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Scende la disoccupazione, ma difficilmente sarà ad una cifra.

IDS
E’ vero, l’ultimo dato di aprile mostra che la disoccupazione è leggermente scesa, ora all’11,4% così come quella giovanile (36,7%)
entrambe su base mensile ed anche gli inattivi sono in calo -36mila unità. Quindi possiamo parlare di calo reale dei senza lavoro. Il tasso di occupazione quindi è in aumento, ora al 56,7% a marzo segnando un +0,2 rispetto a febbraio 2016.
italy-unemployment-rate

Ma occorrono fare due precisazioni:
Il tasso di disoccupazione rimane sempre in zona 11% questo perchè un ulteriore  riduzione dei senza lavoro farebbe scattare un aumento  dell’inflazione, per la logica della curva di Phillips. Ossia con un aumento generale dei prezzi, dovuto ad una maggiore occupazione, conseguente all’aumento dei consumi, l’Italia nel contesto monetario dell’eurozona, si vedrebbe perdere competitività internazionale nei mercati per quanti riguarda le esportazioni, pertanto il suo saldo delle partite correnti (diff exp-imp beni e servizi) andrebbe in terreno negativo in misura maggiore all’aumentare dei consumi e quindi dell’occupazione e dell’inflazione.
L’austerità competitiva, ossia comprimere la domanda interna risulta, purtroppo e come molte volte spiegato, l’unica via possibile per recuperare competitività internazionale in assenza  di una fluttuazione della propria moneta nazionale.
Quindi l’Europa per l’Italia ha imposto un parametro di competitività da rispettare in relazione al tasso di disoccupazione detto NAIRU il quale prevede che i senza lavoro NON devono scendere al di sotto dell’11% al fine di non far incrementare l’inflazione.
Non a caso, il NAIRU è dal 2012 che viene rispettato e i tassi di inflazione in Italia sono costantemente in calo, fino a giungere in terreno deflattivo.
italy-unemployment-rate (1)
Ed è proprio oggi, insieme ai dati sulla disoccupazione che è uscito quello sull’inflazione che segna un ulteriore segno negativo a-0,4% su base annua, peggior dato dal gennaio 2015. Quindi il QE di Draghi si conferma un totale FALLIMENTO perchè non apporta nessuna liquidità nell’economia reale, che oltre a dover riportare il tasso di inflazione almeno al livello “ottimale” dei prezzi al 2% in Europa fissato dalla BCE, dovrebbe far scendere la disoccupazione sotto l’11%, cosa impossibile per i motivi citati sopra.
Inutile ricordare i danni che provoca la deflazione, a partire dall’insostenibilità dei debiti.
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In sostanza, finchè saremo nell’eurozona non aspettiamoci tassi di disoccupazione ad una cifra…

 

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