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LA FINANZA FUNZIONALE E I PLG di Luca Tibaldi

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“L’idea centrale è che la politica fiscale del governo, la sua spesa e la sua tassazione dovrebbe essere condotta prendendo in considerazione esclusivamente i risultati di queste azioni sull’economia e non in base a una qualsiasi dottrina tradizionale prestabilita su ciò che è sano e ciò che è malsano. Il principio secondo cui giudichiamo le misure fiscali in base agli effetti che producono nell’economia può essere chiamato FINANZA FUNZIONALE”.

Abba Lerner, 1943.

Abba Lerner è un economista statunitense considerato l’ideatore del concetto di finanza funzionale. Cosa intende dire Lerner con questa frase?

In sintesi, la finanza funzionale è quel tipo di finanza che ha come obiettivi risultati concreti nella società per il benessere della popolazione. È un tipo di finanza che guarda ai risultati, e non a ciò che delle “dottrine tradizionali prestabilite” sostengono.

C’è il problema della disoccupazione. Come lo si risolve?

La soluzione ad un problema vuol dire che quello stesso problema viene eliminato. Pertanto “risolvere il problema della disoccupazione” vuol dire “eliminare la disoccupazione”. Vuol dire creare la possibilità PER TUTTI di avere un lavoro.

Dunque tutte le altre soluzioni sono semplici “cerotti”. Sussidi di disoccupazione, reddito di cittadinanza, cassa integrazione, mobilità, tutte queste cose non creano lavoro, perciò non servono per risolvere il problema della disoccupazione.

Quindi, se ad esempio la finanza funzionale serve a ridurre la disoccupazione, garantire servizi e politiche di welfare per tutta la popolazione, ridurre le disuguaglianze sociali, bilanciare la tassazione, possiamo contrapporla ad una finanza “dis-funzionale”, una finanza che, al contrario, segue quelle dottrine tradizionali prestabilite che Lerner considerava negative, una finanza che serve a porre dei limiti per il debito pubblico, per l’inflazione, per il deficit, una finanza che serve a raggiungere il pareggio o il surplus di bilancio. Un tipo di finanza punta a portare il benessere, l’altro a sottostare a vincoli e limiti.

La cosa importante da capire ora è che nell’Euro NON SI PUO’ attuare una finanza funzionale. Nell’Euro in quanto tale, e con l’aggiunta di tutti i trattati, uno Stato non può servirsi della finanza per portare benessere, ma al contrario deve necessariamente SOTTOSTARE alla finanza per mantenere i fattori economici sotto un certo livello, costi quel che costi.

Siamo in una situazione in cui lo Stato non è monopolista della moneta, quindi non può attuare politiche monetarie o fiscali, e pertanto tantomeno politiche economiche e industriali, e in un regime a cambi fissi. Abbiamo le mani legate.

Torniamo al grande problema che ci affligge, la disoccupazione. È ovvio a questo punto che per risolvere la situazione serve l’uso della finanza funzionale, ed è ovvio che risolvere quel problema significa creare e mantenere la Piena Occupazione.

QUESTO vuol dire risolvere il problema della disoccupazione.

E in una situazione in cui lo Stato sia monopolista della moneta e in cui ci sia un regime di cambi flessibili, la Piena Occupazione può essere ottenuta.

Uno dei possibili “strumenti” con cui aiutare a raggiungere la Piena Occupazione è il Programma di Lavoro Garantito. Ringrazio l’associazione MMT Italia per le sue lezioni tenute in alcune Università che mi hanno fornito del materiale per questa analisi.

Prima di chiudervi in giudizi affrettati, continuate la lettura fino alla fine.

Questo programma prevede la possibilità per lo Stato di offrire un lavoro a CHIUNQUE sia in grado di lavorare, senza alcuna distinzione, e funziona come una specie di rete di sicurezza per le persone che non trovano TEMPORANEAMENTE un lavoro nel settore privato o pubblico. Ripetiamo, “TEMPORANEAMENTE”, perché nessuno vuole uno statalismo di stampo comunista, ma nel pieno rispetto delle norme costituzionali lo Stato deve poter aiutare i cittadini in difficoltà.

