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L’INTELLETTUALE SERGIO ROMANO: “DEBITO PUBBLICO RIMANE IN EURO E CON SVALUTAZIONE LIRA SCHIZZEREBBE ALLE STELLE”

Gli intellettuali! La rovina dell’europa ma, in particolar modo, del nostro paese!

Il popolo li segue poiché hanno scritto libri e hanno girato il mondo. Essi dall’alto della loro superiore intelligenza sanno sempre cosa sia bene e cosa no per il popolo che erudiscono con i loro saggi.

E sappiamo bene, nel corso dei secoli, poi a quali lidi hanno fatto approdare le barche dove viaggiavano:

LATERZA 1

“disagio economico e inquietudine sociale…….l’azione consapevole svolta dai democratici di tutta Europa, in particolare dagli intellettuali”

(Il mondo contemporaneo dal 1948 ad oggi – Vidotto & Sabbatucci – Editori Laterza)

Oggi abbiamo il piacere di conoscerne uno di quelli pesanti, di quelli che avendo una certa età possono tranquillamente risultare affidabili per tutti i pensionati d’Italia, quelli che poi vanno davvero a votare poiché lo stato garantisce loro almeno una pensione e una sanità decente.

romano 1

Quello della Brexit che avrebbe mandato alla deriva nell’atlantico UK se avessero perso i Remainers:

romano 2

Quello che le industrie britanniche dovranno rinunciale al mercato unico il più grande consumatore del mondo!

romano 3

Bene, tralasciando l’aspetto Brexit cosa ci ha raccontato questa mattina il nostro stimato intellettuale? Questa mattina, a Omnibus La7, dando del frettoloso, superficiale e dilettantistico a Claudio Borghi della Lega, il nostro nuovo amico ha detto testualmente:

“Tornare alla Lira? Questo è un imbroglio che si raccontano, per evidenti ragioni politiche, i leader di alcuni partiti populisti. Farlo rappresenterebbe un disastro per l’Italia a causa dell’enorme debito pubblico Italiano che, essendo in Euro, schizzerebbe in alto ancora di più immediatamente visto che svaluteremmo la nostra moneta. I nostri mali vengono dal passato perché il debito lo abbiamo fatto con la Lira”

Ecco l’intellettuale italiano!

Votato al FOGNO, il fraudolento intellettuale EUROPEIFTA propina al suo popolo, con il medesimo inganno perpetrato da Ulisse ai suoi uomini quando l’invita a “seguir virtute e canoscenza” (e Dante, per questo, lo colloca nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio – inferno – dove finiscono i “consiglieri fraudolenti”).

Ma, in questo caso, quali informazioni errate sono state fatte passare agli ignari ascoltatori televisivi (ovviamente senza alcuna successiva richiesta di chiarimenti in merito da parte del conduttore)?

I punti sono questi:

  1. l’enorme debito pubblico che rimarrebbe in Euro
  2. la lira non serve poiché anche a quel tempo creammo debito pubblico.

Allo stesso tempo però, quello che mi ha spinto a scrivere questo pezzo, il nostro nuovo amico ci ha esplicitamente detto che abbiamo bisogno di svalutare, poiché egli afferma che tornando alla lira svaluteremmo! Quindi? Dunque?

Quindi, ciò significa che gli intellettuali preferiscono una moneta forte, tanto loro hanno le terga coperte dalla visibilità mediatica che produce vari tipi di gettoni, e lasciare che tante fabbriche muoiano, piuttosto che salvare le fabbriche dalla concorrenza internazionale a basso costo, con una sana svalutazione della moneta sovrana.

L’intelletuale, in questo caso, vi sta dicendo: IL VOSTRO SACRIFICIO E I FALLIMENTI DELLE NOSTRE FABBRICHE E’ QUELLO CHE SERVE PER SELEZIONARE IL LAVORO ADATTO ALL’ITALIA, TURISMO E AGRICOLTURA. IL RESTO DEL LAVORO POTRA’ AVER LUOGO SOLO IN GERMANIA POICHE’ I TEDESCHI SONO IN GRADO DI FARE GLI SCHIAVISTI COME NESSUN ALTRO PAESE AL MONDO!

Questi sono i nostri intellettuali!

Ad maiora!

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