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Perchè la Germania vuole un tetto massimo alla detenzione dei titoli di Stato da parte delle banche.

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La Germania potrebbe, (ma è tutto da vedere) accettare la garanzia comune sui depositi bancari  a patto che ci sia una soglia massima di titoli di Stato di un singolo Paese che non ecceda il 25% del valore in portafoglio delle singole banche. In sostanza, la richiesta tedesca farebbe diventare i titoli del debito pubblico dei paesi europei artificialmente rischiosi, altrimenti Berlino non concederà la garanzia sui depositi bancari nell’era bail-in.

Oltre ad essere una richiesta paradossale (perchè i titoli di Stato se garantiti da acquisti illimitati non sono mai pericolosi), si nasconde anche il fattore speculazione, dal quale la Germania ne ha tratto sempre benefici con il gioco degli spreads.
Se dovesse passare infatti la proposta tedesca, i titoli di Stato più penalizzati dalla speculazione sarebbero quelli italiani, greci e spagnoli che si vedrebbero aumentare i loro spreads a vantaggio di quelli tedeschi che offrirebbero dei rendimenti zero o negativi. Permettendo allo Stato tedesco di non pagare, anzi guadagnarci nel finanziarsi, ma a spese nostre.
Inoltre la banca centrale tedesca, continuerebbe probabilmente a comprare titoli di Stato del suo Paese, svincolandosi dalle regole europee, come fa attualmente. Ecco perchè la Bundesbank non è mai stato a favore di un QE europeo, dal momento che la Germania ha un suo QE nazionale oltre ad essere d’accordo nel porre questo tetto limite del 25% dei titoli di Stato nei bilanci delle banche.

Nel caso italiano, attualmente gli istituti di credito del nostro Paese detengono 400 mld in titoli di Stato italiani e se dovesse passare questa imposizione tedesca del tetto massimo del 25%, le banche italiane sarebbero costrette a vendere, creando per effetto, un rialzo politico degli spreads che si tradurrebbe in maggiore spesa pubblica dello Stato italiano a carico nostro.
In aggiunta le banche detentrici si vedrebbero calare di molto il valore dei titoli di Stato acquistati in precedenza, creando in questo modo, ulteriori buchi di bilancio, con il rischio serio di attuare il bail-in, dal momento che i titoli di Stato rappresentano un collaterale di liquidità per le banche.In questo scenario, i crolli azionari delle banche italiane e del sud Europa sarebbero inevitabili.
La proposta tedesca circa il tetto da parte delle banche sulla detenzione dei  titoli di Stato di un Paese, rischia di creare una speculazione  a vita sui debiti dei Paesi del sud Europa, è anche quello di limitare la nazionalizzazione di tali debiti sovrani, fattore che limiterebbe di molto il potere ricattatorio dei creditori internazionali.
Purtroppo questa proposta deve essere votata dal Parlamento europeo e la maggior parte degli europarlamentari non lavorano nell’interesse del nostro Paese ma di quelli della Germania e dell’UE. Il rischio è alto, perchè se diventasse operativa la proposta tedesca, il principio della garanzia del debito verrebbe meno e i Paesi del sud Europa rischierebbero il fallimento e magari la germanizzazione dei loro  istituti di credito  a costi stracciati.
Interessante sapere, in conclusione, che tra le richieste della Gran Bretagna, per evitare il Brexit ci sia quella in cui Londra non deve essere obbligata ad eseguire leggi in materia di regolamentazione finanziaria approvate dall’UE. Il governo britannico non accetterebbe mai “questa riforma” tedesca sul  limite agli acquisti dei titoli di Stato da parte delle banche inglesi.

Ci troviamo davanti ad una grave ingerenza della Germania, nei bilanci delle banche italiane e finalmente che per i liberisti ed europeisti il mercato dovrebbe essere libero!

Jean Sebastien S. Lucidi

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