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PERCHE’ LA MERKEL SI E’ STUFATA DI JUNCKER (E FORSE ANCHE DI RENZI) di Eriprando Sforza

 

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Chiedo venìa ma stavolta non mi sforzo più di tanto e mi limito a fare il riassunto di un articolo scritto sulla stampa straniera. D’altronde questo è il modus operandi del novanta per cento e forse più dei giornalisti italiani quando trattano di politica internazionale. Ieri l’articolo più cliccato dell’edizione online del quotidiano britannico e pro-Brexit The Telegraph parlava dell’intenzione della cancelliera tedesca Angela Merkel di cacciare dalla presidenza della Commissione europea il lussemburghese Jean-Claude Juncker

(http://www.telegraph.co.uk/news/2016/07/03/angela-merkel-to-oust-jean-claude-juncker-as-europe-splits-deepe/).

Ho il sospetto che oggi e nemmeno domani o dopo i giornali italiani lo riprenderanno e se anche lo facessero non credo che racconterebbero la storia per intero. Il motivo è semplice: va contro la narrazione corrente in Italia delle cose europee. Meglio continuare a tenere il popolo bue disinformato. Secondo il Telegraph, la Merkel si è stufata di Juncker perché il lussemburghese, ripetutamente additato come un ubriacone (“beve cognac a colazione”), con i suoi continui proclami sul “ci vuole più Europa” ha fornito argomenti ai sostenitori della Brexit e sta irritando i più importanti Paesi dell’Europa orientale, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, che, dopo avere riconquistato l’indipendenza dall’Unione Sovietica ora sono molto restii a rinunciarvi per fare felice Bruxelles.

Sul fatto che Juncker sia davvero un ubriacone non ci sono dubbi. Basta ammirare le sue performance istituzionali in questo video:  https://www.youtube.com/watch?v=1fASN9oYGdw

Che abbia ottenuto un incarico così importante, poi, è la prova che in certi posti è prassi mettere personaggi ricattabili, servi sciocchi che al momento opportuno possono essere dimissionati. Con buona pace di quelli che blaterano di meritocrazia, l’Europa ripropone i vecchi metodi della peggior politica. Come scrive il Telegraph, “la rabbia della Merkel” nei confronti di Juncker “riflette uno scisma crescente in Europa tra coloro che, come Juncker e i leader francesi e belgi, vogliono vedere “più Europa” dopo la Brexit e chi, come la Merkel e il suo potente ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, credono invece che questo sia folle”.

Non per niente una decina di giorni prima del referendum britannico, Schaeuble aveva detto che la risposta dell’Ue alla Brexit «non potrà essere quella di una maggiore integrazione. Sarebbe una reazione rozza. Molti avrebbero il diritto di chiedersi se noi politici non abbiamo davvero capito nulla». Il Telegraph ricorda che la Francia ha subito chiesto al Regno Unito di attivare immediatamente l’articolo 50 per dare il via ai negoziati sull’uscita dall’Ue, nella speranza che parte dei servizi finanziari basati a Londra si trasferisca a Parigi. “Temendo che le richieste italiane e francesi di una più profonda integrazione europea possano alla fine significare che la Germania debba pagare il conto per le economie in difficoltà della Francia e dell’Europa meridionale”, scrive il Telegraph, “la Merkel si è mossa per temperare questo punto di vista chiedendo che alla Gran Bretagna venga dato tempo per negoziare la sua uscita.

Allo stesso tempo, la Germania sta silenziosamente formando un’alleanza con la Polonia e altri Stati orientali e baltici per scongiurare le richieste di più Europa provenienti da Francia, Italia e Belgio”. Ma se le cose stanno così (e chi non si informa solo sui giornaloni e sulle televisioni italiane sa benissimo che stanno così) allora si crea un cortocircuito: se la Germania non vuole “più Europa” allora come la mettiamo con Matteo Renzi, Mario Monti, Luigi Di Maio, Sergio Mattarella e Confindustria che ne chiedono invece di più? Verranno licenziati anche loro come Juncker?

Eriprando Sforza

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