosseo (per fare una provocazione o quasi…) quindi la totale spoliazione del nostro Paese. Precisamente l’ERF si finanzierebbe tramite dei veri e propri “eurobond” dietro impegno dei beni statali.
Personalmente però credo che l’ERF troverà resistenze sia in Francia che in Gran Bretagna, ormai in rotta di collisione con l’UE, per l’Italia invece non nutro alcune speranze…
Questo trattato che pignora l’Italia verrà sostenuto dagli €uropeisti della sinistra accanto.
La cosa che reputo però “interessante” è che l’ERF malgrado abbia il potere di impegnare i beni dello Stato, non credo che sarà in grado di calmare i mercati e gli investitori, perchè con la crisi che avanzerà , tra calo del pil e quasi deflazione i debiti continueranno ad essere comunque insostenibili a livello macroeconomico ed i beni dello Stato si riveleranno insufficienti per tamponare l’avanzata dei debiti pubblici, oltre ad essere svalutatati dal mercato proprio per effetto della crisi.
Se questo scenario  dunque si dovesse avverare, lo smantellamento dell’euro sarebbe inevitabile, anche a costo di NON ristrutturare i debiti, come ha ammesso anche l’ex rettore della bocconi.
La ristrutturazione dei debiti sarebbe solo un tappare un buco ad una nave che sta affondando, ovvero un palliativo ad una crisi infinita se non viene cambiato l’assetto monetario di tutto il continente. In Grecia la ristrutturazione non ha portato nessun miglioramento alla sua economia reale.
Di sicuro se si dovesse giungere finalmente allo smantellamento dell’eurozona, ci si arriverà con le ossa rotte, perchè verrà fatto di tutto per salvare la moneta unica europea ovviamente addebitando i costi alla popolazione. E di sicuro gli ultimi €urofedeli non si arrenderanno mai proprio come gli ultimi soldati giapponesi nelle foreste delle Filippine.

Cinquecento anni prima Machiavelli ne “Il Principe” fece la seguente affermazione:
“Un Principe non manca mai di legittimare le ragioni che rompono le sue promesse”
Di sicuro in questo semestre le promesse abbonderanno, ricordando infine che il Paese uscente dalla presidenza di turno in Europa è stata la Grecia…

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