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ORA CAPIRETE A COSA SERVE DAVVERO IL COMBINATO DISPOSTO RIFORMA COSTITUZIONALE-ITALICUM. CE LO SPIEGA – TRA LE RIGHE – MARIO MONTI (di Giuseppe PALMA e Marco MORI)

 

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Pochi giorni fa la Corte Costituzionale, con Sentenza n. 129/2016, ha dichiarato incostituzionale l’articolo 16, comma 6, del DL 95/2012, nella parte in cui questo non prevedeva “ […] nel procedimento di determinazione delle riduzioni del Fondo sperimentale di riequilibrio da applicare a ciascun Comune nell’anno 2013, alcuna forma di coinvolgimento degli enti interessati, né l’indicazione di un termine per l’adozione del decreto di natura non regolamentare del ministero dell’Interno”.

Per dirla con parole povere, quel taglio selvaggio di 2,2 miliardi di euro che il Governo “tecnico” presieduto da Mario Monti fece ai danni degli enti locali in piena tempesta finanziaria, non è conforme alla Costituzione.

In pratica, la spending review targata Mario Monti (e voluta dai mercati ai danni dei cittadini) è stata dichiarata INCOSTITUZIONALE!

Ascoltate adesso come ha commentato la Sentenza il senatore a vita Mario Monti:

[…] chi deve governare in questa situazione, che sia di emergenza finanziaria o di preparare il Paese ad essere competitivo per la globalizzazione, DEVE METTERE IN DISCUSSIONE UNA PARTE DEI DIRITTI. Questa è una cosa che le Corti Costituzionali fanno più fatica a capire dei Governi e dei Parlamenti […]“.

Capito adesso? Questo traditore degli interessi nazionali è anche senatore a vita! E per di più, affermare che occorre “mettere in discussione una parte dei diritti“, significa espressamente violarli!!!

Ora basta! Dov’è il Presidente della Repubblica? Perchè questo traditore è senatore a vita? Il popolo non sopporterà oltre!

Appare dunque ovvio, se si legge tra le righe il vero significato delle parole di Monti, che il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum sia strettamente funzionale al vile progetto sovranazionale di cui alle parole (velate) di Mario Monti: la maggioranza mono-lista (e forse anche mono-colore) assegnataria del premio di maggioranza potrà infatti eleggere in Corte Costituzionale traditori disposti ad anteporre le esigenze della globalizzazione e dei mercati ai diritti inalienabili e ai principi fondamentali sanciti dalla Costituzione. A tal proposito, non essendo i principi fondamentali oggetto di revisione costituzionale, il loro esautoramento avviene da un lato attraverso meccanismi sostanziali (Trattati europei e moneta unica), dall’altro attraverso la revisione della Parte Seconda della Carta, che ha lo scopo ben preciso di colpire sia la Parte Prima della Costituzione (non emendabile, se non in melius), sia i principi supremi sui quali trova fondamento l’intero Ordinamento costituzionale!

I traditori dell’interesse nazionale sono dunque al servizio non solo dell’UE, ma anche – e soprattutto – delle grandi banche d’affari, delle multinazionali e delle società finanziarie (vedesi documento/rapporto JP Morgan del 2013).

Un motivo in più per votare NO al referendum costituzionale!

Giuseppe PALMA

Marco MORI

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