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RAGGI: AL BILANCIO L’UOMO GIUSTO AL POSTO SBAGLIATO! di A.M. Rinaldi

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Fino ad ora ho mantenuto il silenzio sulla Raggi perché ho ritenuto ragionevole lasciar trascorrere almeno un anno prima di esprimermi in giudizi e valutazioni sul nuovo corso. Non ho nessuna difficoltà nel dichiarare che da romano ho votato la candidata del M5S straconvinto che fosse necessario fare finalmente “piazza pulita” per poter riscattare il destino della mia città ormai sprofondata nell’oblio dopo decenni e decenni di malgoverno. Non a caso al ballottaggio 2 romani su 3 (per l’esattezza il 67,15%) hanno apposto la croce sulla Raggi perché stufi e schifati di come è stata ridotta la città più bella del mondo, anche se ad onor del vero i miei concittadini sarebbero stati disponibili compatti a dare la fiducia a qualsiasi volto nuovo supportato da un partito o movimento non compromesso con il passato.

Avrei gradito comunque, ma non si può ottenere tutto, conoscere preventivamente la squadra di cui si sarebbe avvalsa la neo sindaca in caso di vittoria (scontata!), magari andando a pescare fra persone che potessero offrire elevati gradi specifici di professionalità nei ruoli nevralgici della nuova amministrazione e non aspettare invece settimane dopo l’elezione, dando palesemente l’impressione di un certa improvvisazione.

Non desidero neanche commentare in questa sede i motivi reali per i quali ben 5 membri hanno rassegnato giovedì 1 settembre scorso le dimissioni all’unisono dai rispettivi incarichi e sulle polemiche sulla Muraro, limitandomi nel ribadire il dispiacere nel vedere un personaggio che stimo per l’elevata competenza e correttezza come Marcello Minenna, gettare la spugna dall’assessorato al bilancio perché (parole sue) “Manca trasparenza e si fanno scelte non chiare”.

Parliamoci sinceramente, nella situazione drammatica in cui versa Roma non basta avvalersi di persone solamente perché “oneste”, in quanto questo “status” è da considerarsi unicamente una conditio necessaria ma non certo sufficiente nel proprio curriculum, ed è quanto mai opportuno invece verificare puntualmente anche l’ingaggio di persone estremamente competenti e con alti profili professionali specifici da inserire nei ruoli chiave per sperare in efficacie strategie che producano un effettivo cambiamento!

Ho invece deciso di rompere il silenzio dopo la nomina del magistrato Raffaele De Dominicis al bilancio in sostituzione del dimissionario Marcello Minenna, perché ritengo, aldilà delle indubbie capacità e rettitudine, che sia la persona giusta nel posto sbagliato. Al bilancio è necessario incaricare una persona con profonde capacità professionali tecniche propositive e non di mero controllo, materia quest’ultima di cui il magistrato è sicuramente bravissimo e competente, ma che difficilmente potrà apportare contributi professionali adeguati per risolvere la disastrosa situazione finanziaria del Campidoglio. La Raggi invece ha nominato, perché pare l’abbia scelto lei in modo autonomo svincolata dal direttorio del M5S, un magistrato che passerà il suo tempo a controllare ciò che è stato fatto e non ad imbastire strategie innovative per risollevare il buco dei 15 Mld del debito capitolino che solamente un esperto in finanza può ideare e proporre (perciò rimpiango Minenna!)

Si è preferito giocare in difesa e non all’attacco, mentre la drammatica situazione suggeriva che proprio rivedere radicalmente la strategia finanziaria era l’unica alternativa perseguibile. Insomma De Dominicis sarebbe stato perfetto come capo dell’ufficio legale o ad un nuovo assessorato alla legalità e lotta alla corruzione, ma non al bilancio, dove un Antonino Galloni (il nome circolava come uno dei più accreditati e graditissimo alla base del M5S) avrebbe senza ombra di dubbio portato soluzioni innovative per il rilancio finanziario della città. Introduzione di una moneta locale complementare, un piano energetico rivoluzionario a costo zero con la riconversione dei rifiuti che coinvolgesse i cittadini in prima persona, affrontare in modo proficuo il tema Olimpiadi magari accordando anticipi dagli sponsor per risistemare i 150 e passa impianti sportivi bisognosi di ristrutturazioni, un livello di professionalità paritetica con chi detiene il debito della capitale al fine di poterlo negoziare al meglio e scongiurare l’inevitabile bancarotta.

Invece si è preferito affidare il bilancio ad un rispettabilissimo magistrato proveniente dalla Corte dei Conti che ha delle difficoltà nel comprendere i meccanismi finanziari, come da intervista al Corriere della Sera del 6 febbraio 2014, dove dimostra poca familiarità con lo spread (lo chiama sprid!) e con i downgrade (chiamandoli downground!), ma soprattutto sostenendo, alla prima dichiarazione dopo la nomina, che i problemi si risolvano “cacciando chi non lavora” e ammettendo che il suo mentore è l’avvocato Sammarco. Roba da Prima e Seconda Repubblica messe insieme!

Ma circola insistentemente che l’esclusione di Galloni sia dovuta principalmente al fatto che da maggio scorso l’economista ricopre la carica di Presidente di Alternativa per l’Italia, il nuovo movimento politico italiano che, nonostante persegua il ripristino della Sovranità non solo monetaria e il pieno rispetto della Costituzione con argomentazioni scientifiche di tutto rispetto, non sia del tutto gradito agli amici dei vertici pentastellati, temi che ultimamente sono stati oggetto di ripensamenti altalenanti da parte del movimento di Grillo e che sono estremamente a cuore alla maggioranza della base.

Insomma non vorremmo che tutto cambi affinché tutto rimanga come prima perché a Roma il tempo è scaduto da tanto e se il M5S aspira (più che legittimamente) al governo nazionale è quanto mai necessario che d’ora in poi si affidino non solo a persone oneste ma anche a quelle competenti da utilizzare nei giusti ruoli!

Antonio M. Rinaldi

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