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IL TRAMONTO DE IL SOLE 24 ORE E DI MAMMA CONFINDUSTRIA (?)

La notizia rimbalzata su alcuni giornali negli ultimi giorni (ben pochi rispetto alla grandezza del fatto) travolge “Il Sole 24 ore” e con lui in particolar modo anche Confindustria.

Vediamo di dare un po’ di numeri. Il giornale economico, quotato in borsa dal 2007, ha registrato una vertiginosa discesa del 95% del suo valore dal 2007 fino ad oggi. Il valore attuale aggiornato ad oggi di un’azione è di circa 0,38, da 750 milioni di quotazione in borsa ora è a circa 51 mln. Aggiungeteci anche una cifra di 30 milioni di debiti netti e avrete già in mente senza molti sforzi la condizione di salute del giornale di Confindustria. Sostanzialmente se ne sono andati 1,2 miliardi di euro a carico delle aziende associate a Confindustria.

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Non è  finita qui. La parte curiosa viene adesso. Quattro giornalisti già nel 2010 hanno fatto esposto presso la Consob, per denunciare gli ingiustificati numeri del bilancio e le inadempienze degli editori. Risparmiamoci il lunghissimo elenco di personalità politiche ed industriali coinvolte nella gestione de Il Sole e nell’operazione di omertà effettuata dalla Consob (tra i tanti menzioniamo solo Cerutti, Gnudi, dello scandalo della ministra Guidi, Montante, indagato per mafia, ecc.). Dopo il silenzio prolungato negli ambienti della Consob nonostante i numerosi esposti presentati dal 2010 in poi, la Procura di Milano ha iniziato ad indagare sui bilanci del giornale e, parallelamente, su Confindustria. Il campanello d’allarme per la Procura sono gli strani dati forniti da Il Sole 24 Ore: un aumento delle vendite di copie a fronte di un calo dei rendimenti; per l’esattezza sarebbe passata da 335 mila copie vendute nel 2008 a 375 mila copie nel 2015, con un calo di guadagni da 207 a 144 milioni. Qualcosa non torna.

Inoltre l’esposto del 2010 dei quattro giornalisti verteva sull’acquisto di Gpp nel 2006, alla vigilia della quotazione in borsa, operazione sospetta dato che quest’ultima non andava rose e fiori.
C’è infine da evidenziare l’intromissione di Morgan Stanley sulla questione della quotazione in borsa, queste furono le parole di Elio Lannutti in merito: “Morgan Stanley, una delle più importanti banche d’affari del mondo, sostenne che per rendere attraente il titolo sarebbe necessario collocarlo a un prezzo vicino ai 4 euro: sarà poi quotato a 5,75 euro” assieme a quella che si potrebbe chiamare una truffa organizzata con Mediobanca per cui le azioni del giornale, in un primo momento riservate alle istituzioni, vennero rifilate a quell’ampia gamma di clientela eterogenea composta da persone ad aziende, il cosiddetto retail. Sentite per caso odore di bruciato?

In soldoni: il giornale del “FATE PRESTO!” non se la passa tanto bene, così come Confindustria logicamente, che sorregge il gioco. A questo punto il FATE PRESTO! dovrebbe essere rivolto ad essa. Salvate il Sole o tramonterà, dopo averci fatto la morale e dopo aver indotto le masse di lettori ad analisi economiche quanto più, diciamo, fantasiose possibili.

 

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