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RENZI VUOLE VINCERE A TUTTI I COSTI: ADESSO PENSA DI SPACCHETTARE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE IN PIU’ QUESITI (di Giuseppe PALMA)

 

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la cerimonia inaugurale della Fiera del Levante a Bari, 13 settembre 2014. ANSA/LUCA TURI

 

Si tratta della facoltà prevista dalla Legge n. 352 del 1970, più volte emendata (l’ultima nel 2001), che all’art. 20 prevede la possibilità di svolgere più referendum costituzionali lo stesso giorno. Una soluzione che, da un lato disinnescherebbe il rischio di veder approvata per appena una manciata di voti un’intera riforma della Costituzione approvata a colpi di maggioranza da parlamentari eletti con legge elettorale dichiarata incostituzionale, ma dall’altro potrebbe confondere l’elettore.

In pratica, se dovesse prevalere la soluzione dello “spacchettamento” (ma non credo!), il giorno in cui ci recheremo a votare per il referendum costituzionale ci consegneranno più di una scheda, ciascuna su quesiti omogenei.

A quel punto, con lo “spacchettamento”, si rischia di vedere approvate parti della riforma che potrebbero contrastare con quelle parti vigenti che non saranno invece modificate per effetto di una vittoria del NO su quei quesiti, con l’ulteriore conseguenza che sia da una parte che dall’altra ciascuno cercherà di tirare l’acqua verso il proprio mulino (“ho vinto io, no tu hai perso“, e così via…).

Ciò detto, sull’argomento c’è già un precedente che scongiurerebbe l’ipotesi dello “spacchettamento”: il referendum costituzionale del 2006, quando si votò sull’intera riforma con un’unica scheda! A tal proposito c’è da dire – a difesa della “soluzione unitaria” – che la riforma costituzionale del 2006 comportava la modifica di ben 55 articoli, mentre quella renziana di 40. Ciò detto, se nel 2006 si votò con un’unica scheda, non si comprende per quale motivo dieci anni dopo si debba votare con più schede e su più quesiti.

Tuttavia, considerato che gli ultimi sondaggi danno il NO in netto vantaggio, il Presidente del Consiglio – che ha personalizzato il referendum – potrebbe voler limitare i danni e quindi propendere per la soluzione dei più quesiti.

Al momento, salvo colpi di scena, la Corte Costituzionale sembrerebbe orientata ad evitare la soluzione dello “spacchettamento”… ma non si sa mai…

Giuseppe PALMA

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Giuseppe PALMA

FIGLI DESTITUENTI. I gravi aspetti di criticità della RIFORMA COSTITUZIONALE

FIGLI DESTITUENTI di Giuseppe Palma

Editrice GDS, Vaprio d’Adda (MI), 21 gennaio 2016 (e-book)

Genere: saggio giuridico (diritto costituzionale)

Prefazione di Marco MORI

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Giuseppe PALMA

 

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