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Il re è nudo!!!

 

E’ certamente difficile trovare termini adeguati con cui appellare i giornalisti nostrani, senza ovviamente incorrere nel turpiloquio.
Ma credo che definirli ciarlatani, ciurmari e cerretani sia sicuramente appropriato.
Infatti analizzando il voto referendario del quattro dicembre 2016 sono quasi tutti concordi ad attribuire il crollo del “SI”al populismo imperante, alla campagna di odio, al rinato nazionalismo, allo strisciante razzismo, che ormai aleggiano in Europa e che influenzano e pervadono anche l’Italia.

A tal uopo il primo numero del 2017 de “L’Espresso” è quasi listato a lutto.
Pagine e pagine dedicate a questa “deleteria nostalgia” del passato che ha determinato nello scorso anno la “Brexit” in Gran Bretagna, la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti e, dalle nostre parti, la caduta dell’ enfant prodige, al secolo Matteo Renzi.

Generale è lo scoramento di costoro perché la stagione delle riforme italiane è forse finita per sempre e tutti a stracciarsi le vesti per un disegno europeo che è ormai entrato in crisi.
L’Italia, paese fondatore della C.E.E., i cui trattati costitutivi sono addirittura custoditi a Roma, non è più apoditticamente esterofila, ma è sempre più incline all’ euroscetticismo!
Non comprendono, questi maitre a penser, come mai il popolo italiano non sia grato alla classe dirigente di vivere in questa specie di eden terrestre che è l’Unione Europea e si ostini a voler mantenere invariata la Costituzione del 1948 così vetusta e soprattutto in contrasto con i trattati di Maastricht e di Lisbona.

Il re è nudo ma costoro continuano a dire che è vestito!
La realtà è che gli italiani sono sempre più convinti che l’adesione all’euro si sia trasformata in una vera e propria iattura.
Romano Prodi all’epoca dell’adesione all’euro disse : “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno in più”.
Ma non è stato così, anzi non poteva essere così.

La Thatcher e Modigliani, anche se per motivi diversi, avevano grosse perplessità sul fatto che l’euro potesse funzionare nel lungo periodo.
Bettino Craxi nel 1997, in tempi non sospetti, affermava: “Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre, arriveremo al paradiso terrestre, l’Europa per noi, come ho già avuto modo di dire, per noi nella migliore delle ipotesi sarà un limbo nella peggiore delle ipotesi l’Europa sarà un inferno. Quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo perché la cosa più ragionevole di tutte era quello di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande Paese – perché se l’Italia ha bisogno dell’Europa l’Europa ha bisogno dell’Italia – pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht”.

A dire il vero ora anche il prode Romano, prode si fa per dire, anche se con quindici e passa anni di ritardo, comincia ad avere dei dubbi sulla bontà della scelta che contribuì a determinare.
A causa dell’austerità imposta dalla Germania, dopo la crisi dei subprime del 2008, per il tramite dei suoi sodali, la nostra nazione ha perso, con riferimento a quell’anno, il 25% della capacità produttiva, il 10% del PIL pro capite.
Neanche la grande depressione del 1929 produsse in Italia effetti così deleteri e per così lungo tempo.
L’adesione all’euro ci costa più di una guerra persa.
Ma la realtà è proprio questa.
Gli italiani sono in guerra ma non ancora lo sanno.
Non è una guerra guerreggiata, ma è combattuta con acquisizioni di società (Mediaset docet) e quote di mercato a prezzi stracciati.

E’ una guerra senza esclusione di colpi che viene condotta contro di noi dal grande capitale tedesco e francese, ma i nostri governanti, collusi con il nemico, fanno strame dell’ art.52 della Carta Costituzionale e ritengono che questo sia solo l’effetto della “globalizzazione”.
Ma come definire coloro che hanno impiegato soldi italiani per salvare banche straniere e poi accettato norme capestro che impediscono all’Italia di salvare le proprie banche, andate in difficoltà non perché avevano speculato sui titoli tossici ma a causa della crisi economica conseguente alla deflazione impostaci?
In un solo modo: vili traditori!
Costoro assieme ai ciarlatani, cerretani e ciurmari di cui sopra hanno poco da rilevare sul fatto che all’economia strutturalmente più forte dell’eurozona, quella tedesca, corrisponda uno dei sistemi bancari tra i più fragili, puntellato con fondi pubblici, per complessivi 197 miliardi di euro erogati a partire dal 2008, (dati Commissione U.E.) valore che supera di poco il 7% del PIL tedesco.

Orbene il re è nudo ma, questi intellettuali prezzolati, senza porsi alcun problema etico, dalle pagine dei giornali e dai video delle televisioni continuano a dire che il “re è vestito”, che tutto va bene e che ci vuole più Europa.

Eppure le motivazioni di quanto avvenuto in Italia con il referendum sono evidenti, sono sotto gli occhi di tutti.
La prima, quella più ovvia, è che la riforma costituzionale proposta dal duo Boschi-Renzi era pessima.
Aveva un solo obbiettivo, non dichiarato, indebolire ancora di più il Parlamento a vantaggio di un potere esecutivo che diventava un mero esecutore degli ordini impartiti dai potentati economici europei.
Mutatis mutandis, con la riforma costituzionale si cercava di introdurre il modello vigente a Bruxelles.
Una Commissione Europea che, non eletta a suffragio diretto, assomma in sé il potere esecutivo e di iniziativa legislativa ed un Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale, che ha solamente potestà legislativa concorrente in alcuni ambiti (dalle mie parti si dice che conta quanto il due di coppe quando la briscola è a bastoni)!!!
Gli italiani hanno capito perfettamente l’imbroglio ed hanno detto a gran voce “NO”.
La seconda motivazione della eclatante vittoria del “NO” è che la situazione economica italiana è gravissima.
Le riforme (rectius controriforme) sono state fatte, così come sono stati fatti i compiti a casa.
Cionondimeno la povertà è aumentata a livelli inimmaginabili solo qualche anno fa.
Secondo dati ISTAT nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi).
E’ aumentata anche la diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza (indice di Gini) e nel contempo è diminuita l’aspettativa di vita media.

Tale evidenza sfugge solamente ai governanti di turno, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, che privi di qualsiasi mandato elettorale continuano a dare attuazione al programma imposto dalla BCE e da Mario Draghi e così continuano ad asserire che il re è vestito.
Ma gli italiani ormai cominciano ad essere consapevoli delle cause del proprio malessere ed agiscono di conseguenza.
L’unica possibilità per salvarci da questo girone infernale in cui sono stati precipitati paesi di antica civiltà come la Grecia, ridotta alla fame dai cravattari di Bruxelles , è recuperare la nostra sovranità monetaria, fiscale, economica.
Per uscire da questa interminabile crisi, che sta togliendo prospettive e speranze a più di una generazione, dobbiamo fare quello che fecero i nostri padri nell’immediato dopo guerra: dare piena attuazione alla nostra Carta Costituzionale uscita intonsa, per volontà del popolo sovrano, dalla recente consultazione referendaria.
A chi si ostina a dire che il re è vestito, negando ogni evidenza, dobbiamo ricordare che prima o poi si dovrà pur votare per il rinnovo del Parlamento italiano.
Intelligenti pauca.

Raffaele SALOMONE MEGNA

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