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PLATONE, ROUSSEAU, JEFFERSON E LA SOCIETA’ IDEALE DA IMPOSTARE (uguale uguale al Genova affaire)

A volte mi chiedo come dovrà essere l’Italia del post-euro. Immediatamente il mio pensiero va ai grandi filosofi che ci danno spesso la risposta ad una domanda che si pone ciclicamente.

Troviamo scritto nell’INTELLETTUALE DISSIDENTE:

“Ognuno, fin dalla nascita, sarà educato ed indirizzato verso una precisa classe sociale (non a partire dalla condizione d’appartenenza dei propri genitori, dunque), ad esempio un soggetto maggiormente razionale verrà indirizzato verso la carriera politica, un soggetto maggiormente emotivo ed irascibile verso la carriera militare ed un soggetto maggiormente legato alla praticità e alla concupiscenza sensibile alla carriera artigianale o agricola. Ecco, che la società platonica, dunque, si erge sui principi della giustizia assoluta, dove ognuno, non a partire dalla conduzione d’origine della propria famiglia, ma dal proprio talento individuale ricomprerebbe una precisa carica sociale.

Platone descriverà anche altre strutture dell’ordine sociale ideale, come i processi educativi della persona, i rapporti tra le diverse classi sociali, la distribuzione delle ricchezze ed, anche, la celebre e criticata “condivisione delle donne” della comunità e dei figli. La società platonica é stata definita da molti una società pre-comunista, poiché fondata sui principi dell’equa divisione dei beni, del potere della collettività, dell’accesso alla carriera in virtù del talento e non della provenienza d’origine e, soprattutto, per la carica egualitaria tra sessi ch’egli ha, con dissidenza per l’epoca, individuato: donne ed uomini sono eguali, e l’accesso alla carriera non é determinata dal sesso ma, appunto, dalla capacitá individuale. Il modello platonico, seppur per molti aspetti utopico, rimane uno tra i più perfetti tentativi di ordinamento equo e razionale della realtà“.

Proprio come i processi selettivi di Beppe Grillo (Genova docet): SELEZIONE PER COMPETENZA E NON PER FEDELTA’!

Ma cerchiamo di andare oltre, secoli dopo arriva Rousseau (non il programmino gestito da Gegno, ma il filosofo) il quale spiega che dobbiamo ragionare in termini di IO COMUNE:

che e’ taaaaanto distante dall’IO COMUNE DI TUTTI QUELLI CHE LA PENSANO COME ME!

Per poi arrivare al concetto metafisico di COESISTENZA:

L’uomo e’ un essere sociale che vive di relazioni, viene al mondo, cresce, si forma e si prepara all’insermento produttivo in una societa’ di cui fa suo il PROGETTO DI UMANITA’ che ne contraddistingue la cultura.

Solo che, ogni tanto, essere spregevoli si fanno potavoce di altrettanti esseri spregevoli per portare avanti un concetto classico di persona: IL SUSSISTENTE RAZIONALE!

Pensate a quei partiti che propugnano il supremo ideale delle merci, dei capitali e delle persone che viaggiano e che vanno quindi accompagnati in tal senso da societa’ piu’ moderne.

Essi in realta’ tendono a falsare la natura tipica dell’uomo, la sua naturale tendenza all’essere inserito in una cultura di cui assorbe il sistema valoriale, ma al solo scopo di servire colii che trama alle spalle del popolo: LA BANCOCRAZIA!

Per fortuna, 400 anni di pensiero modernista sta esplodendo, l’abitudine di mettere il proprio interesse personale/individuale al di sopra del benessere della comunità e della società sta pian piano venendo meno. Il programma modernista eurocentrico Hobbesian-Smithiano piano piano si distruggerà da solo causa costante lavoro del Logos!

Nostro compito sara’ ricostruire societa’ dove le élite siano messe dietro il popolo ed i suoi governi, e vengano opportunamente bloccate nel loro irrazionale tentativo di destabilizzazione dell’ordine naturale delle cose.

Ad maiora.

 

 

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