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Un SI al referendum porterà un’impennata delle tasse volute dall’EU: Renzi come al solito mente. Ecco cosa aspettarsi

Anticipo le conclusioni: votare SI al referendum sarebbe un suicidio e le tasse aumenterebbero a dismisura come desiderato dall’EU, non per nulla Prodi lo auspica, fu lui a cacciarci in questo ginepraio solo per (lui) far carriera in Europa (magari non c’entra nulla ma va ricordato che anche Prodi è un ex Goldman di Sachs, ndr)

Forse non avete capito la logica renziana. Non preoccupatevi, è normale, certamente nessuno vi ha spiegato cosa c’è dietro. Permettetemi: Renzi, affamato di potere, si gioca oggi il tutto per tutto per restare al suo posto. Ad esempio, aver fatto firmare un contratto ad Alibaba (il portale stile Amazon di Pechino) per il Made in Italy venduto in oriente non vi dice tutto, magari in futuro scopriremo che qualche decimo di punto percentuale del fatturato è stato contrattualmente previsto per evitare i falsi (…). A vantaggio dell’Italia? Chi lo sa, in ogni caso Renzi punta restare in sella per raccogliere tutti i vantaggi per/in nome del paese (sarà vera gloria?, …).
Insomma, l’ex sindaco fiorentino da una parte fa finta di andare mediaticamente contro l’EU mentre in realtà è solo apparenza pro domo suo, per restare in sella è disposto a tutto. Ed infatti si è sia già venduto all’Europa, ormai è un dato di fatto.

Ad esempio, le sfide verbali con l’EU, “non vi dò i soldi per i migranti” e fregnacce del genere: tutte balle mediatiche per abbindolare l’opinione pubblica pre referendum, la sostanza semplicemente non esiste. O il fatto che abbia abbassato le tasse, tutte balle in realtà le ha alzate più di Monti. L’unica cosa di cui siamo certi è il che oltre a non aver supportato Trump facendo parte a tutti gli effetti (anche culturali) del clan Clinton, non ha perso l’occasione per mettere alla berlina il presidente eletto degli States, addirittura un suo ministro (Gentiloni) ha criticato aspramente e gratuitamente il futuro presidente USA. Secondo voi non ci saranno conseguenze? Io non penso.

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Restando ai fatti italiani quello che va chiarito è che un SI comporterebbe l’automatica introduzione di tasse enormi oltre che l’applicazione di tutti quei provvedimenti automatici ingegnerizzati dall’EU per annientare il nostro residuo benessere.
In breve, tra Btp che scendono a causa dell’aumento dei tassi, visto lo stato pre-fallimentare dell’INPS, vista la bassa crescita, vista una popolazione che invecchia e non fa figli, visti i costi sanitari che in tale contesto non possono che aumentare, la soluzione è solo una: aumentare le tasse a dismisura!
Guarda caso proprio quello che sostiene l’EU da anni, più precisamente dal 2011 (vi dice niente questa data?). E visto che le tasse dirette sono già insostenibilmente alte l’unica leva è alzare quelle indirette. Della serie, oggi Renzi dà qualche centinaio di euro agli statali per farli votare SI e dopo il referendum gliene toglierà qualche migliaia con le mie imposte !

Possiamo anche anticiparvi (in discussione in seno al Governo, a vari livelli) la lista della spesa renziana post-referendum dei provvedimenti per far tornare i conti:
– Raddoppio degli estimi catastali (e quindi dell’IMU/TASI pagate oltre che delle successioni, vedasi oltre)
– Dimezzamento (almeno) della franchigia per le successioni oltre che aumento delle aliquote (della serie, bisognerà vendere le case ereditate per pagare le tasse)
– Riduzione delle coperture sanitarie gratuite o semi gratuite (indirizzo già palesato pubblicamente dal Ministro Calenda)
– Nazionalizzazione dei fondi pensione privati facendoli convergere nell’INPS entro 5 anni dall’erogazione della prestazione (come successo in Ungheria ed Argentina)
– Aumento dell’imposta di bollo ossia più patrimoniale sugli averi finanziari (la Germania ce lo chiede da anni, dimenticandosi però di dire che nella patrimoniali occidentali si permette anche di dedurre i debiti, invece in Italia se hai 100 sul conto ed un debito/ipoteca di 60 le tasse le continui a pagare su 100!)

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Ora avete la lista, aspettate è verificate (me ne assumo la responsabilità, come feci quando dissi che il Brexit ci sarebbe stato e che Trump sarebbe stato presidente, ci ho messo la faccia, ehm, la penna, certamente la reputazione…). Anche perché il SI imporrebbe l’introduzione sistematica e costituzionale della preminenza delle leggi comunitarie su quelle italiane, quindi addio flessibilità! Per derogare dalle leggi EU bisognerà o cambiare la Costituzione o fare un colpo di stato!

Viceversa il NO permetterebbe di derogare dai parametri austeri imposti dall’EU, ad esempio le banche verrebbero salvate evitando il bail in (da wallstreetitalia.com) e le tasse potrebbero essere evitate come per altro – in parte – lo stiamo già facendo: semplicemente con il NO avremmo la possibilità di rifiutare diktat europei finalizzati ad esempio ad azzoppare economicamente il paese.
Dunque, io non ho davvero nessun dubbio, voterò NO. E come me anche tutti i miei parenti, amici e conoscenti; le eccezioni che conosco sono solo due, uno impiegato nel mondo della finanza speculativa e l’altro nella magistratura (non è un caso che votino SI).

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Vedremo se gli italiani avranno un minimo di cervello, per non farsi infinocchiare. Come ha detto un giudice ieri (da applaudire, a maggior ragione perché giudice, da italiaoggi.it), votare SI è come l’adesione alla repubblica di Salò del ’43.
Ora sta a voi italiani, noi le cose ve le abbiamo spiegate!

Mitt Dolcino

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