Con i PLG (Programma di Lavoro Garantito Transitorio) viene offerto ai lavoratori un salario adatto a condurre uno stile di vita dignitoso. Visto che potenzialmente lo Stato può assumere CHIUNQUE, questo salario da PLG diventa una sorta di SALARIO MINIMO ufficioso. La cosa importante, qui, è che il salario da PLG sarebbe infatti leggermente INFERIORE alla media nazionale del lavoro privato. In questo modo da una parte di risolve il problema dei lavoratori sottopagati (il privato non può dare al lavoratore un salario più basso di quello di un PLG, perché altrimenti perderebbe quel lavoratore e non produrrebbe più), mentre dall’altra parte con un salario inferiore e la temporaneità del programma si spinge il lavoratore a cercare un altro lavoro.

In aggiunta ad un salario sono previsti anche assistenza sanitaria, assicurazione sul lavoro, ferie pagate.

Cosa dovrebbero fare le persone impiegate in un PLG?

Visto che il programma è finanziato dallo Stato con la sua spesa, questi lavoratori possono essere impiegati in attività solitamente ignorate dai privati. I lavoratori vengono impiegati in attività di interesse pubblico, come servizi pubblici, servizi socio-sanitari, assistenza agli anziani, riqualificazione ambientale, infrastrutture pubbliche, riciclaggio dei rifiuti, etc.

Adesso proseguiamo nella breve analisi del PLG per argomenti.

VANTAGGI DIRETTI:

-La disoccupazione è tendente a zero, perché chi non vuole un lavoro lo fa per scelta.

-Il capitale umano è valorizzato, perché le persone che possono lavorare nei PLG migliorano le loro competenze, e quindi diventa più facile nel frattempo trovare un lavoro nel settore privato.

-Si crea in breve tempo un’economia sana in cui le aziende possano SEMPRE contare su una domanda stabile, perché TUTTI i cittadini continuano ad avere un reddito, e quindi l’eventuale calo dei consumi dovuto ad una crisi è contenuto.

-Abbattimento della spesa pubblica “negativa” (quella senza un corrispettivo aumento della produzione), come sussidi di disoccupazione, aiuti vari, etc.

-Interruzione delle situazioni di sfruttamento nel settore privato, grazie al salario minimo.

-Miglioramento nella qualità dei servizi a beneficio di tutta la popolazione.

VANTAGGI PER LE IMPRESE PRIVATE:

A questo punto mi si potrebbe obiettare che se lo stato finanzia questi programmi, a risentirne sono le imprese private. Sbagliatissimo. Oltre ai vari vantaggi che ho già citato, molti dei quali interessano anche le aziende private, ricordiamo che i PLG sono momentanei, non permanenti. Lo Stato non intende assolutamente sostituirsi alle imprese private. Inoltre:

-In una situazione di Piena Occupazione stabile si può riconsiderare l’opportunità di una deregolamentazione del lavoro, perché non c’è più il rischio che le persone rimangano senza impiego.

-In caso di contrazione economica, le imprese non devono più mettere i lavoratori in cassa integrazione, ma possono “passarli” sui PLG, per poi reintegrarli successivamente.

-Lo Stato, tramite i PLG, offre alle aziende private un esercito di lavoratori SEMPRE formati, SEMPRE abituati al lavoro, con esperienza.

-La disoccupazione dequalifica il lavoratore. La mancanza di disoccupazione lo rende sempre disponibile, sempre attivo.

STABILITA’ DEI PREZZI:

Di nuovo, mi si potrebbe obiettare che visto in finanziamento pubblico di questi programmi, potrebbe aumentare l’inflazione. E di nuovo è sbagliato.

