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Le false verità sul NO inglese al Brexit, I mercati finanziari vedono invece un’uscita di Londra dall’EU! Lunghe mani stanno manipolando le quote dei bookmakers?

Sono veramente stufo delle verità taciute dai media tradizionali. In particolare il BREXIT, l’evento mondiale più importante dell’anno e probabilmente il più importante di sempre per l’EU dell’unione monetaria. Siamo imbibiti di verità pre-digerite ad uso dei poteri forti, ad es. la quasi certezza di un NO al BREXIT sbandierato dai media in queste settimane pre-voto. Il motivo è semplice: a tutte le latitudini la gente normalmente è appecoronata e dunque tende ad accodarsi a votare per il presunto vincente, capita un po’ più a sud che a nord ma mediamente la tendenza di fondo esiste sempre in quanto insita nella natura umana. Dunque ecco spiegato l’interesse a sbandierare il NO BREXIT da coloro che – normalmente basati in Europa continentale, ossia da coloro che guadagnano dall’euro – traggono enormi vantaggi dallo status quo, sperando che la gente la beva.

FireShot Screen Capture #310 - 'UK's EU referendum - Ladbrokes Political betting odds - 23 June 2016' - sports_ladbrokes_com_sports-central_uk-eu-referendu

A riprova si possono andare a vedere i sondaggi pubblicati dai media che spessissimo danno (o meglio, davano) in forte vantaggio il NO, ossia gli UK che restano nell’EU. Parallelamente, se si va vedere i bookmakers inglesi anche loro pagano molto bene un’uscita inglese dall’EU in quanto evento suppostamente meno probabile nelle scommesse sull’evento. Londra che resta nell’EU è invece pagata molto meno.

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A vedere queste due “fonti” si dovrebbe dire, il BREXIT non ci sarà. Il problema sta nella manipolazione ormai troppo evidente delle fonti citate dai media, in particolare le quotazioni dei bookmakers davvero troppo favorevoli ad un BREMAIN (restare nell’EU) rispetto al BREXIT, fatto che mi ha dato lo spunto per indagare. Ho dunque interpellato il mio broker ed ho fatto chiedere alcune quotazioni che mi hanno convinto del contrario, ii mercati finanziari vedono chiaro un BREXIT!

Mi spiego meglio. Le quote dei bookmakers per definizione non si possono coprire, in termini tecnici – strettamente parlando – non si può fare hedging sul rischio preso dall’accettare una scommessa sul BREXIT, In realtà esiste il cd. proxy hedging, complessi calcoli che permettono di coprire non tanto il sottostante non trattato sui mercati aperti (in questo caso la probabilità che Londra esca dall’EU) ma qualcosa di molto correlato. Nel nostro caso è chiaro a tutti gli operatori che un’uscita di Londra dall’EU comporterà una forte svalutazione della sterlina. Il motivo sta nei fondamentali: il pound oggi è rimasto fuori dal basket dell’euro e quindi non ha subito gli effetti di avere nella compagine eurica i paesi in forte crisi (Grecia, Portogallo, Spagna, Italia e Irlanda su tutti) ossia non ha subito gli effetti svalutativi indotti dalla presenza nella compagine di tali paesi eurodeboli. Di fatto la sterlina è diventata moneta rifugio. Al contrario l’Euro, per la gioia tedesca, si è svalutato per la ragione opposta; in effetti il piano tedesco è proprio questo, tenere a tutti i costi i paesi eurodeboli nella moneta unica per poter far avvantaggiare le proprie aziende normalmente forti esportatrici. In due parole, l’euro oggi è molto più svalutato di quello che sarebbe il marco tedesco e questo grazie alla presenza dei paesi eurodeboli a cui oggi viene imposta l’austerità da Berlino; così facendo si indeboliscono ulteriormente tali economie eurodeboli e dunque si svaluta ulteriormente la moneta unica e così via. Chiaramente il giochetto si rompe quando anche un solo paese dovesse uscire dall’euro, a quel punto l’effetto cascata farebbe rompere il progetto europeo in quanto basterebbe poco per rilevare che un qualsiasi paese eurodebole fuori dall’euro vedrebbe di nuovo la crescita.

