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La vittoria del Brexit spinge Trump verso la Casa Bianca (assieme al novello Churchill, Boris Johnson a Downing Street). L’ennesima sconfitta di Obama in politica estera

Complimenti a Trump, si era espresso pubblicamente a favore del Brexit ed ha vinto. In realtà Trump si è espresso in modo estremamente intelligente in molti ambiti, ad esempio chiedendo a paesi ricchi europei che intendono dominare intere aree geografiche continentali di pagare per la propria difesa militare, guardando espressamente a Berlino. La decisione britannica di ieri accelererà questo trend.

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Chi si è espresso malissimo è invece Obama, a favore del Remain. Dico di più, addirittura la sua visita a Londra con la minaccia di peggiorare le relazioni con Washington in caso di Brexit è stato forse il vero fattore che ha fatto vincere i Leave, chi conosce l’orgoglio britannico sa a cosa mi riferisco. Per altro le scelte USA in Europa da tampo lasciano interdetto il deep state americano, militari in testa: la fiducia verso Berlino ce l’ha forse solo il residuo di amministrazione Obama – che si squaglierà come neve al sole dopo questo enorme smacco, che avrà ripercussioni anche contro Hillary Clinton nella lotta presidenziale -, aspettiamo cambiamenti di direzione nella politica internazionale USA ed anche della NATO. Molti nel deep state danno infatti per scontato il tradimento di Berlino che si volge ad est…  Vedremo.

Inevitabilmente da oggi alcune posizioni americane (pro Europa tedesca) estremamente accomodanti andranno irrigidite, così come posizioni molto forti soprattutto in ambito extra europeo andranno smussate. Si arriverà finalmente ad affermare quanto fino ad oggi è stato taciuto ossia che l’austerità tedesca è il vero freno allo sviluppo economico non solo europeo ma anche mondiale (l’austerità voluta dalla Germania azzoppa l’Europa e quindi i consumi di un numero multiplo di consumatori rispetto alla popolazione tedesca). E lo scopo è stato semplicemente quello di permettere a Berlino di dominare l’Europa con avallo Obamiano, questa è la verità. Da oggi le cose cambiano.

Il futuro secondo me porta inequivocabilmente ad un Trump con la strada spianata verso la Casa Bianca, assieme al nuovo attore di Downing Street, Boris Johnson, colui che più di tutti si è espresso a favore del Brexit (il novello Churchill, assieme al costante puntello pro Leave, N. Farage).

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Chiaramente quello che succederà nei prossimi mesi porterà a cambiare le rispettive posizioni europee, anche dei paesi EU verso la Germania: ad esempio l’austerità verrà messa in discussione da tutti i paesi che oggi la subiscono pena uscire ed aggregarsi a Londra, oggi esiste l’alternativa. Anzi, Londra potrebbe reagire incentivando questo trend ossia minacciando Berlino al cuore. Anche una eventuale minaccia sui trattati Europei da modificare da parte di Bruxelles a svantaggio britannico – trattati che potrebbero mettere Londra a malpartito – rischiano di essere un’arma spuntata: cosa succederebbe se la reazione britannica fosse di diventare la nuova Svizzera con un rinnovato segreto bancario come era prima del 1997?

Insomma, il mondo occidentale – Europa in testa  – grazie al Brexit deve necessariamente cambiare direzione, buona parte delle politiche sedimentate dal 2008 sono state definitivamente annientate. Penso che anche l’improvvida decisione di Cameron di avallare l’indebolimento dell’unico alleato non anglosassone in Europa – l’Italia di Berlusconi nel 2011 – verrà ripensata. Fatto salvo un muro contro muro di Berlino, reazione sempre possibile a quelle latitudini (visti gli interessi in gioco, l’Italia resta la preda di Berlino con il fine di tenere in piedi quello che resta del “piano tedesco per l’Europa” del III. millennio).

Mi spingo a dire che tempo cinque anni tutti noi ringrazieremo gli inglesi per questo cambio di direzione, la Gran Bretagna resta il vero nume tutelare di un’Europa senza eccessi “continentali” (leggasi, di Berlino).

Mitt Dolcino

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