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LA GRANDE MONNEZZA (di Ilaria B.)

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È di nuovo allarme rifiuti nella capitale, anche se per chi ci vive la situazione non è mai rientrata. Non serve andare in periferia per incorrere in secchi dell’immondizia strabordanti, strade trasformate in pattumiere a cielo aperto, gabbiani che fanno scorpacciate di sozzume urbano. Le immagini di degrado dell’Urbe ormai hanno fatto il giro del mondo, tanto che i romani possono “godersi” un centro storico poco affollato per la diminuzione dei turisti. La colpa sembrava tutta di Marino e, subito dopo l’insediamento del commissario Tronca, pareva che qualcosa stesse migliorando (il miglioramento è relativo, in quanto rapportato alla situazione precedente, molto discostante dalla norma). A mano a mano che l’ipotesi elezione è divenuta più reale, superato l’iniziale fattore ostativo del Giubileo, i livelli di degrado e sporcizia sono tornati ai massimi storici. Negli ultimi giorni poi il lassismo dell’Ama lasciava presagire qualcosa di drammatico, esiziale per Roma. Lo svuotamento dei cassonetti si è ridotto e la pulizia delle strade si è fermata, proprio mentre un caldo afoso e appiccicoso aumentava la produzione di spazzatura e il fetore dell’aria. Ieri, Giorno del Signore, i netturbini (i pochi rimasti in un’azienda di colletti bianchi) hanno rispettato l’astensione dal lavoro.

Oggi il colpo fatale: sciopero dei 7800 lavoratori di Ama. Astensione da lavoro per 24 ore, con adesione che ha raggiunto il 90%, promossa da Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel per chiedere il rinnovo del contratto nazionale “atteso da più di due anni e mezzo”. Il presidente dell’Ama Daniele Fortini (tacciato alla sua nomina di incompatibilità per gli incarichi in società che beneficiavano dei contributi di Ama, nonché ex numero uno dell’azienda napoletana ASIA di smaltimento dei rifiuti e poco amato dai cittadini partenopei, ndr) ha invitato i romani a tenersi la spazzatura in casa! Un colpo ben sferrato, considerato che giovedì 2 giugno il servizio di pulizia si fermerà di nuovo per festività. Ma le sciagure delle Capitale non finiscono qui: il 5 giugno, l’atteso giorno delle urne per Roma, pare che ben 1000 dipendenti della municipalizzata si asterranno dal lavoro di pulizia e igiene stradale per prestare il loro servizio come scrutatori ai seggi. Si prospettano giorni luridissimi per i romani e grosse gatte da pelare per il prossimo Primo Cittadino.

Come farà fronte a un’azienda sovradimensionata, con quasi 8000 dipendenti -il doppio per abitante rispetto a quella Milano, tanto per avere un termine di paragone – ma che pure rivendica una carenza di personale? Come reagirà all’indignazione dei romani all’arrivo prossimo della Tari, che a Roma è del 50% superiore alla media nazionale? Ma soprattutto, dove troverà la forza per il braccio di ferro con i sindacati di Ama, che mettono in ginocchio la salute della capitale e l’immagine (già troppo compromessa) del nostro Paese?

La bellezza salverà il mondo, diceva Dostoyevsky, salviamo la bellezza, o almeno la decenza!

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