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LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO

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Non esiste giorno senza che veniamo ammorbati dal mantra secondo il quale avremmo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, distribuendo “troppo” benessere, così accumulando una montagna di debito pubblico. Quest’ultimo costituirebbe una zavorra per la crescita e un fardello che le precedenti generazioni hanno lasciato sulle nostre spalle e che noi stiamo colpevolmente trasferendo alle nuove. Per “salvare” queste ultime, non possiamo esimerci dall’applicare misure di austerità e fare le riforme strutturali. Per rafforzare il concetto si rifugiano su aspetti moralistico/colpevolistici (che non hanno NULLA di macroeconomico) del tipo: devi fare tu i sacrifici, in questo modo li eviterai ai tuoi figli; più ne fai e meno ne faranno loro! Di fronte a questo autentico ricatto morale, i più cedono ed acconsentono alla distruzione dei diritti, allo smantellamento dello stato sociale, alla riduzione degli stipendi, delle pensioni, alle svendite del patrimonio pubblico ecc.
Ma cos’è il debito pubblico e perché si forma? Occorre sapere che la spesa di qualcuno è SEMPRE il reddito di qualcun altro, pertanto il bilancio del settore pubblico (cioè la differenza tra entrate ed uscite statali) è lo specchio del bilancio del settore privato (al netto del bilancio estero). In parole semplici: se lo Stato spende 100 euro ed incassa 90, la differenza, pari a 10 euro, va al settore privato (costituito da privati cittadini e imprese) che si arricchisce. Se il settore pubblico ha un deficit di 10, il settore privato ha un avanzo di 10. Tanto si impoverisce il settore statale, tanto si arricchisce il settore privato e viceversa. Non ci credete? Ecco la situazione italiana dal 1999 ad oggi:

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Elaborazione su dati AMECO

La figura è perfettamente simmetrica: tanto scende uno, tanto sale l’altro, per cui il fatto che ci sia del debito pubblico equivale al fatto che voi avete avuto la possibilità di risparmiare (inteso qui nel senso che avete potuto mettere un certo gruzzoletto in banca o sotto al materasso). Vi siete mai chiesti perché l’Italia è uno dei paesi al mondo con la maggiore ricchezza privata?!?
Peccato, ci dicono, che questo debito debba essere ripagato e, se non lo facciamo noi, come detto in precedenza, dovranno farlo i nostri figli e i nostri nipoti. Non necessariamente!!!

Per spiegare questo concetto faccio ricorso ad un report della McKinsey Global Institute (MGI) a firma di Richard Dobbs, Susan Lund, Jonathan Woetzel e Mina Mutafchieva ed intitolato “Debt and (not much) deleveraging” in cui si evidenzia il fatto che il debito di Stato detenuto dalle Banche Centrali (o qualunque altro ente governativo) in un certo senso è solo un’entrata contabile che rappresenta la rivendicazione di una parte del governo verso un’altra. Inoltre, tutti i pagamenti dell’interesse su questo debito sono tipicamente inviati alla tesoreria nazionale, quindi il governo sta effettivamente pagando sé stesso”. In pratica è una partita di giro: lo Stato, cioè, deve dei soldi a sé stesso (e quindi non dobbiamo dare niente a nessuno). Di questi argomenti se ne parlava alcuni anni fa anche sui media internazionali:

17 ottobre 2012 Wall Street Journal: “La Tentazione della Gran Bretagna: cosa succederebbe se la Banca di Inghilterra cancellasse semplicemente i 400 miliardi di debito pubblico che ora detiene..”

14 ottobre 2012 Financial Times: Gavyn Davies scrive “La Banca Centrale cancellerà il debito pubblico ?2”. Gavy Davies è l’ex capo economista di Goldman Sachs e cita Lord Turner (capo della FSA, la Consob inglese), che avrebbe detto in privato che una soluzione fattibile (Turner ha poi cercato di smentire quando è apparso riportato sul Guardian).

14 ottobre 2012 Telegraph: Ambrose Evans-Pritchard cita il report di due ricercatori al Fondo Monetario uscito ad agosto che dimostra anche matematicamente che se lo stato stampa moneta in misura sufficiente, può eliminare sia il debito pubblico che il credito bancario e il risultato come PIL, reddito e il resto sarebbe ottimo.

14 ottobre 2012 BusinessInsider.com: Joe Weisenthal cita un trader a Londra che gli parla della possibilità che la Banca di Inghilterra, che ha già comprato 1/4 del debito pubblico inglese, semplicemente lo mandi al macero e dica al governo che non le deve più niente.

Ma anche qualora, come nel caso dell’Eurozona, la Banca Centrale non fosse sotto il controllo del governo, si potrebbe rimpiazzare il debito governativo sul bilancio della Banca Centrale con una obbligazione perpetua a tasso zero.
Questa possibilità è stata presa in considerazione anche dagli esperti di Pictet Asset Management, Steve Donzè e Hiroshi Matsumoto, i quali nel report “Helicopter money: credible irresponsibility in Japan?” suggeriscono alla BoJ (Bank of Japan) di acquistare bond zero-coupon a scadenza illimitata, cioè titoli del debito governativo che non generano interessi e che non devono essere mai pagati in quanto non scadranno mai. L’ipotesi allo studio dalla stessa BoJ (per ora il governatore Kuroda nega, ma sempre più elementi fanno propendere per questa tesi) prevederebbe inoltre la graduale sostituzione dei titoli di stato in pancia alla BoJ con questi perpetual zero-coupon. In questo modo il debito può essere tranquillamente cancellato dal bilancio statale e addirittura azzerato!!! Ciò comporterebbe per la BoJ un disavanzo di bilancio, dato che le passività sarebbero superiori alle attività, tuttavia le Banche Centrali non sono soggette ai test di solvibilità previsti per le banche del settore privato e non devono avere gli stessi requisiti patrimoniali in quanto hanno la potestà esclusiva di creare denaro pertanto, per definizione, non potranno mai trovarsi prive di solvibilità. Per le banche centrali avere un patrimonio negativo non è certo una novità: secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), quelle di Cile, Repubblica Ceca e Israele hanno operato per anni con capitale negativo.
Analoga iniziativa è stata presa recentemente dalla Lega Nord che ha presentato al Parlamento Europeo ed alla Camera un atto di indirizzo (che potete trovare alla pagina web http://www.ilpopulista.it/userUpload/lega_proposta_risoluzione_annullamento_debito_pubblco.pdf) per la cancellazione dei mille miliardi di debito pubblico dell’Eurozona finora acquistati dalla Banca Centrale Europea nel corso del programma di quantitative easing.

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La conseguenza sarebbe che tutti i debiti pubblici dell’Eurozona si abbasserebbero “pro quota” per l’importo dei titoli cancellati e quindi svanirebbero circa 200 miliardi di debito pubblico italiano su cui non dovremmo più pagare 8 miliardi di interessi. Se questa proposta venisse approvata, il rapporto debito/PIL italiano passerebbe istantaneamente dall’attuale 132,7% a circa il 113%. Procedendo in questo modo (quantitative easing e cancellazione contestuale dei titoli) il debito pubblico italiano si azzererebbe nell’arco di 13 anni!!!
Certo, a questo punto si smaschererebbe la menzogna del debito pubblico e come farebbero a ricattarci chiedendoci ulteriori sacrifici?!?

 

Claudio Barnabè

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