-La Piena Occupazione porta ad una domanda SEMPRE stabile, e pertanto anche i prezzi si mantengono stabili.

-Il salario minimo ufficioso fissato dal governo stabilizza il valore della valuta, perchè il valore della moneta è determinato da cosa serve per ottenerla.

-Il governo è monopolista della valuta e fissa solo un prezzo base (il salario da PLG) lasciando che sia il mercato a determinare i prezzi restanti e la quantità di lavoratori che entreranno nel PLG.

-Il PLG INCREMENTA la produzione e la produttività del settore privato.

-Adesso siamo in deflazione conclamata. Un aumento dell’inflazione, se anche ci fosse, non sarebbe negativo.

-Se anche aumentasse l’inflazione, questa sarebbe combattuta con una riserva di occupati in grado di aumentare la produzione, invece di un esercito di disoccupati come oggi.

AMBIENTE:

-I PLG dovrebbero conformarsi a uno sviluppo ambientale armonioso.

-Come già detto prima, lo Stato non ha bisogno di trarre profitto dalle sue attività e non deve prendere in prestito il denaro, quindi può dedicarsi a progetti e settori solitamente ignorati dal settore privato, progetti senza scopo di lucro nell’esclusivo interesse pubblico.

-I PLG dovrebbero riguardare progetti di facile realizzazione locale, con la partecipazione (e preferibilmente gestione) delle comunità e associazioni locali, semplici da gestire, a basso costo.

STATALISMO:

E ancora… l’ennesima obiezione che potrebbe essere posta è che i PLG consistono in una forma di statalismo, perchè è lo Stato a fornire un lavoro. Dopo la lettura di tutto questo, tale obiezione dovrebbe essere già stata “respinta”, visto che il programma è temporaneo e che il salario inferiore rispetto alla media nazionale del lavoro privato spinge il lavoratore a cercare un altro lavoro. Ma aggiungiamo anche il ciclo del PLG:

1) C’è una crisi e una recessione.

2) Lo Stato finanzia il PLG e assume.

3) Aumentano i redditi.

4) Aumenta la domanda di beni e servizi.

5) Aumenta la produzione di beni e servizi.

6) Le imprese private assumono di più.

7) Il PLG si riduce.

PRECEDENTE STORICO:

Il precedente storico che più si avvicina ai PLG è il cosiddetto “Plan Jefes”, attuato in Argentina.

Aprile 2001: il programma Jefes fornisce un pagamento di 150 peso mensili ad ogni capofamiglia per un minimo di 4 ore lavorative al giorno.

-Popolazione argentina: 37.000.000.

-Numero lavoratori beneficiari: 1.900.000.

-Effetti sul tasso di disoccupazione: -13,6%.

-Percentuale partecipazione femminile: 60%.

-Costo sulla spesa governativa in % sul PIL: 1%.

-Costo intero Plan Jefes: 1.987.000.000 Dollari.

-Beneficiari soddisfatti (sondaggio): 90%.

-Beneficiari che si sono sentiti rispettati: 70%.

-Opere al servizio della comunità: 87%.

-Pian piano il programma fu poi ridotto in seguito alle maggiori assunzioni private.

Questi programmi risolvono tutti i problemi? No, assolutamente, ma un Paese pienamente sovrano può attuarli e, congiuntamente a politiche adeguate, può raggiungere e mantenere la Piena Occupazione, in perfetta sintonia con la nostra Costituzione.

Con i PLG lo Stato funge da datore di lavoro di ULTIMA ISTANZA, in questo modo il settore privato è libero di svilupparsi e gode sempre di una domanda interna forte e costante. I lavoratori sono tutelati dopo la perdita del lavoro con un impiego temporaneo e con un salario dignitoso.

Ma ovviamente, per attuare la finanza funzionare e creare i PLG, non bisogna porre vincoli, lo Stato deve essere il monopolista della moneta e avere il pieno controllo della politica monetaria e fiscale.

Luca Tibaldi

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