Euro crisis posted by

Lettera di un giovane precario suicida per motivi socio economici (promemoria per Mario Monti e ministro Poletti)

Certe volte uno si chiede cosa è giusto fare. Non come fare per non sbagliare ma cosa è giusto in base alla propria etica, semplicemente. Dunque oggi ho deciso di riprendere una lettera – che mi ha molto toccato – di una persona morta suicida, lettera riportata sull’ottimo sito www.wallstreetitalia.com: anche nel Belpaese ci sono ancora – fortunatamente – soggetti/persone/siti web che dimostrano un minimo di buon senso e di attenzione a cosa sta realmente succedendo (sperando di essere compreso nel novero, assieme ad SE).

Dunque, avendo un seguito e ritenendo giusto farlo ho deciso di riprendere tale lettera di Michele, una persona friulana che ormai non c’è più e che non conosco assolutamente. Qualcuno dirà, inutile per quanto concerne l’economia (siamo su www.scenarieconomici.it !), io dico di no! Non è mai inutile ricordare il pensiero, l’ultimo, di una persona che ha deciso di farla finita ed anzi bisogna meditare sul significato di tale gesto estremo. E soprattutto se si tratta di una decisone personale, conscia, data dallo sfinimento. Anche socio-economico.

Gli amministratori, i politici, chi governa, sono tutti responsabili del benessere ed il bene stare della cittadinanza in quanto le loro decisoni, i loro atti, comportano immani conseguenze per un enorme numero di soggetti.

In tutto questo – senza se e senza ma – la pubblicazione di questa lettera andrebbe dedicata a Mario Monti (e famiglia), ossia a colui che più di ogni altro ha inaugurato la stagione dell’austerità sebbene perfettamente inutile per la cittadinanza italica (lo dice ormai anche l’FMI che l’austerità è deleteria per uscire dalla crisi ovvero per fare crescita, moltiplicatore fiscale maggiore di 1 ecc.), anzi possiamo dire che detta austerità è stata nefasta e punta solo a farci diventare come la Grecia, un popolo ormai di schiavi o giù di lì in quanto le tasse che verranno pagate in futuro dagli ellenici andra per oltre il 60% in interessi da pagare a chi il debito lo detiene (ossia principalmente la Germania, fonte: FMI). Certamente il prof. Monti avrà avuto le sue ragioni per fare quanto ha fatto nel 2011/12, non lo metto in dubbio – spero non si tratti di meri interessi personali -. Appunto, non è da escludere a priori che abbia avuto anche qualche ritorno, ad es. andrebbe infatti ben valutata la casualità del fatto che suo figlio lavora per il settore bancario internazionale, ma all’estero (…). O magari furono semplici errori i suoi, forse oggi riesce anche a riconoscere che l’austerità euroimposta – da lui stesso implementata – è stata appunto un errore ed in tal caso (per l’enormità del danno causato) bisognerebbe quanto meno evitare che possa insegnare ancora agli studenti [ossia togliergli il professorato], men che meno governare (io non trovo nemmeno giustificato che il Professor Monti sia diventato senatore a vita, …).

La seconda persona a cui va invece dedicata tale lettera è il ministro Poletti (e famiglia), e qui sono tenuto a farlo in quanto la dedica proviene di fatto direttamente dal trapassato nonchè diretto interessato, glielo dobbiamo, sua volontà. Penso per altro di immaginare il  motivo della “dedica postuma” visti i passati commenti – decisamente inaccettabili – del rappresentante dello Stato Ministro Poletti nonchè ex capo delle cooperative rosse (azienda per cui suo figlio presta servizio diretto o indretto, mi pare di aver letto sui giornali, sarà meritocrazia?).

Riprendo all’uopo una bella immagine sinottica tratta da un altro sito web che non è SE ma sembrerebbe spiegare bene la reale differenza di status tra chi patisce e chi governa*, come traccia da approfondire per chi fosse interessato (sarà fake news?).

Forse dovremmo tutti soffermarci a valutare i danni che certi politici hanno fatto alla società negli ultimi anni. E non dimerticarcene, casomai eventuali colpe dovessero prepotentemente emergere nei prossimi anni (il caos rischia di essere enorme, dunque può succedere di tutto). A termini di legge, ben s’intende.

Buona lettura

MD

* http://darospoaprincipe.blogspot.ch/2017/01/primo-post.html

_________________________________

http://www.wallstreetitalia.com/suicida-per-colpa-precariato-lascia-lettera-il-futuro-disastro-a-cui-non-voglio-assistere/ 

 Si è tolto la vita perché stanco di essere precario. E’ la storia di Michele, 30 anni, di Udine che in una lettera  pubblicata per volontà dei genitori, sul Messaggero Veneto, accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive.

“Di Michele –ha detto la madre al quotidiano – ricorderemo il suo gesto di ribellione estrema e il suo grido, simile ad altri che migliaia di altri giovani probabilmente pensano ogni giorno di fronte ad una realtà che distrugge i sogni”.

 Ricordiamo che secondo i dati Istat, mediamente due giovani su dieci tra i 15 e 24 anni non trovano lavoro in Friuli Venezia Giulia. Nella fascia tra i 15 e i 29 la percentuale dei senza lavoro si riduce solo leggermente.

Di seguito il testo integrale della lettera:

“Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi. Ho cercato di essere una brava persona, ho commesso molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia. Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo. Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione. Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno. Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri. Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza sì, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene. Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto”.

Michele

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog