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JP MORGAN ordina, RENZI e NAPOLITANO eseguono! La RIFORMA COSTITUZIONALE ordinata dal colosso finanziario americano (di Giuseppe PALMA)

 

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In un dossier di sedici pagine del 28 maggio 2013 scritto e pubblicato dalla banca d’affari JP Morgan, in cui vengono elencate le “riforme” da apportare nell’area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito, v’è scritto testualmente:  “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico […]”. E ancora: “I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

In pratica, secondo il colosso finanziario americano, uno dei principali “problemi” che attanaglia gli Stati dell’eurozona è costituito dalle Costituzioni nazionali: esecutivi deboli nei confronti dei Parlamenti; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo: capito? Il popolo non deve neppure più protestare! Questa è la modernità Restauratrice!

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Ma non solo: sono sempre più convinto che a Bruxelles e a Francoforte (UE e BCE, entrambe favorevoli alla riforma) occorrano urgenti modifiche alle Costituzioni nazionali degli Stati membri perché la sovrastruttura europea – al fine di raggiungere i suoi scopi (uno su tutti la tutela del capitale internazionale a scapito dei diritti dei lavoratori e dei principi fondamentali) – ha impellente bisogno che a Roma come ad Atene, a Parigi come a Vienna, i governi nazionali siano pronti ad assumere velocemente decisioni e misure imposte dalla stessa sovrastruttura europea, a prescindere sia dalla democrazia che dai principi supremi sui quali trovano fondamento le Costituzioni nazionali.

Qui il dossier in originalejpm-the-euro-area-adjustment-about-halfway-there

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Salviamo la Costituzione dalle grinfie della Finanza! Al referendum costituzionale votiamo NO!

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Coloro che volessero approfondire l’argomento riforma costituzionale“, potranno leggere questo mio libro (disponibile sia in e-book che in formato cartaceo):

Giuseppe PALMA

FIGLI DESTITUENTI. 

I gravi aspetti di criticità della RIFORMA COSTITUZIONALE

FIGLI DESTITUENTI di Giuseppe Palma

Editrice GDS, Vaprio d’Adda (MI), 21 gennaio 2016 (e-book); 10 marzo 2016 (cartaceo).

Genere: saggio giuridico (diritto costituzionale)

Prefazione di Marco MORI

L’e-book è acquistabile in tutte le librerie on-line (tra le quali Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Hoepli, Libreria Universitaria e tantissime altre…) al costo di € 2,49.

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Il libro è disponibile anche nell’edizione cartacea

(alcune librerie presso cui effettuare l’ordine):

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Giuseppe PALMA

 

 

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