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LA NUOVA DRACMA PER ORA SI CHIAMERA’ IOU!

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Mentre fra Berlino, Francoforte, Bruxelles e Atene continua il braccio di ferro per arrivare ad un accordo o meno per un piano di rifinanziamento/ristrutturazione sostenibile che consenta di non far perdere la faccia ad ambo le formazioni, la situazione in Grecia si sta ulteriormente deteriorando a danno della cittadinanza.

Le banche chiuse, il contingentamento nell’erogazione dei contanti nei bancomat, non consentono più una normale attività e iniziano ad esserci dei serie di problemi tecnici correlati alla non più circolazione di moneta grazie ai rubinetti chiusi da parte della Banca Centrale Europea.

La sensazione generale palpabile sui tavolini delle trattative è che la decisione di una uscita della Grecia dall’euro sia ormai presa in seria considerazione come una concreta opzione percorribile, ma tuttavia e per ovvi motivi, nessuno voglia attribuirsi le responsabilità. Ma nel frattempo come vivono i greci già duramente provati dalle politiche deflazionistiche imposte dalla Troika che per effetto hanno avuto solo quella di mettere definitivamente in ginocchio il paese ellenico?

Il governo greco, proprio per dare uno strumento tecnico di supporto alla popolazione, ha messo a punto un piano per l’introduzione di una sorta di “moneta parallela” al fine di surrogare l’euro nelle transazioni interne. Cosa significa in pratica? Lo Stato emetterà una moneta a circolazione domestica, non sostituendo ma affiancando l’euro, con un iniziale cambio di parità 1:1, cioè per ogni euro un IOU (acronimo inglese di I OWE YOU, Ho un Debito con Te) e accettato per le transazioni interne per pagare beni e servizi e consentire ai cittadini di avere la possibilità di uno strumento di scambio che non sia il semplice baratto, visto che la moneta comunitaria scarseggia sempre di più. Naturalmente non sarà convertibile in altre valute è l’uso sarà circoscritto sul territorio ellenico. Quindi IOU non una parola greca scritta con lettere latine, ma semplicemente un acronimo inglese. Una sorta di “pagherò” accettato da tutti e quindi idoneo al pagamento di beni, servizi e prestazioni.

Il piano caldeggiato da Varoufakis è il primo passo verso lo sganciamento di Atene dall’eurozona per poi avvalersi di una valuta autonoma a tutti gli effetti in piena sostituzione dell’euro, in quanto l’escamotage dello IOU può avere effetti positivi solo nel breve periodo.

La nuova iniziativa avrebbe tempi di realizzazione immediati e il valore “di mercato” nei confronti dell’euro della moneta parallela, sarà determinato giorno per giorno dal gradimento nell’uso da parte dei greci stessi e nella loro propensione ad accettarla o meno per le transazioni. Ad esempio, quando i greci si recheranno al mercato per fare la spesa, avranno la possibilità di pagare in euro o in IOU, naturalmente con valori che sia adegueranno alla legge della domanda e dell’offerta, ma comunque che offrano la possibilità di avere uno strumento idoneo al pagamento alternativo. Attualmente invece, visto che gli euro scarseggiano, la prospettiva è o di non comprare poco o nulla o di proporre uno scambio di merci con il sistema del baratto. Se la soluzione funzionerà, sarà un’ulteriore prova della reversibilità dell’euro e che esistono mezzi tecnici per una uscita “accompagnata” non troppo traumatica dall’area euro.

Assisteremo all’ennesimo esperimento compiuto in quello che potremo sempre più definire “laboratorio Grecia” dove le cavie si chiamano cittadini!

Antonio M. Rinaldi

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