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La crisi del Sole24Ore? È poco letto. Leggete la partigianeria pro Clinton di M. Platero e capirete perché

I nostri grandi giornali sono praticamente tutti in crisi: il Corriere della Sera è passato a Cairo, il grande tagliatore di costi, Repubblica ed il Secolo XIX si sono fuse con La Stampa; in ultimo Il Sole 24 Ore sembra abbia addirittura taroccato i conti per anni.

Perché succede questo? Due motivi, il primo e che l’Italia è già stata praticamente spennata, non ha alcun futuro se non di tasse altissime e di povertà diffusa e dunque la gente che comanda il vapore che se ne fa dei giornali? Quando c’erano le grandi aziende italiane da depredare, da vendere agli stranieri facendo da collaborazionista interno (Telecom, Montedison etc, verificate quale sia la costante italiana in cotante svendite) i giornali erano importanti, oggi invece…. Infatti, ad esempio gli Elkann vendono i loro media italiani. Ed il Sole 24 Ore invece non vende (copie di giornali) per lo stesso motivo sopra, l’erosione della base industriale italiana a cui la testata della Confindustria storicamente si rivolgeva, un’economia che si sta rapidamente deindustrializzando – grazie all’euro, ndr – non ha bisogno di giornali economici di grande tiratura.

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Alla fine possiamo dire che aver avallato il sacco d’Italia si ritorce contro gli stessi giornalisti sussidiati che, come moderni cagnolini da riporto [ad esempio avallando acriticamente l’euro e l’annessa austerità, memento il Fate Presto del direttore Roberto Napoletano], hanno orientato le masse negando l’evidenza di un sistematico furto perpetrato ai danni della cittadinanza da parte di chi i media li deteneva. E magari, come nel caso del gruppo Fiat, sono anche stati i principali attori della svendita post Tangentopoli (la beffa è che oggi la stessa famiglia torinese ottiene anche di pagare le tasse sull’estero pur mantenendo in Italia l’operatività a basso margine, fosse per me bisognerebbe vincolare il logo Made in Italy in funzione di dove l’intera filiera paga le tasse per almeno il 60% dell’utile di gruppo, ndr).

Ma c’è di più: i giornalisti dei media mainstream stanno mistificando la realtà nei loro racconti come non si vedeva dal fascismo. E nemmeno per tornaconto nazionale, oggi su tutti si stagliano gli interessi delle elites globali a danno del 99,9% della popolazione. In Italia in particolare arriviamo al parossismo: visto che di lavoro ce n’è poco e di pagato bene ancora meno ecco che i giornalisti pur di mantenere il posto di lavoro si piegano alle più tragiche mistificazioni della realtà.
Ad esempio l’articolo di oggi di Mario Platero sul Sole 24 Ore, “Fedelissimi Trump, se vince Hillary faremo la rivoluzione“, un’abile interpretazione indirizzata di un fenomeno gravissimo in atto in USA.

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Si parte dalle elezioni USA, dure e difficili come non mai. Si indica come terreno di scontro il secondo emendamento costituzionale, quello che per gli amici USA di Platero (non a caso si cita il super-clintoniano NY Times) permette di detenere e portare armi. Si specifica che la gente intervistata da Platero & friends è arrabbiata perché Hillary vuole togliere il privilegio delle armi agli americani. Voi direte, seguendo il filo conduttore il logico finale sarebbe che la gente “calda” vuole ribellarsi ad una futura elezione di Hillary per evitare l’abolizione di detto emendamento, come di fatto implicato nell’articolo. Ed invece no, Platero conclude che “Oggi questo stesso articolo [il secondo emendamento] viene usato per fomentare una rivoluzione contro i risultati elettorali, se non saranno graditi, e dunque contro la democrazia”. Ossia il problema non è più che la gente è incazzata per il fatto di essere spogliata del privilegio delle armi,  invece bisogna togliere le armi per evitare di mettere in discussione la democrazia USA – e la vittoria di H. Clinton – con le proteste ossia anche avallando purghe interne, vedasi il finale dell’articolo del Sole 24 Ore. Senza magari citare il fatto che migliaia di persone nell’Indiana votano (democratico?) anche da morti o le mail di podestà, l’ex dominus del partito democratico, che fanno affiorare la possibilità di brogli elettivi.

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O il fatto che wikileaks abbia indicato come un artifizio interno agli USA l’hackeraggio suppostamente russo ai database dei Dem USA, in realtà sarebbero stati gli americani stessi ed ora si utilizza la scusa moscovita per indebolire Trump. O Mr Creamer che si sostiene abbia contribuito a far vincere con l’inganno Obama in passato, memento il video del 47% contro Romney, andatevi a cercare la storia su google.
No, in democrazia tutto questo si tace, come tacciamo il fatto che Trump avrà la maggioranza dei voti statunitensi come numero (lo confessa anche l’arcinemico George Soros), quando si parla di democrazia…

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La cosa più tragica è che in calce all’articolo citato Platero si augura addirittura che si possa risolvere l’intolleranza post vittoria clintoniana dei seguaci di Trump evitando “spargimento di sangue”…. ossia sdoganando come possibile un evento catastrofico la inimmaginabile fino ad ora per gli USA+il resto del mondo, leggasi una simil rivoluzione USA sedata nel sangue (non è una balla, leggetevi l’articolo).

Non aggiungo altro.

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Per noi italiani il problema è invece vedere l’ennesimo giornalista avallare con il suo racconto partigiano posizioni che possono essere in contrasto con gli interessi nazionali, vedremo, chi fece cadere un nostro governo eletto nel 2011 vedeva H. Clinton al comando. Come nella svendita di fine millennio post Tangentopoli, oggi siamo con le pezze sul sedere in forza di cotanto avallo di un qualcosa che andava chiamato col proprio nome, uno scempio per gli interessi italici (parlo della svendita a prezzi di realizzo del patrimonio industriale italiano prima dell’entrata nell’Euro, probabilmente non si voleva far entrare l’Italia nella moneta unica con una posizione troppo forte).
Sappiate che domami staremo anche peggio e mutuando Platero potremmo anche aggiungere, “sperando” che si possano evitare spargimenti di sangue…

Si sappia che, tentando di difendere quello che una volta si chiamava democrazia, io fossi americano non avrei alcun dubbio a preferire Donald J. Trump. Sarei certamente curioso di vedere cosa succederebbe a detti giornalisti di parte se vincesse The Donald…

Mitt Dolcino

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