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Info utili sul referendum del 17 Aprile 2016

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Il 17 aprile si voterà per un referendum abrogativo riguardo le attività delle trivelle estrattive di idrocarburi attive entro le acque nazionali (12 miglia marine dalle coste). È stato proposto da nove regioni ed interessa 44 concessioni su 69 attive nel mare italiano. Vediamo insieme in che cosa consiste il testo del referendum

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

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Dunque, per che cosa si andrebbe a votare questa domenica? In pratica sul rinnovo delle concessioni petrolifere alle imprese che gestiscono le estrazioni petrolifere. Se fino ad oggi lo sfruttamento era vita natural durante del giacimento, oggi invece lo si farebbe fino a termine delle concessioni, pagando allo stato canoni proporzionati alla superficie del giacimento e delle relative royalties. Che cosa sono queste royalties? Altro termine in inglese per indicare la percentuale sugli utili corrisposta dal possessore del giacimento al reale proprietario, ovvero lo Stato. Per pagarle bisogna superare una certa franchigia di 50’000 tonnellate per il petrolio e di 80 milioni di metri cubi per il gas. Dunque, se una società privata ha a disposizione un tempo indeterminato per estrarre, è ovvio che può estrarre meno petrolio / gas senza contare il tempo a disposizione; se dovesse vincere il sì in un anno si andrebbe a superare la quota minima per il versamento delle royalties, andando a versarle per il 45% allo Stato e per il 55% alla regione di appartenenza (avendo dei limiti di tempo non lo si sprecherebbe producendo di meno, quindi guadagnando di meno no?). Come afferma Dante Caserta (vicepresidente WWF Italia) non esiste in Italia una imposta specifica sulle imprese petrolifere, ma una IRES al 27,5%. Con il sistema delle franchigie e con svariate esenzioni, delle 69 concessioni petrolifere marine solo 18 pagano royalties ed imposte varie. Greenpeace Italia ha preso in esame i dati delle piattaforme del Ministero per lo Sviluppo Economico scoprendo che delle 88 piattaforme operanti entro le 12 miglia ben 35 non sono in funzione, 6 sono “non operative”, 28 “non eroganti” ed altre 29 che producono da decenni così poco da rimanere costantemente sotto la franchigia. Le royalties hanno una percentuale del 7% per le estrazioni continentali e del 4% in mare (oltre ad un 3% relativo alla sicurezza marina), mentre negli altri paesi non si scende sotto la soglia del 30% in media. Curioso è il fatto che i sostenitori del NO siano sigle sindacali, mentre nel bolognese 189 sindacalisti invitano a votare per il Sì, tra i quali il segretario di FIOM – BO Alberto Monti, e parlino costantemente di aumento dei costi delle importazioni di petrolio / gas quando si interessa soltanto il 2,1% e lo 0,8% di consumo, rispettivamente, di petrolio e metano in Italia. Nell’infografica seguente il gettito del 2012 delle royalties dovute allo sfruttamento

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Secondo Legambiente, è molto conveniente venire ad estrarre nel Paese più bello del mondo in quanto i prelievi sono molto più bassi rispetto che, ad esempio, in Danimarca (ove non esistono più, ma vi sono prelievi fiscali ad hoc) si arriva a pagare il 77%, in UK l’82% mentre in Norvegia il 78%. Per non parlare dei 246 milioni €uro erogati come finanziamenti da enti pubblici come Cassa Depositi e Prestiti o dal Servizi Assicurativi Commercio Estero (qui). S.E. ricorda di andare a votare secondo le vostre inclinazioni in quanto votare è sia un diritto che un dovere civico. Possono farlo tutti i maggiorenni possessori di un documento di identità valido e della tessera elettorale. In caso di smarrimento e/o limitazioni al movimento il singolo comune di residenza deve provvedere con sue norme per garantire tale diritto / dovere. Buona domenica!

Elenco piattaforme marine ed assimilabili

Fonti

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/strutturemarine/limite.asp?on=true

http://www.petrolioegas.it/lo-sviluppo/royalty/

http://www.lurlo.info/it/verso-il-referendum-i-sostenitori-del-no-non-parlano-di-royalty-e-franchigia/

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15G00222/sg

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/trivelle-cosa-prevede-il-referendum-del-17-aprile_2165869-201602a.shtml

http://www.polisblog.it/post/373217/referendum-trivelle-17-aprile-testo-quesito

http://www.lastampa.it/2016/04/04/scienza/ambiente/focus/concessioni-a-vita-royalties-modeste-sconti-fiscali-dossier-di-legambiente-sul-settore-del-petrolio-YB1HGNE9n06walozWIjviN/pagina.html

http://www.strill.it/citta/2016/04/referendum-chi-e-a-favore-del-si-chi-del-no-e-poi-ci-sono-le-royalties/

http://priceofoil.org/content/uploads/2014/11/G20-Fossil-Fuel-Bailout-Full.pdf

1 Comment

  • […] alla sicurezza marina), mentre negli altri paesi non si scende sotto la soglia del 30% in media. ( fonte)”. In più a sostegno della questione delle franchigie posso portare una esperienza personale […]

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