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LA STITICA SOLIDARIETA’ DI FEDERICO FUBINI, GIORNALISTA EUROPEISTA NON PENTITO di Eriprando Sforza

 

Anch’io sono rimasto stupito dal sussulto di umanità di Federico Fubini, che due giorni fa ha pubblicato sul Corriere della Sera l’intervista a un neurochirurgo greco, Panagiotis Papanikolau, che descrive l’allucinante stato della sanità in quel disgraziato Paese baciato dalla Troika. Che l’illustre giornalista si sia pentito delle sue posizioni da ultrà montiano?

E come non esserlo se si leggono le dichiarazioni del dottore che opera nell’ospedale di Nicea? «Spendiamo decine di milioni dei fondi europei per ricostruire i marciapiedi a prezzi criminali – dice Papanikolau – ma non abbiamo soldi per tenere aperti i letti di terapia intensiva». Dal 2008 la spesa sanitaria è crollata del 60%. E le conseguenze si vedono. Per risparmiare, il personale ospedaliero andato in pensione non è più stato sostituito e così a Nicea per tenere aperti i quindici letti dedicati alla terapia intensiva servirebbero almeno venti infermieri e dieci medici, ma oggi l’ospedale ne ha rispettivamente dieci e tre. Il risultato è che i letti sono diventati undici e così una malata di tumore al cervello ha dovuto aspettare tre mesi per curarsi. Quanta gente è morta in questi sei anni di Troika a causa dei tagli alla spesa sanitaria?

Il calcolo non è ancora stato fatto, ma i turisti italiani che quest’estate andranno in Grecia farebbero bene a recitare una preghiera prima di partire, per evitare di beccarsi un malanno. La retorica europeista dipinge i greci come una pletora di fannulloni, ma la realtà è che le infermiere dell’ospedale di Nicea lavorano sette giorni su sette e il dottor Papanikolau non si dà certo alla bella vita: dal 2011 gli è stata tagliato più della metà dello stipendio, che con le nuove tasse in arrivo scenderà sotto i 2.000 euro al mese.

Oh, finalmente Fubini mostra il vero volto dell’austerità imposta da Bruxelles, verrebbe da dire. E invece no. Verso la fine del pezzo, l’irriducibile europeista sentenzia: “Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze tedesco all’origine di queste richieste, non deflette: il suo partito conservatore a Berlino non intende scoprire il fianco destro all’ascesa dei nazionalisti di Alternative für Deutschland”. Avete capito? Se in Grecia i malati di tumore vengono lasciati morire è colpa di AfD. Peccato che il partito sia stato fondato nel febbraio 2013, mentre le due operazioni di salvataggio della Troika con i contestuali diktat di tagli alla spesa pubblica siano avvenute nel 2010 e nel 2012 quando AfD era ancora nella mente di Dio.

Parlare di salvataggio, poi, è davvero un insulto alla ragione. Sui media mainstream si scrive sempre di “aiuti”, quando in realtà si tratta di prestiti con delle contropartite pesantissime, tipo i tagli alla sanità e alle pensioni. Queste ultime sono state ridotte ben 12 volte in sei anni e oggi in media sono del 44% più basse. La fame di austerità della Troika non viene mai placata. Come se non bastasse, dei 240 miliardi di prestiti elargiti da Ue, Bce e Fmi, solo meno di 10 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato greco: tutto il resto è andato nelle tasche dei creditori, principalmente le banche francesi e tedesche.

La narrazione dei greci corrotti, sfaticati e dilapidatori è stata costruita per nascondere la vera truffa: i soldi dei contribuenti europei, quindi nostri, sono stati usati per rimettere in sesto i bilanci delle grandi banche europee come Bnp Paribas o Deutsche Bank che prima della crisi avevano dato prestiti a destra e a manca a famiglie e imprese greche approfittando del fatto che grazie all’euro non correvano più il rischio di cambio. Tutto questo, ovviamente, Fubini si è ben guardato dal dirlo nel suo pezzo strappalacrime, dove invece non ha esitato a deprecare che “le scelte vitali di una nazione vengono determinate dall’agenda di partito di un altro governo in Europa e non da un minimo di logica o di umanità”.

Sembrerebbe una sacrosanta critica alla Germania. Ma attenzione: per Fubini il male sta nel fatto che sia una nazione egemone a dettare la linea alla Grecia e che a determinare la posizione del governo tedesco sia un partito, la Cdu di Angela Merkel, che, a causa delle regole della democrazia, è costretto a cercare di coprirsi a destra per evitare la concorrenza di Alternative für Deutschland. Il sottinteso è che se ci fosse più Europa la forza della Germania verrebbe diluita e se i cittadini non venissero più chiamati alle urne, i partiti non avrebbero più bisogno di ricorrere al populismo.

Fubini vuole darci da intendere che se l’Europa fosse guidata da una ristretta élite di tecnici cosmopoliti, svincolata dagli arcaici orpelli della democrazia, le scelte vitali della Grecia verrebbero determinate da un minimo di logica o di umanità. Un minimo, ovviamente, che al prossimo giro invece del 20% le pensioni dei greci le tagliamo solo del 10%. E che Giove fulmini chiunque le volesse aumentare.

Eriprando Sforza

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