Per questa ragione negli scorsi anni il pound si è rafforzato, leggasi per le ragioni uguali e contrarie alla svalutazione dell’euro comportando una forte spinta alle importazioni dall’estero, anche e soprattutto dalla Germania. Ciò ha spinto il deficit commerciale britannico pro-capite a livelli di record, fino a far diventare gli UK la vera cicala mondiale.

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Chiaro dunque che un BREXIT darebbe il messaggio ai mercati secondo cui Londra intende correggere tali squilibri anche a danno europeo. Ca va sans dire che, nelle more di uno scontro mai sopito tra le capitali che contano (Berlino, Parigi, Londra) la perfida Albione avrebbe tutto l’interesse a cooptare nello schema della sua uscita dall’EU anche altri paesi, ad es. l’Italia (…).

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Dunque, ammesso che la proxy per il BREXIT sia la svalutazione della sterlina, fatto per altro confermato dal mercato, visti i sondaggi e le quote dei bookmakers ci si aspetterebbe delle quotazioni della sterlina sull’euro post BREXIT abbastanza in linea con quanto riportato dai media, ossia scontando una maggiore probabilità del BREMAIN. La prima sorpresa è che le volatilità implicite (il rischio) sul cambio della sterlina sono le più alte di tutti i cambi: perché capita questo se il BREXIT è – base sondaggi e quote dei bookmakers – praticamente da escludere? Strano, molto strano mi son detto…

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La seconda sorpresa è invece che andando a scandagliare dai brokers [il mercato dei FX è tutto OTC, mercato forward] le quotazioni valutarie di ieri sul cambio EUR/GBP, stante un cambio del momento a 0.78 figura, un’opzione “call” a settembre 2016 strike 0.8050 la potevo comprare solo a circa 200-205 bps mentre una opzione “put” quasi simmetrica ma più vicina allo spot a 0.76 me la offrivano a ca. 140 bps [tecnico: 250k eq. USD di notional, il delta tassi è perfettamente coperto nelle due quotazioni, bps normalizzati su notional]. Pur litigando, nulla, queste erano le quotazioni, mi riservo di riprovarci lunedì. Questo significa che le percentuali di BREXIT che il mercato con la M maiuscola vede – e su cui è pronto a scommettere – sono decisamente PRO BREXIT!!! Infatti la teoria, ipotizzando una prevalenza del BREMAIN come da sondaggi e quotazioni dei bookmakers, visto anche il più lontano strike dallo spot della call rispetto alla put, avrebbe dovuto darci una quotazione molto simile delle due opzioni….

FireShot Screen Capture #313 - 'FX Options Quotes I Forex Options - Investing_com' - www_investing_com_currencies_forex-optio[la prova della tesi sta nel maggior rischio/volatilità spostato/a verso una sterlina in deprezzamento in un mese, ndr; ad es. prendendo i dati della tabella sopra base spot 0.7830, call st. 0.8050 @ ca.110 bp, put  st. 0.76 @0.648 i risultati sono circa come sopra indicato]

E qui si spiegano le malelingue secondo cui da diversi mesi qualche lunga manus stia deliberatamente investendo decine di milioni di sterline per far spostare le quote dei bookmakers in modo da indicare alla platea pubblica una prevalenza del BREMAIN piuttosto che del BREXIT, ad uso dei media che così possono pompare la falsa verità che il BREXIT non ci sarà (poca roba investire milioni di euro anche perdendo le scomesse quotate quando si parla di migliaia di miliardi di interessi asimmettrici mantenendo l’euro…, ndr)..

Anche per rispetto alla Regina Elisabetta II, che fino ad oggi non ne ha sbagliata una nelle occasioni importanti, il sottoscritto (come i mercati) pende decisamente per un futuro BREXIT, YES!

Resto per altro confindente che i giochetti austriaci non riusciranno in Gran Bretagna, infatti i massoni – che rispondono alla Corona – saranno per definizione allineati alle direttive superiori (…). E visto che tradizionalmente le forze dell’ordine britanniche rispondono agli indirizzi muratori, ciò mi lascia ben sperare per un controllo molto più attento ed efficace volto a contrastare eventuali brogli rispetto a quanto accaduto in paesi più manipolabili da interessi centro-europei…

Mitt Dolcino

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