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IL SOLE RIVELA IL PIANO DI SALVATAGGIO PER MPS, MA QUALCUNO LO HA SPIEGATO AGLI AZIONISTI ?

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Oggi  il Sole 24 Ore pubblica un interessante articolo sul piano di salvataggio elaborato dal CDA di MPS. Solitamente questo tipo di piani si caratterizza per una grande cura nella copertura delle cadreghe e delle posizioni, ed una scarsissima valutazione per i diritti degli azionisti, e questo caso non si smentisce.

Il piano riportato dal “Il Sole 24 ore” è molto semplice , quasi lineare:

  • Elimino 9,7 miliardi di NPL netti (valore crediti lordi almeno 19) utilizzando una cartolarizzazione che  per 6 miliardi ad alqta qualità vedrà entrare in azione i GACS, i nuovi strumnti con intervento di garanzia della CDP, per 1,7 miliardi “Mezzanini” vedrà l’intervento di Fondo Atlante, che così terminerà i suoi fondi, e per 2 miliardi vedrà l’emergere di nuove perdite. 
  • La Banca ne approfitterebbe per ripulire un 1,5 – 2 miliardi di Vecchi prestiti  incagliati” o , come dicono in gergo “Unlikely to pay”. Praticamente sofferenze che non son diventate tali solo perchè la banca non ha intrapreso azioni esecutive, perchè non aveva interesse a farle emergere.
  • Ne nasce una perdita patrimoniale fra i 3,5 -4 miliardi da coprirsi con un aumento di capitale a condizioni di mercato con una consorzio di garanzia di cui faranno parte Mediobanca e Merril Lynch, oltre che UBI.

Questa proposta presenta però due problemi, il primo strettamente tecnico, ed il secondo invece più generale.

Il problema tecnico è legato alla revisione dei sistema di valutazione interna dell qualità dell’attivo. Questi metodi interni interni di rilevazione permettono di valutare con una certa precisione il famoso “RWA” “Risk weighted asset”, che è la base per la riclassificazione del bilancio secondo i criteri di Basilea. Ora se risulta che il valore minimo ricavabile dei crediti in sofferenza è inferiore a quanto previsto precedentemente dai sistemi di valutazione aziendali si presenta la necessità di mutare il sistema di “Risk management” interno, con un aumento del RWA e quindi la necessità o di diminuire i fidi ed i prestiti oppure di aumentare le coperture e la capitalizzazione. Insomma la banca rischia di diventare molto meno redditizia e di doversi capitalizzare ancora di più.

Il secondo problema, la diluizione del patrimonio,  invece dovrebbe far fare un salto sulla sedia a tutti gli azionisti. Attualmente (ore 12 del 21/7) MPS in borsa quota 32 centesimi. Ammettiamo di avere una visione positiva sul futuro e che presto il titolo vada a 50 centesimi, Il valore di borsa della banca sarebbe di poco superiore agli 1,45 miliardi di euro (MPS ha 2932 milioni di azioni). Se devo aumentare il capitale di 4 miliardi significa che dovrà emettere 8 miliardi di nuove azioni. Quindi o i vecchi azionisti esborsano  altri 1,33 euro per partecipare, in proporzione, all’aumento di capitale e comprarsi 2,71 azioni in più ciascuno, oppure vedranno irrimediabilmente diluito il loro capitale. Chi prima aveva , ad esempio , 1% di MPS si troverà ad averne circa lo 0,26%, quindi con una diluizione ad un quarto quasi della partecipazione precedente. Il corso dell’azione in questo momento vede una crescita, il che significa che o gli azionisti attuali non hanno ben chiaro quello che gli accadrà, o che la Toscana è terra di masochisti, oppure che confidano che , in futuro, l’utile societario crescerà più di quanto sia l’attuale diluizione potenziale. 

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Comunque contenti loro, contenti tutti. E contenti soprattutto gli obbligazionisti convertibili retail , diverse decine di migliaia, che hanno corso il rischio, e che ancora lo corrono , di vedere il loro prestito obbligazionario convertito in azioni fortemente svalutate. Loro sono quelli che, veramente, l’hanno scampata bella….

Saluti

 

 

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