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Per un inferno “solidale”…

inferno

Una ventina d’anni fa dalla Tunisia arrivarono queste parole: l’Europa per noi nella migliore delle ipotesi  sarà un limbo nella peggiore delle ipotesi l’Europa sarà un inferno… richiedere e pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht”
A distanza di dodici anni dal via all’eurozona ci si rende conto che ci vorrebbe una dose di solidarietà (ovviamente controllata altrimenti si potrebbe rischiare una overdose di fraternità) per cambiare l’Europa devastata dalla crisi-eurotruffa.
Ora la nuova moda è la ricerca di una sorta di “eurosolidarietà” mettendo da parte l’unico fattore principale che azzera il concetto solidale, ovvero l’esistenza di una moneta unica imposta ad economie totalmente diverse e per giunta senza nessuna consultazione popolare. L’esistenza in se per se dell’eurozona NON può prevedere nessuna forma di solidarietà, per il semplice fatto che la moneta unica ha come scopo il profitto tramite la libera circolazione dei capitali senza controlli, per il fatto che per i creditori si azzera il rischio cambio, guarda caso per “coincidenza” nel 1999 fu abrogata negli USA la Glass Steagall Act.
Se la Grecia avesse tenuto la sua Dracma o la Spagna la sua Peseta questi non si sarebbero indebitati facendo schizzare alle stelle il loro debito privato, come già detto i creditori del Nord Europa sarebbero stati molto più oculati nel concedere crediti per evitare il rischio del cambio, una Dracma svalutata del 20% in tot numero di anni , avrebbe fatto perdere profitti ai creditori della Grecia al momento della restituzione del capitale prestato.
Ecco che l’euro è servito ad azzerare i rischi di perdite relativi ai profitti dei creditori, i quali hanno prestato a go gò anche al fine di sostenere l’export dei loro Paesi (principalmente nord europei) e questo il buon Frenkel (quello di Ciclo) ce lo può spiegare in questo bell’articolo (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-07-01/ciclo-frenkel-spiegare-crisi-191219.shtml?uuid=AbK6iHAI)

Ma veniamo ad alcune delle richieste “solidal-europee”

Bilancio unico federale, tassazione unica (in 14 anni in Europa non si è neanche unificata la tassa più semplice che ci sia ovvero l’IVA cmq sognare non costa) e trasferimenti interni grazie all’ipotetico bilancio unico federale con il fine di finanziare quelle aree europee depresse….
In sostanza la Germania dovrebbe trasferire parte delle sue ricchezze, senza tener conto che solamente a Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia, Berlino dovrebbe trasferire un ammontare intorno al 8-10% del suo PIL pari 220-230 MLD all’anno, cosa confermata anche  dall’economista francese Jacques Sapir (http://russeurope.hypotheses.org/453#_ftn5).
Ora se la Merkel avesse proposto ad i suoi elettori un’Europa solidale ma al costo di 230 MLD circa all’anno prevedendo trasferimenti interni come accade negli USA, (ovviamente a spese dei suoi contribuenti), il suo partito non avrebbe neanche preso il 4% soglia obbligatoria per entrare in parlamento.
In Germania molti cittadini dell’Ovest NON vogliono pagare le tasse per quelli dell’Est (il loro meridione post comunista) figuriamoci se fossero così felici a pagare per il cassaintegrato portoghese…

Politiche per gli investimenti:
I profitti derivanti dal capitale scoraggiano gli investimenti, con la moneta unica come già descritto, senza rischio cambio i crediti sono al sicuro (a colpi d’austerità).

Investimentidati AMECO

La Germania “responsabile e virtuosa” davanti i profitti derivanti dalla liberalizzazione dei capitali e nell’aver bloccato la sua rivalutazione adottando una moneta svalutata per la sua economia, ha capito che non conviene investire. Come dire: ai tedeschi piace vincere facile…

Unione fiscale:
Parlavo prima dell’IVA , la tassa più semplice che ci sia, mai stata unificata a livello europeo figuriamoci un’unione fiscale… E ricordiamoci se il contribuente tedesco sia disposto a pagare per l’ospedale greco…

Fondo per la redistribuzione del reddito a quei  Paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziato con multe inflitte al paese (ad es la Germania) che hanno accumulato un eccesso di surplus  provocando uno squilibrio dei saldi commerciali europei:
Ma ci si è chiesto perchè ciò avviene? La Germania ha una moneta troppo svalutata per i suoi fondamentali economici e quindi competitiva mentre per il Sud Europa il contrario.

italia germania datiFonte: http://tradingeconomics.com/

Quindi si dovrebbe multare l’effetto e non rimuovere la causa ed inoltre per redistribuire reddito ai Paesi maggiormente colpiti dalla crisi, a quanto dovrebbe ammontare questa multa? immagino recapitata alla cancelleria di Berlino magari sotto forma di cartella esattoriale…

