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Fake News di Repubblica o semplici “imprecisioni”? Fate voi, su epatite C, sgravi fiscali ai ricercatori che rientrano e scudo sulla patrimoniale che verrà

Abbiamo deciso di far evolvere il simil servizio che stiamo cercando di dare ai lettori – gratuito – evidenziando le incongruenze di stampa considerate sospette (potenziali fake news o semplici omissioni?). Chiaro, magari sono solo imprecisioni. O forse, come ricordo dai tempi della scuola, meri casi di indirizzamento occulto (involontario?) della percezione dei lettori, ripeto, inconsapevolmente (…). Appunto, mi viene alla mente la storia di un ponte in Messico dove la viabilità era stata ridotta da tre a due corsie, una riduzione del 33%. Questo causò problemi di traffico per cui l’amministrazione successiva decise di riportare la carreggiata a tre corsie vantandosi a mezzo stampa per aver aumentato il flusso potenziale di auto del 17% rispetto a qualche anno prima (-33%+50%).

Nel caso in oggetto vi sottopongo due esempi di notizie di ieri di Repubblica.it che non convincono appieno nel modo in cui sono state proposte, fino a dubitare che ci sia qualcosa che non torna. I lettori sapranno valutare con il loro proprio intelletto.

Vale la pena approfondire.

La prima è relativa all”Epatite C ed i relativi “grandi successi del governo in carica” per permettere di fornire il trattamento a tutti i malati di detta patologia. In breve, viene dipinto il successo del governo nel vincere la battaglia con le case farmaceutiche per convincerle a concedere il trattamento ai malati a condizioni accettabili, visto che il costo del trattamento sembrerebbe proibitivo (ca. 14 mila euro per malato, il lato positivo è che poi la malattia viene eradicata). In primis, per interpretare i grandi successi del Governo, andrebbe prima di tutto indagato come mai, se il costo per le terapie di mantenimento costano quanto sotto indicato, perchè non si sia deciso prima di fornire il trattamento per l’Epatite C ai malati vista la chiara convenienza economica per il SSN. Intendo, il PIANO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE DELLE EPATITI VIRALI da virus B e C (PNEV) del Ministero [ottobre 2015]* stima in 35mila euro annui il costo annuo al SSN per il trattamento tradizionale dell’Epatite C rispetto al sopra citato medicamento che eradica la malattia! Tradotto, equivale a meno di 6 mesi di costo – e molte meno sofferenze – per bilanciare il costo della terapia “tradizionale” a prezzi attuali (normalmente le terapie per le epatite, quando scoperte, durano tutta la vita). Va inoltre sottolineato, al di fuori del titolo, che in ogni caso quanto viene riportato nel testo nell’articolo dice chiaramente che i nuovi farmaci in questione RESTERANNO IN CATEGORIA C OSSIA NON RIMBORSABILI.

 http://www.repubblica.it/cronaca/2017/03/09/news/epatite_c_svolta_sul_superfarmaco_pagato_a_80mila_pazienti_l_anno_-160113181/

Il punto è: nel titolo si parla di grande vittoria ma leggendo bene il testo riportato il farmaco resta NON rimborsabile, fatti salvi casi clinici particolari di norma gravi.

Chi ci capisce è bravo: articolo da sviscerare.

Il secondo articolo che vi propongo fortunatamente è meno greve, nel senso che non tratta di danni reali o potenziali alla salute ed alla vita dei cittadini, ma è mera comprensione delle cose: nel titolo dell’articolo in cui si esibisce a mezzo stampa il nuovo provvedimento che permette ai ricchissimi stranieri di trasferirsi in italia pagando un forfait di 100mila euro annui (più o meno la tassa equivalente ad un reddito italiano di 250mila euro/anno), citando nel titolo anche la detrazione del 90% per i ricercatori italiani che rientrano in Italia. Poi nel testo non se ne parla, boh! Un lettore, ricercatore all’estero, giustamente chiede lumi, vedasi il suo commento sotto (commento all’articolo di Repubblica.it su Repubblica.it).

Il dubbio è: esiste veramente tale sgravio del 90% per i ricercatori che rientrano? E quali sono le condizioni? O tale rimando del titolo sui ricercatori serviva solo per indorare la pillola di un provvedimento incredibilmente emanato dalla sinistra italiana che permette tassazioni ridicole per i miliardari che vengono a svernare nel Belpaese quando invece si impongono ai residenti nazionali aliquote di tassazione ai vertici mondiali? Ed inoltre, si sono accorti a Roma che – magari inavvertitamente – con tale provvedimento Carlo De Benedetti, oggi cittadino/residente svizzero (nonché tessera n. 1 del PD) potrà tornare in Italia pagando meno tasse di quello che paga oggi in Confederazione? Ed anche liberandolo dal fardello futuro della patrimoniale imposta a chiunque venga in Italia grazie a tale provvedimento, ricordando che proprio il De Benedetti da tempo sostiene la necessità – lui svizzero – di una patrimoniale per i residenti italiani?

A voi il giudizio.

Saluti

Jetlag per Mitt Dolcino

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* http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2437_allegato.pdf

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