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La cura ha funzionato per chi e per cosa?

Troika

In questo articolo di oggi del Sole 24, si discute se la TROIKA abbia effettivamente funzionato per quei Paesi, considerati PIIGS.
Nella mia analisi sottolineo le due ragioni principali per le quali è stata somministrata la “cura” della Troika, anche alla luce dei risultati degli ultimi anni”.

1 Far recuperare i crediti elargiti dalle banche del Nord Europa a quelle del Sud che sono serviti per finanziare le esportazioni dei Paesi del nord Europa, in primis Germania e Francia. Complice di questi prestiti “facili” l’euro che ha di fatto azzerato i rischi di cambio per i creditori, creando in questo modo distorsioni ovvero drogando le economie del sud Europa (Ciclo di Frenkel).
Non a caso il vice della BCE Vitor Constancio, proprio ad Atene, ammise che la crisi europea era da debito PRIVATO e non pubblico. Infatti fino al 2008, anno della crisi finanziaria globale, tutti i debiti pubblici dei Paesi europei erano in CALO. L’aumento del debito pubblico è stato provocato dalla spesa pubblica per salvare i settori finanziari (debiti privati) per i motivi sopracitati e per l’austerità che ha fatto diminuire il pil e quindi facendo aumentare il rapporto % con lo stock di debito pubblico.

2 L’austerità della TROIKA è stata imposta anche e soprattutto, come unico mezzo per far riequilibrare le competitività Nord-Sud Europa relative alle rispettive bilance pagamenti. Il metodo è stato interno, ovvero in assenza della flessibilità delle monete nazionali, la TROIKA ha imposto la svalutazione dei salari, riduzione del welfare, pensioni, aumento tassazione e licenziamenti facili. Fattori che hanno “concorso” ha rendere i prodotti del Sud più competitivi nei mercati esteri e nello stesso tempo, la riduzione delle importazioni, causa compressione domanda interna ha riportato le bilance pagamenti (saldo export-import totale) quasi in equilibrio.
In sostanza la produttività sarà anche aumentata ma non sostenuta dalla domanda, bensì da condizioni lavorative precarie. Questo modello lavorativo imposto dalla TROIKA si basa essenzialmente sulla dipendenza dalla domanda estera e non interna e il fattore disoccupazione, effetto di tutto ciò risulta funzionale per il recupero di competitività, ossia salari bassi oppure nessun lavoro.

L’articolo però non ricorda che grazie a queste politiche che vertono dal lato dell’offerta, in una crisi da domanda, hanno portato l’intero continente in deflazione, malgrado il QE di Draghi, (anche se già sbagliato di partenza) fattore che risulta il vero interesse reale sui debiti pubblici, nemico ideologico della TROIKA ma alimentato proprio da se stessa.
Spagna, Irlanda e Portogallo, avranno avuto aumenti globali di pil, ma analizzando i dati sul benessere dei singoli cittadini, questi Paesi mantengono un’alta disoccupazione e dato importante, i prodotti interni lordi pro capite sono in calo dall’anno della crisi finanziaria  e hanno continuato la loro discesa con le riforme imposte dalla TROIKA. Proprio perchè la domanda interna, in assenza di una moneta flessibile, deve essere sacrificata per recuperare competitività, oltre al discorso sui salvataggi bancari a spese della collettività. portugal-gdp-per-capita ireland-gdp-per-capita spain-gdp-per-capita (1)

Ecco il finale è azzeccatissimo e fa capire bene il concetto di fondo dell’eurozona e della TROIKA, logica conseguenza della moneta unica europea:
«Risulta cruciale la scelta del trilemma di Rodrik – sottolinea – , l’enigma politico di fondo dell´economia mondiale: non è possibile perseguire simultaneamente la democrazia, l’autodeterminazione nazionale e la globalizzazione economica».

 

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