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LA DEMONETIZZAZIONE NON PORTA BENE: IL CASO INDIA

 

L’Indi è entrata, come abbiamo detto mesi fa, nel caos monetario per il tentativo del governo di demonetizzare l’economia, eliminando il contante con la scusa del cambio di banconote, per eliminare, a detta sua , corruzione e malaffare.



Purtroppo le cose continuano a non andare bene per l’economia indiana. Vediamo alcuni dati di zerohedge e della contabilità nazionale.

L’eliminazione del contante non ha portato lustro alla crescita indiana..

La crescita del PIL è rimasta piatta ed asciutta come ormai dal 2012….

Nello stesso tempo gli indicatori delle vendite al dettaglio non sono particolarmente floridi…

La media del mood dei manager delle vendite, molto più indicativo del PIL (ricordiamo che l’ent statistico indiano registra nel PIL anche lo sterco di capra…) sta precipitando, perchè l’eliminazione del contante ha colpito le piccole attività al dettaglio.

A conferma di quanto detto prima le vendite al dettaglio , o meglio il tasso di crescita delle stesse , è in calo.

Ricordiamo che l’India è un paese in via di sviluppo che dovrebbe vedere questi valori crescere in modo tumultuoso, invece nulla. Bisogna dire che l’India ha anche alzano dal 12,36 al 15% l’IVA, conseguendo così un doppio effetto recessivo.

Tutto questo ha avuto un effetto simil europeo: svalutazione senza inflazione… semplicemente perchè il paese andrebbe come un treno in recessione, a causa della scarsa domanda interna.

 

Insomma: la lotta al contate non ha portato per nulla bene al’India, costituendo un elemento di rallentamento economico in una situazione già delicata. Un governante dovrebbe farsi guidare dal buon senso , non di fattori di carattere demagogico. 

 

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