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In attesa degli sviluppi, la conseguenza veramente positiva della scissione el PD è che Enrico Letta non tornerà a fare il politico in Italia…

Breve commento sull’attualità politica: lo scrivente ritiene che Enrico Letta non tornerà più in Italia da politico post scissione PD, vedasi oltre.  Parlo del Letta che oggi lavora per l’Università dei servizi segreti francesi (Science Po a Parigi) dopo essere stato il primo ministro che approvò con esultanza l’Unione Bancaria EU (memorabile quando diceva pubblicamente, “evviva, abbiamo l’Unione Bancaria” o qualcosa del genere [vedasi tweet sotto], evidentemente gli serviva per trovare un nuovo lavoro…?) solo per accorgersi con qualche anno di ritardo che tale approvazione italiana avrebbe finito per affossare le nostre stesse banche [DA NOTARE LA PRFEZIA DI CLAUDIO BORGHI!]. Intendo, Enrico e non Gianni Lettta, non quello che era il braccio destro di Berlusconi (di cui Enrico è nipote). Si, parlo di colui che continuò l’austerità inaugurata da Monti invece di interromperla, addirittura radicalizzandola direi.

E come non ricordare la sua proverbiale lungimiranza nel promuovere lo studio su Finmeccanica – quando era referente della fondazione di sinistra Nens (assieme a Bersani) – poi commissionato ad una “ricercatrice” francese, guarda caso di Science Po, una certa Lisa Jeanne, la quale nemmeno troppo incredibilmente arrivava alle conclusioni che di fatto Finmeccanica/Leonardo non aveva la dimensione critica per stare in piedi da sola e sarebbe dovuta essere aggregata [venduta, ndr] ad un’altra azienda Europea del settore, guarda caso consigliava le aziende francesi quali acquirenti del colosso italiano della difesa (non c’è limite alla decenza – o all’indecenza -). Ma la cosa più simpatica è che tale Lisa Jeanne si è poi scoperto non esisteva, era un nom de plume, come dimostrato da indagini giornalistiche (che caso…, chi sarà stato dunque il vero autore dello studio?).

Ah, lungimiranza per lungimiranza come non citare il suo “spunto” quando, unico tra i capi di stato occidentali, dopo un lungo confabulare con i suoi più stretti consiglieri (di Forza Italia?) decise di presenziare all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, solo per (si sussurra) fare saltare sulla sedia i referenti americani che – appunto, così giurano i malpensanti o semplici ben informati – ritenettero una volta per tutte che la sua carriera da primo ministro era durata troppo a lungo… Quando si dice capire velocemente le cose!

Certo, sarebbe interessante sapere di quanto è aumentato il patrimonio della Famiglia di Enrico Letta a fronte degli anni di servizio presso Science Po a Parigi… Una curiosità la mia!

Sta di fatto che l’unica notizia veramente positiva che possiamo anticipare come conseguenza della scissione del PD è che Enrico Letta resterà all’estero e non ritornerà in Italia da politico, forse per sempre. Semplice deduzione la nostra: con Renzi a capo del PD Letta è bandito a vita. Mentre nella cosetta rossa di Bersani, D’Alema & Co., soggetto politico così piccolo e decisamente orientato a sinistra da fare tenerezza, Letta non avrà nemmeno lo spazio per fare la comparsa. A maggior ragione dopo le sue performances da Primo Ministro, da onorevole e magari anche da italoinfiltrato [intendo italoemigrato] oggi a Parigi (…).

Concedeteni almeno questa piccola soddisfazione!

Ad Maiora (rubo la chiosa al bravo Gustinicchi, mai come oggi dobbiamo appellarci a speranze, anche se solo verbali).

Jetlag per Mitt Dolcino

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