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“Ipsi dixerunt” di Raffaele Salomone Megna

 

 

Prima dell’illuminismo le giustificazioni alle calamità erano cercate nell’ira divina o nelle avverse congiunzioni astrali.

Successivamente, il pensiero scientifico ha dimostrato che non c’era nulla di soprannaturale in un fulmine o in un tuono e men che meno in un’epidemia o in una carestia.

Tutto in natura può essere studiato e motivato mediante l’applicazione del metodo sperimentale induttivo e deduttivo di Galileo Galilei e , quando per un fenomeno non si addiviene ad una spiegazione, non è per questo che sia di genesi divina, ma solamente che la sua incomprensione è dovuta ad un deficit di modelli matematici oppure a limiti tecnologici.

Purtroppo, questo metodo scientifico non viene impiegato per la comprensione della crisi economica che ormai attanaglia l’Italia da più di un lustro.

Infatti, non si può non rilevare come gli italiani e quindi l’Italia si stiano impoverendo giorno dopo giorno.

Alcuni dati .

Nel 2006 le famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta erano 789.000, il 3,5% del totale.

Nel 2015, grazie alle riforme economiche attuate nel periodo dai vari governi succedutisi, il numero delle famiglie indigenti si è raddoppiato, arrivando a 1.582.000, pari al 6,1% del totale.

Ove non bastasse, i nostri concittadini in condizioni di povertà assoluta sono passati da 1.660.000, nel 2006 a 4.598.000 nel 2015.
Se poi dall’analisi della povertà assoluta passiamo a quella relativa, ovverosia a quella di una famiglia di due persone con un consumo inferiore alla media pro-capite, allora il totale degli italiani in queste condizioni arriva a 8,3 milioni, contro i 6 milioni del 2006.

Secondo il metodo di cui sopra, un qualsiasi ricercatore scientifico avrebbe concluso che le risultanze sperimentali non confermano le previsioni della teoria, che nel caso di specie è quella neoliberista.

A quale errata conclusione pervengono invece i nostri governanti, siano essi autoctoni che alloctoni, ma soprattutto gli alloctoni, poichè gli autoctoni non contano un piffero?

Non che la teoria sia errata ma è la realtà che sbaglia e quindi bisogna propinare ancora maggiori dosi di austerità. Perinde ac cadaver!

Eppure è ormai di dominio comune la convinzione che l’adozione dell’euro abbia falcidiato gli stipendi dei lavoratori a reddito fisso e dopo il 2008 anche i redditi del popolo delle partite iva.

C’è un lapalissiano nesso di casualità tra le politiche di austerità, rectius riforme, ed il il calo di ricchezza prodotta. Ma i cravattari di Bruxelles non demordono.

Quanto avviene ed è avvenuto in Italia non era né imprevisto né imprevedibile.

E’ una situazione ampiamente studiata in passato dalla dottrina economica.

Ne consegue che la povertà è il risultato di un sordido progetto politico portato avanti al grido “ lo vuole l’Europa”, che mira alla trasformazione della nostra società di lavoratori e risparmiatori in debitori del sistema finanziario.

Tale progetto è stato abilmente attuato con la complicità di una classe politica ignava e corrotta e con l’acquiescenza del mondo dell’informazione e dei sindacati.

Quando furono compiute le scelte dell’euro e della moneta unica che ci stanno distruggendo, nessuno ci mise in guardia sui problemi che potevano insorgere e che erano già noti agli esperti del settore.

Le decisioni furono quindi assunte scientemente.

Ma ora nessuno ha il coraggio di dire, per l’enorme costo politico che dovrebbe pagare l’attuale classe dirigente, che quelle scelte devono essere rivedute al più presto.

In tutta questa vicenda non si può non cogliere anche una tragica eterogenesi dei fini di vichiana memoria; ci dissero allora che erano scelte fatte per il futuro dei nostri giovani, oggi, l’ISTAT ci dice che la disoccupazione giovanile è del 40% ( al 31/01/2017)!

Tutti all’epoca sapevano, perchè tutto ampiamente previsto dalla teoria economica, ma solamente pochi hanno cercato di impedire il disastro.

A tal fine riporto senza commento alcune dichiarazioni a riguardo di personaggi noti e meno noti.

Si può cogliere sicuramente la differenza che intercorre tra i ciurmatori, i cerretani, i patrioti, i veri politici ed i vili traditori.

Sandro Pertini ( 1949) – Partigiano e Presidente della Repubblica

Ormai a tutti è noto che l’Unione Europea e gli organismi derivanti dal Piano Marshall non sono l’espressione spontanea della volontà e delle esigenze dei popoli europei, bensì sono stati artificiosamente creati con lo scopo politico di fare d’un gruppo di nazioni europee uno schieramento in funzione antisovietica, e con lo scopo economico di fare dell’Europa Occidentale un campo di sfruttamento della finanza americana.

Thatcher (1990)- Primo Ministro Inglese

 “La Germania si ritroverà la sua naturale fobia dell’inflazione, mentre l’euro risulterà fatale per i paesi più poveri perchè devasterà le loro economie inefficienti.

Bettino Craxi (1997)- Capo del Governo, segretario del PSI etc.

Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre, ma nel migliore dei casi l’Europa per noi sarà un limbo, nel peggiore delle ipotesi sarà un inferno.

Romano Prodi (1999)- Capo del Governo, presidente della C.E. etc.

Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”

Tommaso Padoa Schioppa (2003)- Ministro Economia Governo Prodi, dirigente F.M.I. etc.

Nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio:attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.

Mario Monti (2011)- Capo del Governo, commissario europeo concorrenza, presidente commissione Trilaterale, componente gruppo Bilderberg etc.

Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti.
I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario.
…È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata.

Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia. “Perché l’euro è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare migliore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?”.

Matteo Renzi (2012)- Capo del Governo, segretario P.D. etc.

“… Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra  e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair  non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore …” . 

David Folkerts Landau (2016)- Capo economista della Deutsche Bank etc,

L’Italia deve decidere se riformare a fondo e repentinamente lo stato con il taglio delle pensioni, il taglio della sanità pubblica, il taglio dei servizi pubblici e il taglio della spesa scolastica, o se lasciare l’eurozona ”.

Intelligenti pauca !

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