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NIZZA, NE’ INTEGRALISMO NE’ FALSE FLAG. (Di Ilaria Bifarini)

 

strage nizzaSull’ennesima, orrenda, strage che ha sconvolto la bella promenade della Costa Azzurra e il mondo (o forse l’occidente) intero, sul web circola di tutto. Di fronte alle immagini strazianti di corpi martoriati di una folla disarmata e inerme, si è riproposto lo stesso identico repertorio: da una parte chi grida alla barbarie islamica, dall’altra chi relativizza il numero delle vittime dei recenti e reiterati attentati agli “occidentali” rispetto a quelli avvenuti nel corso della storia in quelle regioni dimenticate del mondo.

Storiografi, esperti di geopolitica, sociologi ma anche, e soprattutto, tuttologi dell’ultima ora pontificano sulla natura ferina e subumana degli attentatori o su come le cosiddette nazioni ricche siano responsabili dei terribili accadimenti.

Qualche voce, apparentemente fuori dal mainstream, fiuta l’odore di un complotto, o false flag come si dice ora. Il parabrezza del camion impazzito guidato dall’omicida maghrebino, infatti, pare che non abbia ricevuto colpi di proiettile dalla parte del conducente. Pare, poi, che a riprendere il video dell’accaduto in diretta sia stato nientepocodimeno che un “regista teatrale” in carne ed ossa! Insomma, uno scenario fantascientifico, in cui tutti diventano preventivamente informati e complici di un attentato efferato e spietato. Barbaro crudele l’attentatore quindi, ma ancora di più coloro che erano già informati e fanno da attori e spettatori. No, non crediamo a una simile versione!

Al contrario, il fatto che una simile idiozia circoli sul web non fa altro che ridicolizzare i dubbi e le incertezze addotte alla versione ufficiale dei fatti, quella del mainstream, che con un’estrema semplificazione divide il mondo in buoni e cattivi, moderni e retrogradi, filantropi e vendicativi sanguinari, alternativamente impersonificati da occidentali/cristiani e arabi/islamici, a seconda della fazione di appartenenza, che anche qui potremmo semplificare riesumando i due stereotipi di Destra e Sinistra.

Certo è che non possiamo tralasciare il comune denominatore di molti degli attentati recenti: l’identità dell’attentatore. Integralista –nel caso di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel pare che la radicalizzazione sia avvenuta in soli 12 giorni!- sempre riscontrabile dall’immancabile passaporto in tasca e caratterizzata da “disturbi mentali”, quindi facilmente manipolabili e sacrificabili a una sedicente causa salvifica. Le affinità col caso Jo Cox sono lampanti, solo per citare quello di memoria più fresca.

Un’analisi fuori dal coro è stato esposta dal filosofo Diego Fusaro, che si concentra invece sull’uguaglianza delle conseguenze di questi attentati: un clima del terrore paralizzante e sempre vivo, che giustifica il restringimento delle libertà in nome di una maggiore sicurezza, nonché il distoglimento dell’opinione pubblica dai problemi socio-economici altrettanto tragici e fratricidi del momento attuale. Ad uscirne non solo indenne, ma addirittura sempre rafforzato è il cossidetto “Nuovo Ordine Mondiale”.

Come è giusto che sia, in questi momenti vale la pena dimenticare il fatto che le speculazioni bancarie stanno travolgendo Paesi e cittadini, che la riforma del lavoro sta creando un esercito di schiavi, e neanche i battaglieri francesi avranno più voglia di scendere in piazza per la Loi Travail ora.

La vita viene prima di tutto, questo è fuor di questione.

Ma, prendendo le distanze da complottisti, populisti e tutti gli altri –isti, una domanda sorge spontanea: come mai è sempre la gente comune, quella che va allo stadio, prende la metro, partecipa alle feste popolari, va ai concerti rock a pagare il conto di secoli di sfruttamento e politiche estere insensate? Nel caso di Nizza, perché proprio la ex città sabauda, unica enclave popolare nella elitaria quanto splendida Cote Azur?

Perché questa gente piena di rabbia e odio verso che li ha sfruttati e umiliati non scaglia la propria vendetta omicida verso i carnefici, ma sempre contro la gente comune? Di chi siamo veramente vittime?

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