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L’INFLAZIONE CHE VIENE DA LONTANO

inflazione

Negli ultimi giorni si è molto parlato della crescita dei tassi di interesse  . Dato che la BCE prosegue a tutta forza con il QE invariato, cioè continua ad immettere enormi quantità di moneta nel sistema economico, dovremmo chiederci se questo non sia dovuto ad un movimento di carattere inflazionistico.

Vediamo un  po di dati :

Questo è l’andamento dei dati del rendimento dei BTP decennali negli ultimi 10 anni.

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Si dirà che la colpa è tutta del referrndum costituzionale, un male solo nostro. Però….

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Non siamo solo noi poveri mediterranei ad aver sentito questo aumento, Sono pure i tedeschi.Lo spread è cresciuto, ma , alla base c’è un movimento inflazionistico.

Questa scossa nei prezzi  non riguarda l’Italia come mostra l’Istat

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ed ad ottobre abbiamo un 0 su base mensile ed un bel -0,1 % su base annua. Quindi siamo tornati belli in deflazione, con tanti cari saluti alla crescita…

In Europa, grazie soprattutto ad un lieve risveglio dei prezzi energetici, vi è stato un lieve vento inflazionistico, ma non sufficiente ad alimentare  la spinta degli ultimi 15 giorni.

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Più che inflazione attuale sembra che il problema sia legato all’inflazione attesa. Infatti se fosse dovuto ad un aumento della rischiosità dei paesi deboli dell’area euro avremmo assistito ad un calo, non ad un aumento dei rendimenti dei bund tedeschi, che di solito sono il porto sicuro degli investitori quando si attendono mari mossi.

In realtà pare che l’origine di questa spinta sia datrovare in Cina, la fabbrica del mondo: infatti per la prima volta dopo 5 anni i costi alla produzione calanti.

china-production-prices

 

Come notato recentemente da Bloomberg, ormai i rpoduttori industriali cinesi non sono più in grado di ottenre margini soddisfacenti. A casua essenzialmente dell’aumento della paga media in molte regioni le attività produttive non utleriormente automatizzabili sono state costrette ad aumentare i prezzi per non andare in perdita.

Questo ha avuto un effetto sugli altri paese, soprattutto su quelli maggiomente dipendenti dalla produzione industriale cinese, come facilmente comprensibile in questa immagine sempre di bloomberg.

export-cinese

I paesi con maggiore dipendenza dalla produzione industriale cinese sentiranno una spinta inflazionistica maggiore derivanti della spinte sui prezzi di Pechino. Paradossalmente la crescita della ricchezza cinese viene ad portare effetti contrastanti e detabilizzanti negli altri paesi, molti dei quali, sino a poco tempo fa, si trovavano addirittura in deflazione.

Questo, insieme al gelo economico ed alla pessima politica economica nazionale, spiega anche perchè gli effetti sull’inflazione nazionale sono attesi come minimi: l’Italia non è un grande partner commerciale per la Cina, al contrario, ad esempio, della Germania. Quindi questa spinta sui prezzi si farà sentire molto meno da noi. Speriamo che ci sia però un effetto indotto di miglioramento sul nostro export, che dovrebbe essere un po’più competitivo. 

 

 

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