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Il ponte di Lecco, ovvero gli ovvi disastri dell’austeritá

Di solito le modifiche istituzionali e procedure burocratiche creano fastidio e noia nei cittadini, poi ci scappa il morto e ci si rende conto che se non ci interessa della “politica ” in senso lato alla fine quella si interessa a te….in modo tragico. E’ un po’ la morale della storia del crollo del Ponte di Annone vicino a Lecco.

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Cominciamo coi fatti conosciuti ed accertati e dai comunicati ufficiali
Alle 14 il cantoniere addetto alla sorveglianza del tratto della statale 36 interessato dal crollo aveva chiesto la chiusura del passaggio. Infatti alle 14 il cantoniere “avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione” subito dopo “in presenza della Polizia stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia. Gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato”. Alle 17,20 una persona è quindi morta ed altre 4 (un bambino) sono ferite.
Le polemiche sono subito esplose feroci sia riguardanti l’ANAS che sul comportamento della “nuova”provincia di Lecco. Le 2 cose han in comune un solo elemento: la politica governativa degli ultimi anni.
Infatti la polemica non è certo sul comportamento del personale locale dell’ANAS che ha fatto esattamnte il suo dovere, ma sulla mancanza di manutenzione ormai praticata dall’ANAS da anni. Sulle infrastutture stradali da decenni in Lombardia, anche per ragioni clientelari e politiche, l’ANAS ha sempre lesinato sulle manutenzioni proprio dove peraltro c’è una delle reti stradali più estese d’Italia su cui i carichi pesanti ed anche eccezionali sono “normali”. Negli ultimi anni il rivolo dei finanziamenti si è praticamente asciugato e tutto degrada. Davanti al progressivo deteriorarsi delle strutture, che sono essenziali per il tessuto produttivo locale, la reazione è stata quella di… abbassare i limiti di  velocità.
Sulle province non abolite, ma private di fondi, senza peraltro che le loro competenze siano ben definite, la polemica è fin troppo facile, come è perfettamente prevedibile che, senza una chiara responsabilità politica, prevalga in esse la logica del giorno per giorno e il cercare di non assumersi responsabilità personali se possono essere attribuite ad altri.
Conclusione: non è vero che le politiche e le riforme praticate dagli ultimi governi non danno risultati, li danno, e sono morti e feriti, qui come altrove.

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