Politica estera e di difesa comune:
La storia non ha insegnato nulla? La Spagna mantiene i suoi interessi in Sud America, la Francia nelle sue ex colonie in Africa Occidentale, la Gran Bretagna fuori dall’eurozona oltre al suo Commonwealth è cugina degli USA…
La Germania che ospitava il 101° reggimento di fanteria della storica Brigata franco-tedesca verrà ritirata su ordine di Parigi, ufficialmente per tagli di bilancio ma in verità i due Paesi hanno interessi strategici divergenti, la Francia proiettata verso le sue ex colonie mentre Berlino verso l’Europa dell’est. Ma la quasi rottura della Brigata è data dall’inasprirsi dei rapporti economici franco tedeschi, Parigi è restia nell’applicare una forma di svalutazione del lavoro fatta da Berlino con la riforma Hartz,(minijob).
Per ritornare alla difesa comune europea c’è da chiedersi se la Francia fosse disposta a cedere i codici dei suoi armamenti atomici ad un ipotetico ministro della difesa europea magari di nazionalità inglese.
Lo scetticismo è d’obbligo…

Correggere l’eccessivo apprezzamento dell’euro che crea squilibri di competitività tra i Paesi europei:
La Germania che vanta crediti verso il resto del Vecchio Continente per un importo di circa 650MLD accetterebbe una svalutazione dell’euro per ridare fiato ai Paesi in deficit commerciale?
crediti tedeschi
Ed inoltre per svalutare la moneta unica al fine di recuperare competitività la BCE dovrebbe acquistare dosi quasi massicce di Dollari, Yen giapponesi e Yuan cinesi. Ora l’istituto di Francoforte NON acquista neanche  i titoli di Stato dei Paesi europei (NON è prestatrice in ultima istanza) a differenza dalla FED e BOJ con i loro programmi di emissione moneta ed acquisti titoli di Stato definiti QE, quindi figuriamoci se la BCE acquistasse valute straniere, la Bundesbank la prenderebbe a cannonate, visto che ne è anche il maggior azionista..

L’attuale sistema dell’eurozona, per non far apprezzare la moneta unica sopra una certa soglia, (che potrebbe penalizzare la competitività tedesca) si basa sulla speculazione ai danni dei Paesi del Sud Europa, i così detti PIIGS i quali come reazione hanno l’effetto di calmierare un’eccessiva rivalutazione dell’euro.

In che modo?speculando sull’insolvibilità dei debiti sovrani, che fa gioco sempre al Nord con gli Spread alti che abbassano il costo di finanziamento per Berlino magari, ma anche con il continuo processo di deindustrializzazione dei PIIGS accompagnato soprattutto dai loro saldi commerciali negativi (grafico sopra sull’Italia). Come dire: Mors tua vita mea….

Limitare sovranità nazionale per politiche espansive:
Mi pare che tutto quello che c’era da cedere ad organismi non democratici sovranazionali  è stato fatto (ovviamente tutto fuorchè politiche espansive) andando anche contro l’art11 della cost. visto che non si sono verificate parità di condizioni di limitazioni di sovranità con gli altri Stati.

No all’ austerità e vincoli di bilancio restrittivi :
Giusto, ma se si sforasse veramente il tetto deficit-pil del 3% insieme ad una politica espansiva, aumenterebbero i redditi, certo, ma come effetto “collaterale” i prodotti importati diverrebbero ancora più convenienti di quelli nostrani. Il motivo sarebbe sia per un rialzo del costo del lavoro dovuto agli aumenti salariali ed un euro troppo forte che renderebbe appunto i prodotti importati più convenienti.
Quindi l’import aumenterebbe in misura maggiore rispetto all’export, ergo un ulteriore negativo del saldo commerciale con l’estero, quindi maggiori squilibri di deficit competitivo per l’Italia, nonchè un aumento dell’indebitamento privato ed estero., motivo di tutto ciò? come gia ho ripetuto: abbiamo una moneta troppo rivalutata per i nostri fondamentali.

Per cui, al fine di evitare gli squilibri commerciali con l’estero, sarebbe inevitabile, se cito ad es il caso italiano, il ritorno all’austerità e all’uso della svalutazione del lavoro, accompagnata da una bella dose aggiuntiva di disoccupazione per limitare le importazione al fine di riequilibrare il saldo con l’estero e magari nello stesso tempo dover sorbire anche i sermoni sulle auspicate “riforme strutturali” perchè c’è la globalizzazione….

In poche parole ci ritroveremo al punto di partenza, rendendoci conto che l’eurozona è un gioco ad incastro, per buona pace di chi urla per più Europa, no austerità ma si alla moneta unica.
Per cui coloro che affermano di volere, in vista delle elezioni di maggio, un’ Europa delle solidarietà senza uscire dall’eurzona, appartiene al partito dei Gattopardi.. “Tutto cambia, affinchè nulla cambi”

La domanda finale è: come si può reclamare solidarietà all’interno di un contesto nato proprio per azzerare la solidarietà stessa? Non sarebbe più logico smantellare questo contesto (eurozona) che altro non è che un rapporto tra creditori e debitori, per costruire solidarietà nazionali e soprattutto sovrane le quali
rappresenterebbero i mattoni dell’Europa anzichè imporre un monolite di ipocrisia…?

Comunque, chi desidera recarsi in Germania in auto, da quest’anno dovrà pagare il casello autostradale, come previsto dalla nuova legge tedesca per l’accesso alle autostrade, ma il pagamento sarà solo ed esclusivamente riservato agli stranieri anche comunitari, magari portatori di solidarietà che vogliono andare oltre…

  

 

 

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