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Pensioni di reversibilità. Le vedove NON sono nere!

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Nel silenzio più assordante e con la copertura mediatica delle gare canore e della questione dei diritti civili relative alle adozioni, il governo sta studiando un disegno di legge che di fatto, “pignorerà” le pensioni di reversibilità dove a beneficiarne principalmente sono le vedove per ovvi motivi biologici.
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Il DDL prevede infatti che l’erogazione passi da servizio previdenziale (visto i salati contributi pagati dal marito o moglie deceduti) ad assistenziale e quindi legato all’ISEE che come sappiamo, per rientrarci occorre vivere sotto un ponte. Questa “riforma” pensionistica (http://www.governo.it/sites/governo.it/files/testo_15.pdf) forse avrebbe valore anche per coloro che già percepiscono la reversibilità, quindi di fatto ci troveremo davanti ad un esproprio di Stato, considerando come già scritto, i contributi pagati dall’ex marito o moglie per assicurare la reversibilità. In questo caso, ma anche se il DDL si riferisse ai futuri vedovi, ci sarebbe un chiaro conflitto con i dettami costituzionali, come si è espressa la corte costituzionale sulla legge Fornero. L’obbiettivo del governo è ovviamente fare cassa, raschiando il barile che via via va a deteriorarsi, come lo stato dell’economia di tutta l’eurozona. Non potendo più emettere moneta per le spese sociali ed investimenti e dovendo ottemperare a tutte le richieste d’austerità come Fiscal Compact e pareggio di bilancio, logiche dell’Eurozona, come le famose “riforme”del lavoro e di nuove delle pensioni, lo Stato non può più essere amico dei suoi cittadini, bensì il contrario. Quest’ultimi, ovvero noi dobbiamo anzi espletare la funzione di prestatori in ultima istanza, cosa che dovrebbe appartenere ad una normale banca centrale di uno Stato sovrano. E’ inutile dire che un provvedimento del genere troverà il plauso della TROIKA, ma credo che questa sia più un’imposizione come nel caso della riforma (al ribasso) delle pensioni in Grecia. Oltre al fattore, austerità, è bene ricordare che lo Stato ha bisogno di far cassa anche per pagare completamente la quota di partecipazione all’ESM, un altro fattore che non va dimenticato, perchè mancano ancora circa 63 mld ovvero il 50% di quanto a versato per completare il pagamento della quota.
E’ inutile aggiungere, che se questo ddl dovesse passare in parlamento, avrebbe un impatto sociale ed economico micidiale, l’Italia “vanta” già le pensioni più basse d’Europa (il 42,% ha meno di 1000 euro mensili)  e queste oggi, visto l’alta disoccupazione sono anche un ammortizzatore sociale anche per figli e nipoti precari e disoccupati, in un Paese dove l’avanzamento della terza età non si arresta mentre la popolazione giovane decresce .
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Un impatto negativo del genere, psicologicamente farebbe crollare la fiducia nei consumatori, che si ripercuoterebbe in un ulteriore crollo consumi e quindi in un avanzamento della deflazione. Questi due fattori si tradurrebbero in un aumento della disoccupazione ed un calo delle entrate per lo Stato, il quale risponderebbe in un ulteriore inasprimento fiscale.
Purtroppo questo incremento di povertà sociale, rappresenta l’unica forma di competitività ammessa in un contesto di moneta rigida tra gli Stati in competizione commerciale, ma ciò si tradurrà in maggiore insostenibilità per i debiti e sociale fino all’avvitamento finale dell’economia.
Adesso qualcuno avrà capito, quando ho scritto a fine gennaio che i progetti per le unioni civili ed adozioni sono una sorta di cavallo di troia per togliere diritti economici?

 

1 Comment

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