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Reazioni furiose alla nomina di Johnson, “Speravamo fosse uno scherzo”. Great Britain is back, con grande gioia di coloro che ancora credono nell’Europa solidale

FireShot Screen Capture #385 - ''I wish it was a joke'_ European leaders furious at Boris Johnson's appointment as Foreign Secretary' - www_telegraph_co_uk_news_2016_07_14_i-wish-it-was-a-joke-europeanNon posso non tradire un po’ di emozione alla nomina dell’artefice del Brexit. In tale contesto mi rincuorano le reazioni più che stizzite lato Europeo, guarda caso in rappresentanza di quei paesi che più guadagnano dall’euro del diritto asimmetrico e dall’EU tedesca, a scapito deigli altri paesi cd. “partner” [forse dovrei dire servi stando all’accezione data al termine negli ultimi 8 anni, che dite?, ndr].

In ogni caso non esiste alcun dubbio, “Great Britain is back” e certamente si batterà per i propri diritti in EU, che poi alla fine sono anche i nostri. Con lo scopo di non veder trasformare il Vecchio Continente in un feudo franco-tedesco.

Siamo in uno degli innumerevoli crocevia della storia in cui alcuni poteri ex coloniali centro-europei hanno tentato di mettere i piedi in testa agli altri. Ben inteso, pur avendo studiato ed ottenuto la laurea in Gran Bretagna non sono britannico, semplicemente porto grande rispetto per un paese cha ha saputo dire no a vantaggi di breve termine capendo l’inghippo – e la fregatura – nel lungo periodo. E dunque ha abbandonato la barca EU.

Io sono italiano. E festeggio sia per il Brexit che, si chiama anche meritocrazia, per la nomina che ha portato Boris al Foreign Office come meritato trofeo  – si dice avallata se non espressamente voluta dalla stessa Regina –. Un successo a cui tutti gli europei (che non siano tedeschi) dovranno dire grazie nell’arco di qualche lustro. Si, perché grazie al Brexit anche gli altri paesi EU possono ora sperare chiedere qualcosa, possono ambire ad un minimo di spazio, di flessibilità, fin anche di rispetto: oggi c’è l’alternativa all’EU e dunque Berlino non può e non deve tirare troppo la corda.

Per chi non lo avesse capito, il piano tedesco in assenza di Brexit era di fare arrivare la troika in Italia usando come scusa il de facto fallimento del nostro sistema bancario, in modo di costringerci ad es. a privatizzare.

Oggi qualcuno si preoccupa molto a Berlino e Parigi – e forse anche a Roma – e fa bene! Edgardo Sogno fu l’uomo di Londra nella WWII, sono certo che ci sarà qualcuno che seguirà le sue orme. Tra gli italiani che dovrebbero preoccuparsi ci sono sicuramente soggetti che vivono magari a Londra da qualche anno, che magari supportavano il Remain ed anzi si sono esposti a favore della svolta eurotedesca, che dite? Non per una retaliation britannica, ben s’intenda, ma piuttosto perchè temo che la ferita bruci a Berlino e la nomina di Johnson e Davis alle relazioni internazionali farà molto male, fino a poter presagire un irrigidimento non tanto lato britannico, che ha la sua agenda, ma tedesco con azioni provocatorie che potrebbero ben far presagire ritorsioni. Si sa, storicamente le teste calde in Europa quando si tratta di orgoglio e, diciamolo, di guerre anche se solo economiche non sono i bottegai inglesi ma i panzer tedeschi.

Here’s_How_Much_Europe_Depends_on_the_UK2

Quindi occhio alla penna, dovendo ad onor del vero confidarvi che le reazioni germaniche e francesi mi preoccupano alquanto. Ad esempio quelle del ministro della difesa e vice cancelliere Steinmeier, caustico sulla nomina del nuovo inquilino del Foreign Office. Si ricordi che lo Steinmeier che oggi si lamenta di Boris Johnson è lo stesso che affermò appena prima del Brexit che era la NATO a provocare la Russia…. Non agggiungo altro.

Chiaramente per l’Italia è un’occasione di emancipazione dal giogo eurotedesco, questo è chiaro.

Penso di poter affermare che, al contrario dell’estabilishment eurotedesco, la redazione di Scenarieconomici.it plaude alla nomina di Boris Johnson e del nuovo esecutivo britannico, a cui auguriamo un buon lavoro anche nell’interesse di tutti coloro che ancora credono nell’Europa solidale voluta dai padri fondatori.

Si rammenti bene, nello stesso contesto di cui sopra chi scrive non ha paura a schierarsi apertamente per Donald “The Donald” Trump nelle prossime elezioni USA, come ben sapete confido nel filotto Brexit-Trump, candidato presidente che ha la mia stima (anche Reagan venne messo alla berlina, un attore come presidente… poi invece…). Della serie, speriamo di vedere anche Herr Schauble a Canossa.

Mitt Dolcino

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