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I nuovi terremoti appenninici saranno il terreno di sfida tra EU tedesca ed Italia. Ecco cosa succederà

Oggi il nostro governo chiede con forza flessibilità nei conti, come da noi anticipato dopo il terremoto di Amatrice questo sarà il terreno di scontro tra Italia (,USA) ed EU. Chiaro, Roma è finalmente supportata da Washington e gli attuali terremoti negli Appennini, se proprio dovevano capitare, sembrano di un tempismo fantastico, potremmo dire “quasi attesi” dopo la cena di Renzi con Obama (…).

In poche parole l’Italia ha oggi l’avallo di Washington per dinamitare l’EU dall’interno, parlo dell’asse franco-tedesco che puntava e punta a sostituirsi a Washington nel comando dell’Europa.
Ora, concedere flessibilità nei conti all’Italia, flessibilità che sarà ben maggiore dello 0.1% richiesto fino a ieri (fino anche allo 0.5% in dipendenza dei danni stimati dello sciame sismico che verrà, ndr) metterà Berlino e Parigi spalle al muro: concedere flessibilità a Roma per decine di miliardi di euro sarebbe un precedente devastante per l’Europa austera, tutti cercheranno una scusa emergenziale per sforare i conti allo stesso modo oltre a dover sborsare fior di quattrini sotto forma di extra deficit. Non perdetevi nemmeno la parallela minaccia di Alfano nemmeno tanto velata di denunciare praticamente tutti i paesi europei che non hanno accolto i migranti arrivati in Grecia ed Italia, è un dato di fatto che è la Germania la prima a non volere i migranti arrivati in Italia e Grecia (la differenza con noi è che non ci può minacciare di farci invadere dalla Turchia, …). È e sarà guerra con l’EU (ma non confondete, non è né una guerra italiana ne’ tanto meno una guerra di Renzi!).

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La verità è che esisteva un piano non solo di dominio europeo da parte dell’asse franco tedesco ma anche di annichilamento dell’alleato storico degli USA in Europa, oltretutto paese ricco ed ambito da Berlino per i suoi valorosi assets, l’Italia.
Post Brexit invece ora sono due gli addendi che hanno liberato la protesta “protetta” delle ingiustizie europee fino a ieri tollerate da Washington e Londra: oggi Roma ha il doppio supporto dei due prim’attori anglosassoni per combattere “dal di dentro” l’Europa troppo votata ad emanciparsi, non dimentichiamo che alla fine Berlino ha poi sempre perso ben due guerre mondiali.

Quello che succederà è che l’Italia continuerà a chiedere sempre più flessibilità europea con la giusta scusa dei terremoti. Verrà chiesto di mettere in sicurezza il paese con uno sforamento anche di una cinquantina di miliardi di euro in 5 anni (anche se l’aumento del debito italiano del 2008 e’ stato tutto sommato limitato). Alla fine lo sforamento, giustificato, sarà talmente grande da far emergere la percezione nei media tedeschi che l’Italia avrà bisogno dei soldi germanici per fare le infrastrutture del suo paese.

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Ossia la gente tedesca si incazzera’ contro gli italiani, quella italiana si incazzera’ contro i tedeschi a maggior ragione in forza delle prossime denunce italiane delle ingiustizie sui migranti (Berlino era ed è la prima a NON voler prendere i migranti arrivati in Italia, il piano era di mantenerli bloccati da noi per dinamitare la nostra società dall’interno con il fine di conquistarla successivamente per il tramite della instabilità sociale che sarebbe dovuta seguire, …). Ossia la retorica venduta al volgo tedesco contro i parassiti latini che approfittano dell’EU (in realtà è il contrario) farà backfire, ovvero si ritorcerà contro Schauble e Merkel.

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Unitamente alla prossima svalutazione del dollaro – inevitabile per Washington per evitare una profonda recessione, oggi siamo ai tassi minimi in 5000 anni ed a valutazioni di borsa superate solo nel 1929 e nella bolla dotcom -, si aumenteranno i toni della sfida fino a far fare crack all’Europa bloccata dai veti interni di Italia e Grecia contro l’asse franco tedesco. Se aggiungiamo le elezioni in Francia e Germania il prossimo anno a forte rischio di voto antieuropeo oltre al referendum italiano di dicembre prossimo (dove un nostro governo diventato euroscettico avrà interesse a che venga fuori un bel NO) capiamo che abbiamo appena iniziato a ballare.

Non mi stupirei se entro il 2018 venisse definito una piano per la separazione più o meno consensuale degli ex Partner europei, rompendo l’euro. Il problema sarà l’instabilità necessaria per giustificare tale fatidico – e salvifico – evento.
Ca va sans dire che a perderci sarà Berlino.

Mitt Dolcino

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